Pace, ma di quella pace quasi eterna, che senti il requiem, giungere da profondità a te sconosciute

Silenzio, quel silenzio che è l’assolo musicale più sinuoso ed avvolgente, che le tue orecchie abbiano mai sentito

E la volta celeste, con le sue meraviglie che ti osservano, che ti cullano, come solo una struggente lullabay può fare

E poi ci sei tu, che ti muovi con una leggerezza, che se ti vedesse il vento, si innamorerebbe di te….

….. Dunque, arrivato quì, al limitare del mondo conosciuto, con il cosmo davanti ai tuoi occhi, come il più bello e scintillante dei quadri…. Cosa vuoi fare di te?

Osare ed assaporare le virtù di una realtà, che potrebbe essere pura illusione, ma che forse è dico forse, vale la pena di essere vissuta

Oppure voltarti e ritornare sui tuoi passi, stando ben attento, a non commettere l’errore di ripetere in continuazione gli stessi sbagli?…. Come in un’infinto e senza via d’uscita ripetersi degli eventi….

Perché sai una cosa, io ti vedo da quì, dall’altra parte del mondo, quel mondo che ancora tu fai fatica ad attraversare

E faccio il tifo per te, che sei inquietudine e smarrimento….

Guarda, sai che faccio? Allungo la mano, anzi te le porgo entrambi, così la presa sarà più sicura e salda

Dai coraggio afferra il mio aiuto, fai quel passo in avanti, che ti permetterà di lasciarti alle spalle, paura e indecisione

Coraggio dai! Il volo è gratis e credimi l’esperienza che vivrai, una volta che avrai attraversato il tuo personale oblio…..

Sarà il risveglio della tua anima…. E non c’è niente di più bello e vero di un’anima che….

Finalmente libera dalle catene, intona la sua melodia, che vuole vivere interamente ed intensamente, la propria leggenda personale.

La notizia era nell’aria già da diverso tempo, i rumors si rincorrevano velocemente e si accavallavano uno sull’altro, in più si era messa in moto la temibilissima CIALDFICDA (collettivo indipendente anziani liberi di farsi i cazzi degli altri) alla ricerca di notizie certe su quello che stava accadendo

Quindi nessuno nella piccola comunità di Puzzolengo è rimasto sorpreso quando sono stati portati al tribunale locale, i libri contabili della ADCP, che ne sancivano in maniera definitiva il fallimento

L’amministratore delegato in pectore, nonché socio fondatore ed azionista di maggioranza con il 100% delle quote, Simone Arrighi non ha voluto rilasciare dichiarazioni al “Giornale del Pettegolo”, la principale ed unica testata del paese, ma ha consegnato nelle mani della direttrice Brunilla Brunella una lettera in cui spiegava i motivi di tale decisione, ecco di seguito il contenuto di tale lettera:

“Cari amici di Puzzolengo, cari fratelli miei, cari parenti serpenti e soprattutto ai miei amati vecchietti del CIALDFICDA è con grande rammarico che annuncio la cessazione della mia azienda ADCP, acronimo di Avvocato Delle Cause Perse, dopo tanto tempo passato ad occuparmi di casi al limite della disperazione più totale, dopo anni a parlare a vanvera con persone che venivano da me a chiedere ogni tipo di consiglio, per poi fare tutto il contrario ed incasinare ulteriormente le loro vite, per poi tornare da me a lamentarsi che la vita complottava contro di loro, ho deciso che era giunto il momento di chiudere la società ed andare avanti

La decisione è stata sofferta ma necessaria, ne andava della mia sanità mentale, cercate di comprendere che non ho preso la decisione a cuor leggero, ma non vedevo altra alternativa che la chiusura dell’attività

Ora mi prenderò un po’ di meritato riposo, ma qualcosa bolle già in pentola, rimanete sintonizzati su questa frequenza, presto ci saranno grosse novità

Ringrazio tutti per la solidarietà (che sono sicuro non mancherà di certo), il mio cuore vi è grato fin da ora, a presto cari amici di Puzzolengo

Un ringraziamento speciale al CIALDFICDA, che mi ha seguito incessantemente in tutti questi anni, vi prometto che tornerò ad allietarvi il prima possibile.”

Da piccolo avevo un mappamondo magico, sul serio era magico, d’altronde si sa che i bambini non mentono mai, al massimo trovano sempre un modo originale per aggirare il problema

Dicevo del mappamondo, ah si, dunque il punto è che ogni volta che lo giravo a velocità supersonica, immaginavo un posto magico che era lì da qualche parte, quando finiva il suo giro si fermava nel luogo esatto che avevo pensato!

