Una sera di relax

Metti una sera di totale relax, che anche se viene sera c’è ancora la luce del sole che fa da palcoscenico, ti ritrovi nel soggiorno di casa tua, sei sdraiato sul tuo comodo divano, le finestre sono spalancate e da fuori una gradevole brezza serale fa capolino, allora chiudi gli occhi ti rilassi e ti metti in ascolto, c’è un po’ di tutto che arriva alle tue orecchie e che inebria i tuoi sensi

Il dolce e rassicurante cinguettio degli uccelli che si mescola con il brusio del vicino pub, da dove proviene una cacofonia di voci di persone mescolata alla musica che esce dagli altoparlanti, tu sei in pace nonostante tutto questo rumore, ti sorprendi a sorridere dinnanzi a questo spettacolo, sì perché realizzi che anche questo a modo suo è rilassarsi, è essere il tutto con il tutto circostante, anche lì sul tuo divano tu interagisci con il resto del mondo che è la fuori, e sono energie, vibrazioni che si uniscono in una melodiosa infinita sinfonia che è la vita!

E te la godi eccome se te la godi, fino alla fine, fino all’ultima nota, tanto domani ti ritroverai ancora qui e la melodia tornerà a suonare!

Annunci

Il canto improvvisato

Che sono nubi cariche a molla, pronte a riversare un oceano di acqua purificatrice, portando lontano l’afa di un’estate improvvisata, dove il caldo è opprimente più del dovuto, prende la gola, la costringe alla resa e la rende arida di parole

Che sono temporali impertinenti, scuotono l’essere umano dal suo sonno ad occhi aperti, che siano segni di un risveglio imminente?

No tranquilli, continua a dormire beatamente l’uomo vitruviano, con il paraocchi come compagno, rimane al sicuro tra le quattro mura della sua mente, a cui ha dato delega piena della vita terrena

Che siano nubi e temporali, che siano pioggie torrenziali, all’uomo poco importa, per un istante sembra uscire dal suo torpore, per poi tornare a vegetare senza ritegno, appena finisce la tempesta

Che forse sia il caso di un nuovo diluvio universale??

A.

La storia di calmasera

Calmasera ha una storia particolare, bisogna tornare indietro nel tempo, ma molto indietro, erano tempi oscuri, il pericolo era sempre in agguato, da ogni angolo di strada poteva sbucare qualcosa di terribilmente spaventoso, uscire da soli quando calava la sera era fuori discussione, meglio essere accompagnati da qualcuno, ma anche in quel caso non si era assolutamente al riparo da spiacevoli incontri

Le tenebre giocavano con il cuore delle persone, le vedevi zampettare un po’ qui e un po’ là, sempre in costante movimento alla ricerca della preda perfetta, molti cuori hanno ceduto, non hanno retto al gioco crudele e dispettoso delle creature malvagie della notte

Di quei giorni così nefasti ne hanno raccontato i menestrelli per tanti e tanti decenni, delle notti oscure e piene di terrore che non sembravano aver mai fine, fino a quando dal nulla più profondo è emersa silenziosa una figura particolare, un essere umano che nessuno aveva mai visto, ben nascosto da un mantello nero che rendeva impossibile vedere il suo volto, questa figura che aveva un non so che di spettrale, arrivava quando faceva buio e combatteva con grande coraggio, le spaventose creature della notte

Nel giro di poco tempo riuscì a sconfiggere tutto il male che albergava nell’oscurità, con grande sollievo della popolazione locale, alla fine della guerra non era rimasta nessuna traccia del passaggio dei demoni che avevano infestato per tutti quei interminabili anni quel villaggio di frontiera

Anche di quell’uomo spettrale, che aveva combattuto coraggiosamente per salvare gli abitanti del villaggio si persero le tracce, così come era arrivato, sparì silenziosamente senza farsi troppo notare e di lui rimase solo il ricordo e l’immensa gratitudine per quello che aveva fatto

Nessuno seppe mai il suo nome, nessuno vide mai il suo volto, nessuno sapeva niente dell’uomo con il mantello nero, ma se volete ascoltare le imprese di questo eroe cercate un menestrello e chiedetegli di raccontarvi di quella storia particolare, che ha visto come protagonista un essere spettrale, a cui hanno dato il nome di Calmasera.

Sulla riva del fiume

Indovina un po’, alla fine sono andato sulla riva del fiume, mi sono seduto ed ho aspettato di vedere passare il cadavere del mio nemico

Sono passate ore, giorni, settimane, ma niente, I miei occhi non hanno visto nessun cadavere

Ma, in compenso ho potuto ammirare le meraviglie di innumerevoli albe, gli strabilianti tramonti che mi lasciavano sempre a bocca aperta

Ho ammirato il volo sinuoso a filo dell’acqua di stupendi volatili, ho sentito sul mio volto la fresca brezza del vento, che mi accarezzava con dolcezza

Le acque limpide mi hanno permesso di gustarmi il moto perpetuo dei pesci, avanti e indietro, continuamente in un circolo senza fine

Ho visto la maestosa eleganza del cielo, riflessa nell’acqua, un autentico spettacolo a cui ho potuto assistere senza pagare il biglietto

Ho visto me stesso riflesso nella limpida acqua del fiume e alla fine ho compreso che….

