Mi piace il profumo della sera quando il sole sta per tramontare per dare spazio alla notte, mi piace guardare il momento in cui avviene il passaggio, mi ricorda un po’ il cambio della guardia del militare, la sacralità del momento è qualcosa di unico, ti senti dentro la vita, ti senti parte del tutto, quell’istante è pregno di magia, è il saluto del sole che con un inchino saluta e se ne va via.

Sono giorni intensi, vissuti di corsa, senza un attimo di respiro, fa caldo, oh sì, è disturbante questa afa, non consente alla mente di rifiatare, un continuo martellamento, incessante e poi ovviamente si sbrocca, si impreca senza ritegno , la bestemmia prende il sopravvento, come se fosse in grado di sconfiggere da sola il caldo soffocante di questi giorni, mera illusione!

Ma quando arriva sera, mi sembra che qualcosa possa cambiare, la mente si alleggerisce, i pensieri si fanno coraggiosi ed escono dalla caverna in cui si sono rintanati, le gambe come d’incanto ritrovano entusiasmo, il cuore gioisce, anzi se lo ascolto con attenzione, lo posso sentire anche intonare una canzone dal vago sapore di rock!

Ah che bella la notte che porta sollievo, è promessa mantenuta di una bibita fresca che ti riconcilia con la vita

Ah che bella la notte, poi stasera è speciale, c’è la luna piena, una luna rosso sangue, allora sai che faccio, prendo una copertina, esco di casa, percorro la stradina di campagna che mi porta fuori dalla città (ciao [presunta] civiltà) cerco un posto dove nessuno mi possa disturbare

Una volta trovato, distendo la copertina per terra, mi sdraio, incrocio le gambe, ed ecco che un sorriso si stampa sul mio viso, pronto e attento mi metto in attesa dello spettacolo che sta per iniziare

Ed infine con uno squillo di tamburi {che riecheggia nella mia testa} eccola arrivare in tutto il splendore, lì in bella mostra pronta a farsi ammirare, da uno sconosciuto innamorato di quell’autentico capolavoro che è la luna piena

Questo è ciò che farò.

La mia visione della vita è in continuo mutamento, sempre in movimento, cambia, si evolve o si involve (dipende dai punti di vista)

A volte è come un raggio di sole che appare all’improvviso dietro ad una nuvola

Altre volte è il suadente suono di un violino che ti inebria con il suo virtuosismo

A volte un po’ cupo, ma di quel cupo che sembra figlio di quel genio di Tim Burton (che per me è pura poesia)

A volte è un po’ incostante e in quel caso ricorda molto la vita

A volte la mia visione è offuscata da concetti triti e ritriti, di cui vorrei poterne fare a meno

A volte è come in questi giorni “oh mio dio e adesso cosa dico, cosa scrivo?”

A volte invece è un esplosione di emozioni, colori e fantasia al potere

A volte mi lascio guidare dalle sensazioni e vengono fuori grandi emozioni

A volte è esattamente ciò che deve essere, UN CALEIDOSCOPICO ED IGNOTO VIAGGIO ONIRICO

Ma da qualunque lato tu la guardi lei è libera espressione del mio amato cuore.

Che sono nubi cariche a molla, pronte a riversare un oceano di acqua purificatrice, portando lontano l’afa di un’estate improvvisata, dove il caldo è opprimente più del dovuto, prende la gola, la costringe alla resa e la rende arida di parole

Che sono temporali impertinenti, scuotono l’essere umano dal suo sonno ad occhi aperti, che siano segni di un risveglio imminente?

No tranquilli, continua a dormire beatamente l’uomo vitruviano, con il paraocchi come compagno, rimane al sicuro tra le quattro mura della sua mente, a cui ha dato delega piena della vita terrena

Che siano nubi e temporali, che siano pioggie torrenziali, all’uomo poco importa, per un istante sembra uscire dal suo torpore, per poi tornare a vegetare senza ritegno, appena finisce la tempesta

Che forse sia il caso di un nuovo diluvio universale??

