Metti una sera in cui finalmente puoi goderti un po’ di relax… che anche se viene sera c’è ancora la luce del sole che fa da palcoscenico, ti ritrovi nel soggiorno di casa tua, sei sdraiato sul tuo comodo divano, le finestre sono spalancate e da fuori una gradevole brezza serale fa capolino, allora chiudi gli occhi ti rilassi e ti metti in ascolto, c’è un po’ di tutto che arriva alle tue orecchie e che inebria i tuoi sensi

Il dolce e rassicurante cinguettio degli uccelli che si mescola con il brusio del vicino pub, da dove proviene una cacofonia di voci di persone mescolata alla musica che esce dagli altoparlanti, tu sei in pace nonostante tutto questo rumore, ti sorprendi a sorridere dinnanzi a questo spettacolo, sì perché realizzi che anche questo a modo suo è rilassarsi, è essere il tutto con il tutto circostante, anche lì sul tuo divano tu interagisci con il resto del mondo che è la fuori…. e sono energie, vibrazioni che si uniscono, si intrecciano in un caleidoscopico arcobaleno di fulgidi colori

E te la godi eccome se te la godi, fino alla fine, fino all’ultima nota…. in una ballata immaginaria, dove ci sei tu e l’infinito dispiegarsi di quell’inebriante sensazione, che solo una sana e consapevole serata di autentico relax ti può dare.

Osserva, cosa vedi?

Il buio al di là della siepe è opprimente

Niente stelle in cielo

Anche la luna si rifiuta di stare al suo posto

L’aria è rarefatta

Se mi avvicino alla siepe ed allungo una mano verso l’oscurità

Sento come una morsa che cerca di intrappolarmi

C’è troppa densità in questo luogo

Percepisco un senso di pesante inquietudine

Che posto è questo?

C’è vita al di là della siepe?

Credo che qualunque cosa alberghi in un luogo del genere

Sia un’entità che ha ben poco di umano

È una forza sovrannaturale quella che percepisco

Si è così

Una parte di me è attratta dal silenzioso richiamo che giunge dal fitto buio

No! È pericoloso, se oltrepasso questa siepe sarà la fine

In totale balia di una forza oscura, maligna!

Meno male che sono consapevole del pericolo

La parte più saggia di me ha la meglio

Indietreggio, lentamente mi allontano

Non voglio fare troppo rumore

Non voglio farmi notare

Mi allontano da questo luogo

Di terrore

Indietreggio

Sempre di più

Mi giro…. E senza voltarmi mai

Torno sulla retta via.

Di chi sono o chi sarò, di chi sono stato e mai dimenticherò, dei giorni bui e malinconici, pieni di nuvole grigie a farmi compagnia, di tutti quei momenti da cui ho tratto giovamento

Degli inverni coccolosi che mi riempivano il Cuore di un gran calore, di autunni sempre vissuti in mezzo a tanto amore, con le foglie ingiallite che non so il perché mi mettevano di buon umore

E il camino immaginario che avevo sempre accanto al mio letto, mentre leggevo sotto le coperte

La cioccolata calda che tenevo stretta stretta tra le mani, mentre guardavo scendere la neve dalla finestra

Di chi sono e chi sarò, ma soprattutto indelebilmente scritto sui miei quaderni immaginari….

“Del sognatore che io sono, concepito dalla pioggia, nato in una mattina di primavera, sotto l’occhio vigile di una luce particolare, con tre punti misteriosi in bella vista sulla fronte, con una gran voglia di volare, di voler curiosare, sperimentare in tutte le sue sfumature questa grande giostra che è la vita”

Si respira un’aria diversa dal solito, mi è molto familiare questo tempo, mi ricorda il mio amato Autunno. Ma che forse sia davvero lui?

Vediamo un po’, esco sul balcone a piedi nudi, maglietta e boxer, sorseggiando l’immancabile primo caffè della giornata.

Percepisco il cambiamento, la temperatura si è abbassata notevolmente, questo è già un buon inizio, le nuvole in cielo sono compatte e minacciose, bene ci siamo quasi.

Guardo gli alberi e le foglie che lentamente si lasciano cadere.