Stare seduto sulla riva di un fiume ad aspettare il passaggio del nemico è mera illusione

In realtà serve a noi per prenderci del tempo, fermare la frenesia della vita quotidiana per permetterci di assaporare in pieno delle MERAVIGLIE DI MADRE NATURA.

Bello no? Io dico di sì.

Pensieri

Troppi pensieri in questo angolo della mia mente, tutti buttati lì senza un senso, accatastati più per pigrizia che per altro

Sono tanti, sono pericolosi, non è il posto giusto per loro, questo angolo della mia mente è diventato una discarica abusiva dove pensieri poco belli, vanno a passare il loro tempo, in attesa di essere riesumati all’occorrenza

Li osservo con attenzione, sono furbi, fanno finta di niente, sembrano innocui, ma appena mi avvicino a loro, appena sentono la mia presenza, mi fanno le fusa, come il più fetente dei gatti

Si fanno belli per me, tirano fuori il meglio, anzi il peggio di loro stessi, non c’è che dire sono dei grandi attori

E quando sono ormai certi di avermi in pugno, mi guardano con quello sguardo di superiorità che li contraddistingue

A questo punto sono fregato, possono fare di me ciò che vogliono, sono in balia dei miei pensieri

Quello che però non sanno è che ha questo giro sono venuto preparato, con una tanica di benzina ed un accendino, sono io che faccio la festa a loro

E mentre li vedo bruciare, un sorriso appare sul mio viso, il mio cuore è rilassato e la mia mente ora è libera di vagare verso nuovi luoghi

In cui i cattivi pensieri non hanno più motivo di esistere.

Il tramonto

Giorno di pioggia

Giorno di tempesta

Giorno di nubi scure e minacciose

Giorno di tuoni e lampi

Che squarciano il cielo

Generando timore

Lasciando una scia

Di un oscuro sentore

L’aria è pervasa di sinistre figure

Che seminano terrore nei cuori delle persone…

Il senso di disagio

Causa un brutto effetto

Pesante presagio

Di imminenti sciagure

Come fare ad evitare

L’inevitabile destino?

C’è ancora un barlume di speranza?

All’orizzonte si muove qualcosa

C’è grande fermento

Che le preghiere siano state ascoltate?

In soccorso dell’uomo

Ecco arrivare uno squarcio di luce

Che si fa strada senza paura

Con grande ardore sfida l’oscura minaccia

La battaglia è cruenta

Ma la luce è potente

E alla fine vince

Una terribile guerra

Ora in cielo si è stagliato

Un abbagliante Sole

Che festeggia la vittoria

Accompagnato

Dal suo valido aiutante

Che risponde al nome di

Messer Arcobaleno.

Il panico dello scrittore

Questa è la storia un po’ romanzata di quello scrittore che si accorse di avere smarrito i puntini sulle i

È successo poco fa, ma la notizia si è subito diffuso a macchia d’olio (come è giusto che sia, vista la gravità della situazione)

Il suddetto scrittore era in preda al panico, racconta la pensionata che abita di fronte a lui

Ha cominciato ad urlare come un pazzo: “Dove sono finiti i miei puntini sulle i??? qualcuno li ha visti?? è una tragedia!!”

È stata subito allertata la polizia, che dopo un iniziale smarrimento ha preso in mano la situazione

In collaborazione con carabinieri, guardia di finanza, pompieri e forestale, si sono messi tutti insieme alla ricerca del puntini perduti

Sono state ore concitate, piene di pathos, ad un certo punto la speranza sembrava aver abbandonato il campo

Quando dalle retrovie è apparsa la governante dello scrittore, con sottobraccio un cesto pieno di puntini!!

“Scusatemi, ma sono stata io, tutta colpa mia è che ieri ho visto che i puntini erano un po’ sporchi, così di mia iniziativa ho deciso di lavarli, non credevo potesse succedere questo finimondo!”

Lo scrittore rincuorato dal ritrovamento ha perdonato la governante

E tutti e dico tutti hanno girato un gran sospiro di sollievo

La quiete è tornata, lo scrittore ora che ha riabbracciato i suoi amati puntini, può riprendere a scrivere senza preoccupazioni

La governante ha promesso che la prossima volta avviserà per tempo, così si potrà evitare un’altro pandemonio come questo

E come in tutte le storie romanzate, tutto e bene quel che finisce bene

E vissero tutti felici e contenti, tutti con i puntini sulle i.