Spaghetti aglio oglio e peperoncino — agosto 16, 2019

Spaghetti aglio oglio e peperoncino

Dove ero rimasto? Più o meno in una selva di emozioni ululanti alla luna, dove la stanchezza accumulata e non rilasciata si era trasformata in tossine difficili da maneggiare, con la mente che per una volta era rintanata in un angolo sfinita e senza forze, rimaneva la mia Essenza che stranamente se ne stava in silenzio, e mi guardava con una pacatezza di chi ha il totale controllo della situazione, e allora perché questa inquietudine dentro di me?

Che strazio e che due palle!! Ma è colpa mia, sono io che non ascolto con la dovuta attenzione le informazioni che arrivano dalla mia Essenza vitale, ok come rimediare? Con un invito a cena!

Sì, ho deciso che stasera cucino io, a casa mia, e come ospite ho invitato la mia Essenza. Sarà tutto molto formale eh niente di complicato, in tavola l’essenziale, in puro stile minimal come piace a me e alla mia Essenza. E come pietanza un piatto di Spaghetti aglio oglio e peperoncino, una bottiglia di vino rosso, (Il dolce lo porta la mia Essenza) e per finire un buon caffè.

Così avrò l’occasione di sentire dalla viva voce della mia Essenza cosa c’è che non funziona, e questa volta ho tutta l’intenzione di ascoltare quello che avrà da dirmi. Sarà la serata perfetta già lo sento, finalmente avrò le risposte dalla fonte più attendibile che conosco e forse questa inquietudine cesserà di ululare alla luna.

Il fiore — agosto 7, 2019

Il fiore

“Quanti secondi ci sono in un’eternità?” chiese un fiore appena sbocciato ad un raggio di sole.

“Tutti quelli che servono per ammirare la bellezza di un fiore che si apre alla vita” rispose il raggio di sole.

Saimon

Il Blog va in vacanza per qualche giorno di meritato riposo, auguro a tutti voi cari amici Blogger delle felici vacanze, che la forza del rilassamento sia con tutti voi.

Saimon. ⛩️

L’uomo, la panchina e il lago — agosto 5, 2019

L’uomo, la panchina e il lago

Mi capita quando sono stressato {e ultimamente complice anche il caldo lo stress è bello alto} di cercare un po’ di pace in un angolo ben preciso della città, allora fermo tutto, metto la vita in stand by e mi dirigo verso il mio posto speciale vicino al lago, ci vado a piedi [perché la camminata è sana e terapeutica] passando tra i vicoli e le stradine secondarie.

Poi arrivo in un parchetto dove ci sono panchine rosse e qualche albero, scelgo la panchina giusta, quella con l’ombra ovviamente. Mi siedo in mezzo alla panchina appoggio le mani su di essa e cerco il contatto con il legno, è un rito che eseguo ogni volta, mi aiuta ad entrare nel mood giusto, subito dopo ecco che arriva il mio momento preferito, guardo il lago e se è mosso è un buon segno, perché quell’ondeggiare (come mi piace chiamarlo) avanti e indietro è un moto che mi tranquillizza, mi distrae dalla cacofonia della vita che intorno a me continua imperterrita il suo percorso.

E lì accade che trovo il mio mondo, trovo la mia dimensione, le gambe si rilassano i muscoli si lasciano andare, e tutto il mio corpo ne trae beneficio, e naturalmente anche la mia mente infine si zittisce. Succede che in quel istante le barriere della razionalità (io che per fortuna sono ben poco razionale) crollano e si fanno da parte, così da permettere alle emozioni e sensazioni del mio irrazionale irrompono maestosamente sulla scena.

Ed ogni volta è qualcosa di nuovo, di inesplorato, di inestimabile bellezza, mi rigenero e ritrovo la mia essenza, che mi accoglie tutte le volte a braccia aperte, e sono momenti in cui il tempo collassa su se stesso e posso creare con la mia fantasia tutto ciò che voglio.

Io, la panchina, il lago e quella scintilla che si attiva per mostrarmi quanto è immenso il mio universo.

Succede tutte le volte che mi allontano da questa realtà che ahimé ho deciso di sperimentare consapevolmente, succede di trovare il mio angolo di paradiso seduto su una panchina in riva al lago.

Equilibrio — agosto 2, 2019
29 luglio 2019 — luglio 29, 2019

29 luglio 2019

Sono scarico.

La mia mente è scarica.

Il mio corpo è scarico.

Ma soprattutto il mio Spirito è scarico!

Lui che è essenza vitale del mio tutto, lui che è il mio tempio inaccessibile da fonti esterne, è in riserva, anzi è ben oltre la riserva, e ora che faccio? Come posso ricaricarmi? Ma perché ho permesso che accadesse?