Sorseggio il caffè, guardo dentro la tazza, è finito.

Sì l’interminabile estate è alle spalle, l’impertinente, stronza e un po’ vigliacca calura fa le valigie, la vedo salire di tutta fretta su di un taxi, ed andarsene il più lontano possibile.

…. Ora è il tempo dell’Autunno, di quel rassicurante abbraccio di un amico, che tanto mi mancava.

Autunno, muovi sinuosamente le tue foglie, scuoti i tuoi alberi maestosi.

Come un mantello avvolgi i nostri cuori, tanto provati da un’estate balorda.

Autunno, tu che bussi per entrare, ti ho sentito sai, arrivo e ti spalanco la finestra.

Ti faccio accomodare sulla poltrona di fronte alla mia, così possiamo parlare di tutto e di niente, come due vecchi amici che non si vedevano da un po’.

Lunedì mattina, la sveglia suona un po’ prima dell’alba, io la guardo con fare minaccioso, ma lei non si lascia intimidire, sono le 5.49 e a dirla tutta, la mia nottata è stata poco piacevole, ho dormito poco e male, continuando a rimuginare e cercare di capire, la colpa è della lettera arrivata sotto forma di raccomandata la sera prima, nel momento in cui ho letto il nome del mittente, dentro di me è scattato un campanello d’allarme
La lettera arrivava dal Ministero degli Affari Esteri, ed il suo contenuto era la richiesta di presentarmi nei loro uffici il giorno seguente, alle ore 6.30, nessun accenno al perché di quella convocazione, ma quel “Urgente” scritto in grassetto alla fine della raccomandata voleva dire solo una cosa, si ritornava in missione sul campo!
Sono passati solo 73 giorni dalla mia ultima missione, che tra le altre cose era stata una delle più difficili di sempre, 19 mesi difficili e molto dispendiosi dal punto di vista personale, ci ho messo quasi una settimana prima di rimettermi in sesto una volta tornato
Dopo una calda e rigenerante doccia a cui è seguita una colazione a base di succo di pera (il mio preferito) ecco che mi preparo, e sempre con quel tarlo nella testa, esco di casa e mi avvio a piedi in direzione del dipartimento
Davanti a me lo spettacolo del sole del mattino che fa capolino dietro le montagne mi lascia sempre senza fiato, è la promessa di un nuovo giorno pieno di vita e tutto questo lo percepisco nell’aria e lo sento addosso a me, è una sensazione unica ed impagabile!
Alle 6.30 in punto faccio il mio ingresso all’interno della struttura governativa, qui c’è sempre movimento, a qualsiasi ora del giorno e della notte….
Appena entrato svolto verso sinistra in direzione della segreteria, busso e apro la porta, saluto ricambiato dall’impiegato di turno a cui consegno la raccomandata, poi controllando il computer mi comunica che devo andare al 5° piano stanza 28 dove il funzionario mi consegnerà la nuova missione, titubante ed ancora perplesso ringrazio, saluto l’impiegato ed esco dalla stanza, davanti a me ecco l’ascensore, lo chiamo, entro e schiaccio il numero 5, pochi secondi dopo eccomi arrivato a destinazione, esco dell’ascensore, una bacheca sul muro mi indica che l’ufficio numero 28 lo troverò in fondo a sinistra del piano
Mentre mi incammino continuo nervosamente a pensare a quello che sarebbe successo di lì a poco, non lo nascondo sono seccato ed infastidito, ma so già che non potrò fare più di tanto, se hanno chiamato me è perché sono l’unico che può svolgere questo compito
“Sono stati riscontrate delle anomalie nel quadrante RATE-T in particolare nella sezione YLATI, stiamo monitorando da un po’ la situazione, e quello che stiamo vedendo non ci piace per niente, abbiamo già mandato degli agenti per porre rimedio o quanto meno arginare il problema, ma purtroppo non abbiamo più notizie di loro, temiamo seriamente che siano compromessi, se non peggio”
Le parole del funzionario del ministero avevano sciolto ogni mio dubbio ed ogni mia resistenza, seduta di fronte a me c’era una persona che era seriamente preoccupata da quello che stava succedendo, e che non aveva avuto altra scelte che richiamarmi in servizio prima del previsto, poi aggiunse “alle 7.15 di questa mattina ti farai trovare all’hangar nr 1 da lì verrai mandato nel quadrante RATE-T sezione YLATI, una volta arrivato a destinazione saprai cosa fare”, già come se fosse facile ricordarsi tutto
Prima di lasciare la stanza il funzionario mi diede le ultime indicazioni, le linee guida come vengono chiamate qui al ministero, dopodiché ci salutammo e mi diressi al mio rendez-vous
Alle 7.15 mi trovavo all’entrata del hangar, giusto il tempo di prepararmi in postazione, poi iniziò il countdown, 10, 9, 8, 7, le palpitazioni aumentano!, 6, 5, 4, ecco ormai ci siamo, 3, 2, 1, si parteeee!
Buio tanto buio, tutto in un attimo che neanche te ne rendi conto, ecco sto iniziando a dimenticare, ogni volta è sempre peggio
Eppure l’ho già fatto altre volte in passato…. Oramai non ricordo più chi sono, mi faccio sempre più piccolo, ed in fondo al buio lì sulla sinistra comincio a vedere una luce che a mano a mano che mi avvicino diventa più grande e lucente, mi rimpicciolisco ancora e comincio a percepire una strana sensazione su tutto il mio corpo
Eccola la luce che pervade il mio corpo ed io che vengo rissucchiato da essa, ora non ricordo più nulla, il passaggio è completo, sono nella luce, inerme, umido, indifeso
Poi vedo due mani che si dirigono verso di me, e mi afferranno e mi trascinano via da quella luce, ora sono fuori e fa freddo, e l’unica cosa che riesco a fare è strillare, strillare forte come un neonato appena fuori dal grembo materno, ecco sono arrivato a destinazione, benvenuto su RATE-R, benvenuto su YLATI!!!