Incredible vero?!?!

Così mi catapultavo dentro il mappamondo e vivevo fino allo sfinimento la magia di quel luogo

Grazie a questo amico speciale, ho vissuto delle esperienze incredibili, luoghi unici che stanno ben aldilà della realtà, ho creato mondi e regole secondo quella che era la visione di un bambino a cui la fantasia non è mai mancata

Ogni volta posti nuovi, qualche volta li facevo incontrare i miei mondi, solo per vedere che effetto faceva

Era sempre un gran divertimento devo ammetterlo!

Ho passato interminabili pomeriggi a giocare, lì seduto sulla poltrona di mio nonno, con il mappamondo sulle ginocchia, mi bastava farlo girare e iniziare a sognare ad occhi aperti.

Ho scoperto quasi per caso, dove si trova il posto più misterioso dell’universo… È sempre stato lì in bella vista…. È il centro di tutto… Muove incessantemente il tempo e lo spazio, instancabile locomotiva della vita…. In continua evoluzione, alla ricerca di nuovi e mirabolanti luoghi da visitare…. È nell’aria che si respira…. È nella camminata di prima mattina, quella che ti rimette in moto…. È nella pioggia che cade…. È il fiocco di neve che gira e gira, trasportato da un soffio di vento, per finire la sua corsa su di un prato verde…. È nel caffè che si beve come in un rituale, al bar sotto casa…. È nella nuvola di passaggio, che ti guarda dall’alto e continua la sua attraversata, nell’immensità del cielo…. È nel raggio di sole, che ti saluta con il suo caldo abbraccio…. È nel solitario viandante, sì proprio lui, quello strano, buffo essere, fatto di ossa e carne…. È lì in quel corpo, che alberga il posto più misterioso ed affascinante dell’universo…. È da lì che tutto inizia, in cui tutto scorre… È da lì che l’anima ha la sua radice, fatta di emozioni e passioni, pulsioni di battiti di vita, che si dispiegano ed irradiano ogni luogo, ogni angolo della galassia…. Ecco quello è il posto dove si trova il vero è unico Albero della Vita.

Breve storia, un po’ assonnata e un po’ ubriaca, di prima mattina? Perché no, dico io….

Notte insonne passata a visitare mondi sommersi, mondi emersi e mondi sospesi su di un filo così sottile, che nemmeno lo si percepisce, tra l’altro, ho potuto constatare per l’ennesima volta che qui da noi è un bel casino, ma anche altrove non si scherza eh…. Notte di bagordi tra le stelle e le galassie, con lotte intestinali che generano immensi peti gassosi, che si trasformano in petulanti e chiassose supernova…. Oh e poi mi sono sbellicato dalle risate, a vedere alcuni pianeti, tanto decantati alle nostre latitudini, che ci danno giù di brutto, in bettole puzzolenti al limite dell’universo…. Ho visto un paio di comete, sfrecciare davanti a me così velocemente che, sono state fermate e multate, dalla interspaziale polizia della galassia…. Per non parlare di quel furbastro del grande capo, proprio quel brontosauro del Padreterno, che siccome era in ritardo per un party su Andromeda, si è fatto scortare da un paio di astronavi di dubbia provenienza…. Tutto questo trambusto notturno forse mi ha fatto un po’ male, questo è fuori discussione, tanto è vero che alla fine, tra il dire e il fare, tra una visita qua e una visione là, mi sento davvero un po’ ubriaco, oltre che ovviamente assonnato…. Sapete che faccio ora? No? Non lo sapete?

Beh nemmeno io lo so, sono ancora nel letto, in balia del sonno, vorrei un espresso, anzi un tir di caffè, ma non c’è nessuno che me lo può fare al posto mio…. Però mi è venuta un’idea, se riesco a prendere sonno, posso andare al bar “Galattico per pianeti spiantati”

Sicuramente trovo qualcuno che mi può fare un buon caffè no? Tra l’altro questa notte ho notato una tipa piuttosto carina, capelli rosso fuoco e sguardo ammaliante che conquista, se per caso è ancora lì, la invito a bere qualcosa in mia compagnia…. E sia allora!

Bene, quindi non mi rimane che salutarvi e augurarvi la buonanotte…. C’è un mondo pieno d’avventura che mi aspetta, negli angoli reconditi dei miei sogni…. Io vado, ciao!