Giusto un paio di giorni fa, ho letto che il 29 luglio è l’Earth Overshoot Day 2019, ovvero il giorno in cui saranno esaurite tutte le risorse che il nostro pianeta può generare in un anno! E che l’Italia le ha già esaurite il 15 maggio 2019!! Ma come è stato possibile arrivare a questo punto?

Ma quindi è anche colpa mia se sono finite le risorse del pianeta? Ovviamente non è proprio così eh, ma la similitudine mi colpisce parecchio, mi porta a fare una riflessione su di me che, da un lato mi fa piacere, da un altro lato, un po’ mi preoccupa.

La nota positiva è che, la mia connessione con la Terra, intesa come pianeta, è più che soddisfacente, evidentemente il mio vivere sempre alla costante ricerca delle bellezze che offre Madre Natura, ha dato e sta dando i suoi frutti, dall’altro lato quando il pianeta soffre di riflesso soffro anch’io, d’altronde la dualità è anche questa. Questa riflessione mi porta anche a dire che, il NOSTRO Pianeta sta mandando dei segnali molto chiari! colpa della mano del uomo? Direi di sì, certo non è tutta colpa nostra e mia, ma diciamo che contribuiamo in maniera sia attiva che, in maniera passiva, al disastro che si sta delineando. In realtà già in epoche remote la Terra, ha saputo impartire severe lezioni nei confronti di chi abitava e sfruttava in malo modo le sue risorse, che sia questo anche il nostro di fato? Questo non lo so, ma quello che sento è che siamo terribilmente vicini ad un punto di non ritorno che, potrebbe portare Madre Natura ad intervenire pesantemente come ha già fatto in passato.

Cosa posso fare io? Cosa possiamo fare tutti noi? Non ho la risposta (e ci mancherebbe, mi viene da dire) ma nella mia mente rieccheggia ora più che mai una bellissima frase detta da due persone, una di loro è Heimdall, Il Guardiano del Tempo, e recitava così:

“È tempo che la gente si renda conto che è ogni singolo uomo che crea il tempo in cui vive, e che, decida di agire affinché ognuno sia felice della sua vita, facendo ciò che è capace di fare per vivere in pace con la natura e con le altre persone di buona volontà, perché ogni uomo si senta artefice di un mondo migliore per sé e per le generazioni future”.

Eolo — luglio 25, 2019

Eolo

Ieri mi è successa una cosa che se la racconto in giro alla gente comune (ma anche quella di un’altro comune eh) mi danno del matto.

Dunque vi racconto l’accaduto, erano circa le 14 quando ho deciso di mettermi fuori sul balcone, per respirare un po’ di aria fresca, ero in compagnia di un buon libro, ma di aria fresca neanche a pagarla.

Dopo circa mezz’ora di lettura mi ero stancato, eh insomma uno vuole un po’ di vento rinfrescante che, possa aiutarlo a sopportare l’afa di questo interminabile estate e quello non si degna di presentarsi!

Decido di alzarmi e rientrare in casa, almeno lì c’è il condizionatore, meglio che niente, quando sento arrivare alle mie spalle il tanto agognato vento.

“Oh finalmente” esclamo un po’ seccato per il ritardo accumulato “È questa l’ora di arrivare? È da un po’ che ti aspetto caro Eolo, che comportamento è mai questo!”

In quell’istante la faccia di Eolo si fa tutta triste, gli occhi iniziano ad inumidirsi e poi giù lacrimoni a non finire, allora cerco di rimediare al casino e gli dico con un tono da amico paraculo:

“Dai suvvia non piangere, hai ragione ho esagerato e ti chiedo scusa!! ma cerca di capirmi, questa è un’estate difficile, tu sai che per me se ci sono 18/20 gradi già fa caldo, figurati quando ce ne sono 30 e passa di gradi. Vado fuori di testa, sai cosa facciamo ora io e te, ci sediamo insieme qui sul balcone, vicini vicini come quei due vecchi amici che siamo, ti offro anche da bere, cosa preferisci? gradisci un tè fresco, una bella birra ghiacciata, sì ti piace l’idea della birra, ottimo anche a me, mettiti comodo che vado a prendere due belle fresche birre, arrivo in un attimo.”

Qualche minuto e, qualche sorso di birra dopo tutto era tornato alla normalità. Si facevano grandi discorsi io ed Eolo, sulla vita, sulla morte, sulle anfore, sui parenti serpenti [e qui ci siamo dati uno sguardo d’intesa che, da solo valeva il biglietto d’ingresso] ed altro ancora, insomma alla fine la nostra secolare amicizia era tornata piu salda e solida che mai.