Ieri mi è successa una cosa che se la racconto in giro alla gente comune (ma anche quella di un’altro comune eh) mi danno del matto…

Dunque vi racconto l’accaduto, erano circa le 14 quando ho deciso di mettermi fuori sul balcone, per respirare un po’ di aria fresca, ero in compagnia di un buon libro, ma di aria fresca neanche a pagarla….

Dopo circa mezz’ora di lettura mi ero stancato, eh insomma uno vuole un po’ vento rinfrescante che possa aiutarlo a sopportare l’afa di questo interminabile estate e quello non si degna di presentarsi!

Decido di alzarmi e rientrare in casa, almeno lì c’è il condizionatore, meglio che niente, quando sento arrivare alle mie spalle il tanto agognato vento, “oh finalmente” esclamo un po’ seccato per il ritardo accumulato “è questa l’ora di arrivare? È da un po’ che ti aspetto caro eolo, che comportamento è mai questo!”

In quell’istante la faccia di eolo si fa tutta triste, gli occhi iniziano ad inumidirsi e poi giù lacrimoni a non finire, allora cerco di rimediare al casino e gli dico con un tono da amico/paraculo:

“Dai suvvia non piangere, hai ragione ho esagerato e ti chiedo scusa!! ma cerca di capirmi, questa è un’estate difficile, tu sai che per me se ci sono 18/20 gradi già fa caldo, figurati quando ce ne sono 30 e passa di gradi…. vado fuori di testa, sai cosa facciamo ora io e te, ci sediamo insieme qui sul balcone, vicini vicini come quei due vecchi amici che siamo, ti offro anche da bere, cosa preferisci? gradisci un tè fresco, una bella birra ghiacciata, sì ti piace l’idea della birra, ottimo anche a me, mettiti comodo che vado a prendere due belle fresche birre, arrivo in un attimo.”

