Il nonno, il bambino e il tempo che si ferma.

Se penso a quando ero piccolo, il primo ricordo che arriva riguarda mio nonno, nel suo orto a lavorare la terra, era un uomo di poche parole, un po’ burbero, aveva fatto la guerra e sapeva un po’ di cose sulla vita, per me lui era un esempio, tutto d’un pezzo, mi piaceva stare li vicino a giocare con la palla o a correre nel piccolo prato adiacente all’orto, ero al sicuro, sapevo che niente mi sarebbe mai successo, perché li a pochi metri da me c’era il mio angelo custode

Ci sarebbero tanti aneddoti tanti ricordi legati a noi due, ma a dire il vero sono geloso di quei momenti e me li tengo per me, quello che voglio condividere è l’amore incondizionato che provavo per il nonno e che lui provava per me, mai una parola fuori posto, mai esagerato nelle sue reazioni dopo una mia marachella, il fatto è che potevo combinare tutti i casini del mondo o fare una grande cazzata, tanto ero sicuro che lui mi avrebbe sempre accolto a braccia aperte, senza giudicare

Quanto mi manca quel bambino, che si divertiva a scorrazzare nel prato e quanto manca il “mio” nonno a quel a bambino.

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