Ci siamo bevuti altre tre birre a testa, è stato un pomeriggio meraviglioso, poi al giungere della sera, ecco che arriva il momento del congendo, non prima di essere passato per il bagno, perché ad Eolo scoppiava la vescica, ti credo io con tutta quella birra, ed io a prenderlo in giro a dirgli che:

“Oh ma stai proprio invecchiando se non riesci più a tenere quattro birre” E giù ancora di pacche sulle spalle e grandi risate.

Poi arriva l’immancabile momento dei saluti, ci siamo abbracciati come solo i veri uomini sanno fare, l’emozione era tanta, ma così tanta che ci siamo messi a piangere come due femminuccie… Ah che due minchioni che siamo!!

Insomma alla fine della fiera, ecco Eolo che si allontana, con una sgommatina ed un’accelerazione che, Usain Bolt levati di lì…. E mentre si allontanava agitavo la mia manina a salutare il mio caro amico che, se ne andava a soffiare chissà dove e chissà quanto!

Ecco questo è il resoconto dell’accaduto, ora ditemi voi se si può dare del matto ad uno come me, non venitemi a dire che non vi è mai capitato di bere una birra in compagnia del dio del vento.

Come dite, non vi è mai capitato eh! ah sì? Scusatemi mi è suonato il cellulare e, la lavatrice ha finito. Ciao a presto!

La composizione perfetta — luglio 24, 2019

La composizione perfetta

La nota stonata accarezza delicamente i tasti del pianoforte, suona una melodia così strampalata che, all’orecchio di chi ascolta può sembrare fuorviante, eppure lei insiste, ed insiste, non demorde non si lascia intimorire dai fischi irrispettosi di chi vorrebbe farla smettere.

La nota stonata si carica ancora di più di un’energia che, non sapeva di avere, così quel suono disturbante al limite dell’osceno, diventa invece la musica più stupendamente meravigliosa che, sia stata mai eseguita.

Un tripudio di note, una dietro all’altra, stravolgono lo spartito originale, tutto viene riscritto, tutto ora ha un senso, nel non senso di una nota stonata che, ammalia e conquista i cuori e le anime di chi è in ascolto.

Tutto diventa un susseguirsi di emozioni mai provate fino ad ora che, portano vibrazioni di energia così elevate che, giungono all’orecchio sempre attento del padre creatore che, rimane colpito da questa strana composizione e si fa coinvolgere fino al punto che, una lacrima scende sul suo viso e quella lacrima prende il volo, attraversa galassie lontane, seguendo la melodia, arriva fino a qui sul pianeta terra, ed una volta trovata la nota stonata, gli fa un inchino e la invita a ballare.

Ecco che, infine ha luogo la struggente ballata della lacrima di Dio con la nota stonata, in quella che è LA composizione perfetta.

Vento — luglio 18, 2019

Vento

E il vento generò una tempesta di dimensioni cosi estese che, non si sapeva da dove avesse avuto origine. Soffiava così forte che, la mente dell’uomo ne rimase sconvolta. Era come se il vento stesso avesse abbattuto le barriere delle mente, ed ora stava spazzando via tutte le memorie sia buone che, cattive che vivevano al suo interno. Mai si era vista una tale forza, dirompente e distruttiva, stava seminando il panico, la mente stava impazzendo, non aveva la benché minima idea di come fare a placare questo fenomeno. Alla fine la mente si arrese, così il vento tempestoso portò a termine il compito di spazzare tutte le tossine che c’erano. Fu così potente da lasciare a terra tramortito ciò che rimaneva della mente. Ci vollero giorni ed in alcuni casi delle settimane prima di tornare alla normalità. Ma ora la mente sapeva e, soprattutto temeva che, potesse succedere di nuovo. Non poteva tollerare un altro evento del genere. Perché la mente ne era certa, la prossima volta lei non si sarebbe mai più alzata, sarebbe stata la sua morte. Allora decise che, ci sarebbe voluta una tregua, fare un compromesso che, le avrebbe risparmiato la vita. Così chiamò il vento e fece un patto con lui e, il vento in tutta risposta ricordò alla mente che, se fosse venuta meno alla parola data, sarebbe tornato per un’ultima volta e l’avrebbe spazzata via per sempre. La mente accettò di buon grado e, da parte sua promise al vento che, da questo momento sarebbe stata più buona e meno stronza nei confronti dell’essere umano. Il vento se ne andò via, non prima di aver soffiato così intensamente da aver fatto tremare per bene la mente, così giusto per ricordarle chi comandava. Ancora una volta la natura si era ribellata contro la mente umana, ed aveva ristabilito l’ordine gerarchico. E sarà così per sempre.