Qualche minuto e qualche sorso di birra dopo tutto era tornato alla normalità… Si facevano grandi discorsi io ed Eolo, sulla vita, sulla morte, sulle anfore, sui parenti serpenti [e qui ci siamo dati uno sguardo d’intesa, che da solo valeva il biglietto d’ingresso] ed altro ancora, insomma alla fine la nostra secolare amicizia era tornata piu salda e solida che mai

Ci siamo bevuti altre tre birre a testa, è stato un pomeriggio meraviglioso, poi al giungere della sera, ecco che arriva il momento del congendo, non prima di essere passato per il bagno, perché ad Eolo scoppiava la vescica, ti credo io con tutta quella birra, ed io a prenderlo in giro a dirgli che: “Oh ma stai proprio invecchiando se non riesci più a tenere quattro birre” e giù ancora di pacche sulle spalle e grandi risate…

Il momento dei saluti è arrivato, ci siamo abbracciati come solo i veri uomini sanno fare, l’emozione era tanta, ma così tanta che ci siamo messi a piangere come due femminuccie…. ah che due minchioni che siamo!!

Insomma alla fine della fiera, ecco Eolo che si allontana, con una sgommatina ed un’accelerazione che, Usain Bolt levati di lì…. nel mentre si allontanava agitavo la mia manina a salutare il mio caro amico che se ne andava… a soffiare chissà dove e chissà quanto!

Ecco questo è il resoconto dell’accaduto, ora ditemi voi se si può dare del matto ad uno come me, non venitemi a dire che non vi è mai capitato di bere una birra in compagnia del dio del vento…

Come dite, non vi è mai capitato eh…. ah sì?…. scusatemi mi è suonato il cellulare e la lavatrice ha finito…. ciao a presto…. spero!

T: “Non credo sia possibile costruire un arcobaleno artificiale, sai che sbattimento! Creare un arco gigantesco, tutto colorato e a che scopo poi??…. Oh io gli adoro, ma secondo me non è possibile! Mi sbaglio? ”

C: “Beh intanto esteticamente sarebbe una meraviglia, ti svegli al mattino per andare al lavoro (che pesantezza!!!) e mentre esci di casa e alzi gli occhi al cielo per imprecare, i tuoi occhi vengono rapiti anzi conquistati da uno splendente arco di colori…. Forse la giornata prende una piega diversa non trovi????”

T: “Caspita, non avevo pensato a questo sai! Così è tutto un’altra storia caro C!…. Sai cosa pensavo, per quanto riguarda i colori, dici che è possibile cambiarli, mischiarsi tra di loro, non dico tutti i giorni, si potrebbe fare dopo 3/4 giorni, che ne pensi? È fattibile??”

C: “Ahahah ma sentilo quello che diceva che era troppo impegnativo!!! Ahahah bene bene, il tuo è l’atteggiamento giusto, allora per quanto riguarda la costruzione ci penso io, ho le persone giuste per questo lavoretto, si chiamano Umpa Lumpa, per quanto riguarda i colori, conosco un tizio che conosce un tizio, che a sua volta conosce un tizio che ha quello che ci serve…. Ah ho bisogno di un favore, mi serve del cacao, tanto cacao è essenziale per la buona riuscita dell’operazione.”

T: “Cacao? Ok anch’io conosco la persona giusta, ho giusto giusto una domandina da farti C?

C: “Ah sì? Di che si tratta T?”

T: “Dove lo costruiamo questo arcobaleno artificiale?”

C: “Ma che domanda, lo costruiamo ovunque, non importa dove incominciamo, basta l’intento giusto! Dai forza T, c’è del lavoro da fare, il nostro arcobaleno artificiale ci aspetta, tu pensa al cacao che al resto ci penso io ok!”

C: “Ok amico mio e sia come dici tu!! Ma che meraviglia, presto avremo uno spettacolo eccezionale, tutti i giorni! E pure gratis! Cosa si può volere di più dalla vita! Eh?…. Vado a procurarti tonnellate e tonnellate di cacao…. Poi avviso tutti o ma dico proprio tutti di questa stupenda idea, più siamo e meglio eh, ci vediamo più tardi!!”

C: “Ok mio caro amico a dopo!!!!”