A.

Indovina un po’, alla fine sono andato sulla riva del fiume, mi sono seduto ed ho aspettato di vedere passare il cadavere del mio nemico

Sono passate ore, giorni, settimane, ma niente, I miei occhi non hanno visto nessun cadavere

Ma, in compenso ho potuto ammirare le meraviglie di innumerevoli albe, gli strabilianti tramonti che mi lasciavano sempre a bocca aperta

Ho ammirato il volo sinuoso a filo dell’acqua di stupendi volatili, ho sentito sul mio volto la fresca brezza del vento, che mi accarezzava con dolcezza

Le acque limpide mi hanno permesso di gustarmi il moto perpetuo dei pesci, avanti e indietro, continuamente in un circolo senza fine

Ho visto la maestosa eleganza del cielo, riflessa nell’acqua, un autentico spettacolo a cui ho potuto assistere senza pagare il biglietto

Ho visto me stesso riflesso nella limpida acqua del fiume e alla fine ho compreso che….

Stare seduto sulla riva di un fiume ad aspettare il passaggio del nemico è mera illusione

In realtà serve a noi per prenderci del tempo, fermare la frenesia della vita quotidiana per permetterci di assaporare in pieno delle MERAVIGLIE DI MADRE NATURA.

Bello no? Io dico di sì.

Troppi pensieri in questo angolo della mia mente, tutti buttati lì senza un senso, accatastati più per pigrizia che per altro

Sono tanti, sono pericolosi, non è il posto giusto per loro, questo angolo della mia mente è diventato una discarica abusiva dove pensieri poco belli, vanno a passare il loro tempo, in attesa di essere riesumati all’occorrenza

Li osservo con attenzione, sono furbi, fanno finta di niente, sembrano innocui, ma appena mi avvicino a loro, appena sentono la mia presenza, mi fanno le fusa, come il più fetente dei gatti

Si fanno belli per me, tirano fuori il meglio, anzi il peggio di loro stessi, non c’è che dire sono dei grandi attori

E quando sono ormai certi di avermi in pugno, mi guardano con quello sguardo di superiorità che li contraddistingue

A questo punto sono fregato, possono fare di me ciò che vogliono, sono in balia dei miei pensieri

Quello che però non sanno è che ha questo giro sono venuto preparato, con una tanica di benzina ed un accendino, sono io che faccio la festa a loro

E mentre li vedo bruciare, un sorriso appare sul mio viso, il mio cuore è rilassato e la mia mente ora è libera di vagare verso nuovi luoghi

In cui i cattivi pensieri non hanno più motivo di esistere.

Una pagina bianca, una penna in mano, nervosamente cerco nei miei pensieri un’ispirazione

Niente non funziona, la mente è come una televisione spenta

Nessuna immagine, nessun suono, solo uno schermo nero

Guardo dentro, di riflesso vedo un volto familiare, lo riconosco è il mio

Osservo senza fare nulla, lo sguardo è perso, non è spento, semplicemente non è qui

Chissa dove si trova, cosa sta vivendo in questo momento

Sono curioso, accipicchia se lo sono, d’altronde si tratta di me, voglio saperne di più

Però aspetta un attimo, forse è giusto cosi, non devo essere curioso, devo lasciare fare

Continuare ad osservare e vedere che succede, prima o poi si ridesterà da quello stato in cui si trova ora

Ok farò cosi, aspetto, osservo

Vediamo cosa succede….

Pagina bianca, penna in mano, osservo, non ho ancora scritto nulla, mi è venuto in mente un ricordo, un immagine che ho visto poco fà nella mia mente

Si scriverò di quello che ho visto inizierò da cui

Stavo osservando un tizio seduto su una sedia, con una penna in mano, un foglio bianco e lo sguardo perso nel vuoto

Lo vedevo da dietro non sono riuscito a vedere il suo volto, era assorto nei suoi pensieri, chissà a cosa stava pensando, però ricordo una sensazione forte, è come se quel tipo fosse una persona conosciuta, aveva un non so che di familiare

Ma forse prima o poi ricorderò dove l’ho già visto.