Il dì dei dì

Di quel che non è mai esistito

Nascosto in bella vista, ma impossibile da vedere

Un che una volta era un giorno tutto pieno di sé

Ma di cui ora non è rimasto che polvere buttata al vento

Mi giunge notizia che di questo , ne hanno fatto una copia, ma dove sia, beh questo è un bel mistero

Un che non esiste, dove non succede nulla, nessuno nasce e nessuno muore

Presto chiamate Sherlock Holmes! Forse lui saprà dare una risposta

Presto chiamate Dylan Dog, perché questo sì che è un incubo ad occhi aperti!

Il dì dei dì, di quel giorno mai arrivato e che pure è qui davanti a noi

Dicono i menestrelli che è stato fatto sparire, perché in verità nasconde un grande segreto, da cui dipendono le sorti dell’umanità intera!

È accaduto un giorno di un tempo remoto, si narra di gente poco raccomandabile, riunita per decidere in che modo sistemare un annoso problema, di una bolla papale e di un certo Gregorio

Il dì dei dì, di quel 12 ottobre 1582 in cui il mondo cambiò, forse per sempre, rimane solo la sensazione che qualcosa di sbagliato sia stato fatto….

In realtà i giorni tagliati furono 15. Infatti si dice: “Ti manca un venerdì!”. Da giovedì 1° ottobre, le calende, a venerdì quindici, le idi, per il calendario giuliano…

…. A sabato 16, così la domenica coincise col sabato ebraico…

Piove, finalmente piove

Piove, dolcemente piove

Piove, un’aria diversa aleggia intorno a noi

Sarà che ultimamente era diventato tutto così pesante, quasi metallico, lo sentivi sulla punta della lingua, e nonostante un buon caffè, rimaneva quella sgradevole sensazione di metallo

Era come un secondo vestito, che ti portavi addosso per tutto il giorno, ovunque andavi, qualunque cosa si faceva, quella sensazione era lì, giocava con te, giocava con il tuo umore, che diventava decisamente condizionato, dalla pesante presenza di una sensazione a cui non riuscivi a dare un nome….

Solo la doccia, appena rientrato a casa, ti dava sollievo, a dire il vero, saresti stato ore sotto la doccia!

E allora oggi, finalmente piove, che palle dirà qualcuno, che scocciatura penserà qualcun’altro….

Piove, finalmente piove

Come in un rito, lava e porta via quella pesante sensazione, che sà di metallo….

E forse, alla fine, è proprio quello che ci voleva….

Tanto che questa mattina, il mio caffè sapeva solo di buon caffè, e direi che questo è già un inizio.

L’idea iniziale era di prendere la strada principale, quella più trafficata, quella più figa, piena di attrazioni, dove poter incontrare un sacco di gente nuova, sì insomma mischiarsi con la folla, far parte della massa, per condividere le proprie esperienze…

Ma poi come sempre, ho cominciato a sentire troppo rumore, una cacofonia di voci indecifrabili mi riempivano la testa d’informazioni perlopiù inutili e dannose, la mia pazienza era già ben oltre il limite, ah i miei esperimenti del cazzo!

Dover per forza appartenere a qualcosa, identificarmi con il resto del mondo, ma quando mai, dico io!! sono stato così? forse un tempo quando ero giovane ed inesperto, ma anche allora dopo un po’ mi stufavo e toglievo gentilmente (a volte molto poco gentilmente eh) il disturbo

Ma adesso che ho superato la fase critica della mia vita, quella in cui, più per convenienza che per altro, mi mischiavo nella folla e mi circondavo di persone che alla fine risultavano essere solo delle zavorre, ho preso consapevolezza che…. Mi basto e avanzo da solo!

Con tutto il mio mondo pieno di gente strana che, come me, vive al limitare della civiltà e che giustamente diffida del modo di vivere e di porsi della stragrande maggioranza dell’umanità

E me lo tengo ben stretto il MIO mondo, fatto di pochi e fidatissimi amici..

È come un immenso prato verde, c’è un bel fiume che scorre in mezzo, è limpido e fresco come piace a me, pesci di ogni dimensione e di ogni colore ci sguazzano dentro

E le montagne sempre innevate che danno al panorama un tocco di classe in più… Alberi secolari… un bellissimo giardino dove rigogliosi fiori fanno bella mostra di sé

Poi ci sono gli abitanti del MIO mondo, non sto qui a dirvi chi sono o chi sono stati, alcuni di loro li conosco da sempre, altri anche se appena arrivati è come se li conoscessi da sempre!