E così 147 giorni e tonnellate di cacao più tardi, ecco che l’arcobaleno è infine terminato, un immenso incredibile arco di colori che cambiano e si mischiano ogni 3 giorni…. che parte da ovunque ed arriva dappertutto, un’autentica ingegnosa opera dell’essere umano, che quando vuole e quando è spinto da buoni propositi è in grado di sfidare ed infrangere tutte le leggi esistenti…. Beh è abbastanza normale o almeno dovrebbe essere così, d’altronde quando un’idea come questa parte dal Cuore tutto è possibile…..

T = Testa

C = Cuore

Narrano i cantastorie che nessuno voleva occuparsi di questo giorno, messo lì quasi per dispetto dal Dio creatore

Sette posti vacanti, per sette custodi, ma il primo e temuto giotno, tutti lo volevano evitare!!

Invece, si dice che per tre giorni ci fu una vera e propria disputa, con litigi, sotterfugi ed altro ancora, i protagonisti di questa sceneggiata, furono due tizi strani e una tipa che sembrava tanto carina, ma che all’occorrenza diventava una tigre

Alla fine per uscire da questa rovente situazione, il Dio creatore fu costretto a fare la voce grossa (e quando alza la voce lui, il silenzio è l’unica via, fidatevi!)

Ecco quindi che i tre litiganti accettarono loro malgrado le direttive del barbuto urlante

Il quinto giorno venne assegnato a Venerdì, un tipo ballerino a cui piaceva fare festa fino a tardi (tanto poi il giorno dopo puoi dormire quanto vuoi)

Il prescelto per il sesto giorno fu un tale di nome Sabato, un tipo strano a cui piaceva oziare, ma anche fare baldoria e come ciliegina sulla torta, non disdegnava anche un po’ di sano relax

La Domenica fu collocata al settimo giorno, di indole dolce e pacata, non alzava mai la voce, ma sotto sotto tutti sapevano che se provavi anche solo a contraddirla, diventava una tigre, va anche detto che era la pupilla del Boss e nessuno osò contestare la decisione

Successivamente si fecero avanti Martedì, Mercoledì, Giovedì che memori della lezione di poco fa, lasciarono fare a chi ne sapeva più di loro, con ossequioso rispetto presero posto nei rispetgivi giorni, indicati dalla manona pelosa e minacciosa del leader supremo

A questo punto della storia un solo giorno era rimasto libero, il più temuto di tutti, il primo giorno della settimana!

Con un ritardo pazzesco dovuto alla sveglia che accidentalmente non aveva suonato, ecco che appare tutto di corsa il sempre distratto Lunedì

Appena lo vide entrare dalla porta principale, in mega ritardo e con indosso ancora il pigiamino con gli unicorni, sua santità il padreterno sbottò:

“È questa l’ora di presentarsi? Non credi di essere un attimo in ritardo? quì i giochi sono ormai fatti, è rimasto un solo giotno, indovina un po’ quale è?…. che ti piaccia oppure no a me non interessa, te lo prendi e niente storie, hai capito?

Bene, ora che quì è tutto sistemato, vado a farmi un bel bagno caldo

Quanto a voi sette, vedete di fare giudizio, perché io vedo ed ascolto tutto, non mi sfugge nulla

Ahahahahah”

Girò i tacchi e scomparve a bordo di una nuvola gigantesca a forma di carro

Il povero Lunedì accettò suo malgrado la decisione, ma non riuscì mai a farsene una ragione…. tanto è vero che tutt’ora ne porta su di sé le conseguenze

Ogni tanto si sveglia di notte con l’incubo della sveglia che non suona, quando succede (e succede spesso credetemi) poi rimane nervoso tutto il giorno….

E noi tutti ne sappiamo qualcosa!

Il pensiero più audace è il non pensiero, è quello stato alterato al di fuori di ogni possibile realtà, dove esiste la non mente, che non genera inutili pensieri, solo per quel gusto grottesco di complicare la vita

Il pensiero più audace è un luogo di silenzio e pace, di assoluto ed immenso nulla, dove placare le urla isteriche della quotidiana realtà umana

Il pensiero più audace è l’accettazione finale di uno stato di pura contemplazione, in cui l’alba e il tramonto si tendono la mano, per creare quell’indissolubile legame, che ha l’ardore di placare qualsiasi tipo di rumore.