E adesso che si fa? ora che tutto è andato a buon fine, adesso che l’ultimo pezzo del puzzle è stato incastrato e il quadro è completo?

Bel dilemma, intanto mi perdo estasiato a guardare con occhi lucidi e pieni d’orgoglio il mio puzzle, mi piace, sì parecchio!

Noto che la poesia del puzzle è infinita, immensa, non riesco a distogliere lo sguardo, ma caspita è solo un puzzle e nulla più!

Beh sai che faccio, visto che è già incorniciato lo appendo alla parete, poi mi sdraio sul divano e rimango lì ad ammirare la sua bellezza

E mi perdo dentro il puzzle, tra le montagne innevate, la foresta fitta fitta che non si riesce a vedere oltre, c’è il fiume, ah che splendore! adoro l’acqua che scorre all’infinito, chissà quale sarà la sua destinazione, ma chi se ne frega, in fondo quello che conta è il viaggio

Osservo il prato verde, il ponte di legno che unisce la riva sud alla riva nord, c’è uno scoiattolo che saltella, un aquila che vola, i pesci che sguazzano nell’acqua, non manca più nessuno, solo non si vedono esseri umani

E questo è un bene a mio parere, perché sarebbe stato fuori luogo, c’è la perfezione della natura, che vive secondo le sue leggi, se ci fosse stato anche l’uomo, sono sicuro che da qualche parte sarebbe spuntato un grattacielo o peggio ancora una fabbrica, che avrebbe inquinato questa meraviglia di posto

Quindi va bene così, che la natura che alberga in questo puzzle rimanga incontaminata dall’ego umano, non c’è spazio qui dentro

Non c’è bisogno di bipedi senzienti che potrebbero causare solo danni

Questo è il puzzle senza tempo della natura che conquista, dove ancora regna il mondo della magia.

Da esplorare ed ammirare, da assaporare e gustare, il viaggio è sempre una scoperta, come quando da piccolo faceva la sua apparizione il Luna Park, la curiosità di un bambino si trasformava in irrefrenabile ed incontenibile gioia, ore e ore a giocare a divertirsi fino allo sfinimento

Il viaggio è catarsi di un momento che verrà, ma non sai quando succederà

Il viaggio può essere liberazione, può essere illuminazione, può essere delusione, può essere illusione, ma genera sempre dentro di noi delle indescrivibili emozioni

Quando fai un viaggio pensi a come sarà, ma una volta giunto a destinazione ti ritroverai a dire frasi del tipo “questo proprio non me l’aspettavo”

Sì è così che funziona, tu percepisci che qualcosa di grandioso si manifesterà, ma non hai la benché minima idea della sua portata

Quando ti sorprenderai a pensare al viaggio, a pianificare ogni singolo istante, fai una cosa semplice, fermati, non razionalizzare, spegni il cervello

E lasciati andare, lasciati trasportare senza remore dal viaggio, lui conosce meglio di te quale è la tua destinazione

Buon viaggio!

Può bastare così.

Sono stanco.

Gli occhi fanno fatica a restare aperti.

Il giorno sta lasciando il posto alla notte.

Questo è il momento ideale per tirare il fiato e sdraiarmi sul divano.

E con la mente divagare ad immaginare.

Un luogo che sa di mare, l’acqua fresca della sera che dolcemente accarezza i miei piedi.

Quella brezza piacevole, che sfiora il mio viso, che gira intorno al mio corpo.

In una danza silenziosa, di chi sa come si fa a prendersi cura di qualcuno.

Mi lascio andare, abbandono ogni resistenza, lascio fare al mare che mi sa cullare.

Lascio fare all’acqua che sa alleviare ogni dolore.

Lascio fare al vento che infine allevia ogni mio tormento.

Lascio fare, mi affido a questo luogo sacro che sa placare il lamento.

Di un essere umano, che chiede solo un po’ di tregua.