Acqueggio — luglio 15, 2019

Acqueggio

Acqueggio voce del verbo Acqueggiare.

Rilasciare, Lasciare andare le tossine che, danneggiano il nostro ecosistema interno, anche, Il lento fluire della ciclicità della vita, fino a quando arriva alla sua naturale conclusione.

Acqueggio, fratello gemello (non riconosciuto) di Cazzeggio.

Celebre fu, la frase di tale Eremus Barbutos che disse:

“l’Acqueggio è la soluzione agli annosi problemi che, affliggono il genere umano fin dalla notte dei tempi.”

Sembra sia stato un eremita di lungo corso a coniare il termine Acqueggio, durante una delle sue elucubrazioni notturne, mentre sorseggiava dell’ottimo Idromele, accompagnato da una deliziosa cena di cervo in salmì.

Questo particolare eremita si chiamava da solo (visto che nessuno lo faceva per lui) Il Deportato.

Si era inoltre auto proclamato, Re Supremo di tutti gli Eremiti. (Solo che, gli altri Eremiti non ne sapevano nulla)

Diceva che, arrivava da lontano, molto lontano, da un luogo dove il profumo di lavanda al sorgere del sole, gli riempiva i polmoni e, gli faceva tornare la voglia di vivere.

È altresì famosa la composizione dal titolo: “Il dolce sussurro dell’Acqueggio” che, ha scritto subito dopo il terzo litro di Idromele, e che, viene decantata di generazione in generazione tra tutti gli Eremiti del mondo. (Va recitata mentre si osserva la luna, tenendo in mano una spiga di grano).

Ecco di seguito il testo completo.

“Il dolce sussurro dell’Acqueggio”

Oh Acqueggio… Tu che, il sangue ribollire mi fai

Oh Acqueggio… Tu che, al mattino il sorriso mi fa spuntar

Oh Acqueggio… Tu che, mai e poi mai mi lasci senza pensare

Oh Acqueggio… Tu che, lo stormire di fronde continui a ricordarmi

Oh Acqueggio… Ora che incontrato ti ho, mai ti abbandonerò

Tu che mi guidi ogni volta verso porti sicuri privi delle insidie che, il cammino mi fa trovar… Tu che, sei il mio faro anche nell’oscurità di questa fetente realtà, grazie di essermi vicino nei momenti bui e, di essere un fedele compagno di viaggio in ogni situazione.

Dalle Alpi alle lande desolate di questo mondo che, ahimè fin troppe similitudini ha con il luogo da cui provengo.

Oh Acqueggio… Tu che sei la parte migliore della mia essenza, estensione stessa del mio spirito, invoco a te una solerte, ma breve, preghiera...

Ovunque io andrò, fai in modo che il tuo mantello mi protegga, sempre per l’eternità!

Inizio — luglio 12, 2019

Inizio

Compito del giorno, anzi del qui e ora…

Centrare il centro di gravità, farlo diventare permanente e, da lì iniziare a camminare su di un sentiero di montagna, a piedi scalzi se è possibile, sentire e percepire il contatto con il suolo, con la terra, con i sassi che, in primo momento ti faranno male, ma non temere, insisti, è il loro modo di dirti che, ti stai collegando con la natura circostante, stai per stabilire una connessione che, ti porterà in una dimensione fuori dalla realtà di tutti i giorni, e mentre permetti a te stesso questa magia, ti accorgi che, piano piano, passo dopo passo, le tensioni del tuo corpo si stanno sciogliendo, e questo accade perché alla fine hai deciso che, è meglio fidarsi di chi ne sa più di te, sto parlando della natura circostante ovviamente, lei è qui da sempre, dall’inizio di questa grande avventura, conosce tutti i segreti di questo pianeta e, se tu lo vorrai, lei passo dopo passo te li racconterà, così che, quando avrai terminato la tua camminata e, sarai arrivato alla fine del sentiero, ti sembrerà che la percezione di quello che sei e, di quello che hai intorno a te sia, la perfetta estensione dei tuoi pensieri che, liberati dai preconcetti di questa società, finalmente possono manifestarsi in tutta la loro regalità.

Ed è lì in quello stato di grazia assoluta che, perdoni te stesso per tutte le volte che, hai ignorato il richiamo primordiale della tua essenza.

Ed è lì che, fai pace con il tuo spirito, la parte più saggia di te.

È alla fine del sentiero che, di solito è il punto di arrivo di un percorso che, per te prende forma e sostanza, l’alba di un nuovo inizio, facendo in modo che il tuo presente sia…

…Il sole del mattino che, rinnovato e pieno di vita, irradia il mondo della tua preziosa ed unica presenza.

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