Questo a grandi linee, anzi a grandi cerchi è il MIO mondo

È in continuo mutamento… È una fonte d’ispirazione per me… È il polmone che mi permette di respirare una salutare aria fresca… È il mio respiro più profondo e consapevole… È il mio cuore innamorato, di una donna stimolante e mai banale… È la mia fervida immaginazione, sempre alla ricerca di un wooow che mi conquista… È la mia anima che gioisce alla vista della possibilità di una rinnovata vita… È senza alcun dubbio la forma più genuina e sincera di quella che chiamo…

La Mia Visione Della Vita.

Qualche giorno fa ho incontrato il vento, passava quasi per caso, mi ha visto un po’ pensieroso, con la testa tra le nuvole

Si è avvicinato a me e con gran delicatezza mi ha accarezzato una guancia

Io ho sorriso, l’ho salutato con un inchino, la conversazione è stata molto cordiale, io parlavo al vento e lui mi rispondeva

Gli ho chiesto che effetto fa essere il vento, soffiare in continuazione, “non ti stanchi mai di questo?”

La risposta che mi ha dato è stata sorprendente :

“Caro amico, il mestiere di soffiare può sembrare stancante, questo è vero, ma la soddisfazione è tanta

Ti svelo un segreto, in realtà il mio soffio è salutare, perché arrivo sempre quando un uomo ha qualcosa da lasciare andare, che sia una cosa bella come un pensiero rivolto ad una persona cara, che magari in quel momento è da un’altra parte, lo prendo, lo consegno il più velocemente possibile e credimi se ti dico che son sempre grandi emozioni!

Oppure un pensiero brutto di cui ci si vuole liberare, in quel caso lo prendo lo porto in alto e lo consegno all’ecocentro universale, dove viene eliminato il prima possibile

Ecco vedi non è così male essere il vento, certo poi in altre situazioni devo essere più irruento, ma quella è un’altra storia amico mio”

“Allora quando sei arrivato da me e mi hai accarezzato il viso, avevi un pensiero o un messaggio da consegnarmi vero?”

“Si è così, il messaggio mi è stato consegnato da una persona a te cara, che ora non c’è più, mi ha detto di dirti una cosa: “Ti ricordi di quel giorno poco prima della mia malattia, ti dissi che era arrivato il momento di vivere la tua vita come volevi tu, di non dipendere più dagli altri, che non sei il secondo di nessuno, si insomma, in parole povere, Sii il protagonista principale della vita, scegli tu come fare!”

“Si mi ricordo di quel giorno, fu l’ultima volta che vidi mio padre sano, ed anche la prima volta che si rivolse a me con una sincerità che non gli avevo mai visto, quelle parole ora risuonano forti e chiare dentro di me, grazie, grazie Vento!!”

“Ma di nulla amico mio, sono stato solo un messaggiero, il mio lavoro qui è terminato, sono contento di averti conosciuto, per me è arrivato il momento di andare”

Mi ha salutato con un soffio fresco sul mio viso, poi ha fatto una giravolta su stesso ed è voltato via veloce come il vento

E mentre lo vedevo allontanarsi una lacrima scendeva sul mio viso, prima che cadesse per terra è arrivato un soffio di vento a portarsela via

Il mio messaggio era in viaggio, arriverà presto a destinazione, portato a mio padre dal mio amico Vento.

Oltre le verdi pianure, si estendono per chilometri, maestosi campi di grano, alla cui vista, non ci si abitua mai…. E le colline, rigogliose di alberi di ciliegio, con sentieri che portano in cima…. E lassù sulla vetta di una collina, in un giorno in cui, viene presto la sera, avviene la magia del tempo che si avvolge su stesso…. Aspetta il tramonto per un inchino, i suoi occhi si inumidiscono ed è lì, in quell’istante, che il tempo si ricorda dell’inesorabile dispiegarsi della vita…. Rimane a guardare lo spettacolo del sole, che lascia il posto alla sera…. All’arrivo della notte…. E il tempo sente tutto il peso di ciò che è stato, di ciò che sarà e di ciò che è l’istante presente, in cui un soffio di vento accarezza dolcemente, gli interminabili campi di grano…. E si disperde nella vastità, di verdi prati, in un moto perpetuo e senza fine…. Che sarà spezzato un giorno lontano, in cui il tempo, stanco e appagato, tornerà nel luogo, da cui è stato generato, per il meritato riposo.