No davvero, non prendetemi sul serio, sono solo uno straniero che passando di qua, si è fermato ad ammirare il cielo e colpito dalle sue virtù, ha deciso di mettere un freno al suo girovagare senza meta

Perché il mio vecchio cuore ha sentito qualcosa in questo strano posto e siccome sono un gran curiosone, ho dato retta all’istinto sempre arguto del mio amato amico cuore

Così mi ritrovo un po’ stranito, ma anche molto incuriosito in una terra a me sconosciuta, dove di giorno c’è fin troppo rumore, ma poi al calar della sera, arriva madame notte

E son sempre grandi chiacchierate quelle al chiaro di luna, io vecchio orso brontolone, bisognoso di compagnia, rivolgo i miei pensieri troppo audaci ad orecchie che sanno ascoltare

Sussurro i miei segreti più importanti, i segreti di uno straniero che nel suo girovagare si è scoperto innamorato di questo mondo un po’ troppo caotico e bizzarro

E che ha deciso di raccontare questo amore ad un cielo stellato

Quindi non prendetemi troppo sul serio

È che l’amore si sa, ti porta a fare cose che non hanno niente a che fare con la logica umana.

La decisione riguarda il fiume

Che intanto beatamente se ne frega e continua a svolgere il suo compito

A dire il vero per il fiume questo è puro divertimento

È l’uomo che è convinto da sempre di sapere cosa è meglio per il fiume

Ma il fiume non sta ad ascoltare chi ne sa meno di lui, non inizia nemmeno a giocare ad un gioco che semplicemente non ha motivo di esistere

È l’uomo che ha la presunzione di pensare che l’ultima parola spetti a lui

Ma il fiume sotto sotto se la ride e se la gode

Perché arriverà il giorno in cui l’uomo non abitera più queste terre

Mentre il fiume che è saggezza e equilibrio, trasparente realtà di come la natura ha sempre l’ultima parola

Sarà ancora qui. Sarà sempre qui

Per l’eternità.

Foto presa dal web, Fiume Isonzo.

Scottogatto subito dopo cena come sua abitudine uscì di casa per la solita camminata al chiaro di luna, la temperatura gradevole unita ad un venticello che gli accarezzava i baffi, tanto da fargli spuntare un malizioso sorriso, erano la compagnia perfetta, quella di cui lui aveva bisogno. E così mentre camminava con leggiadria su un sentiero di terra battuta non lontano da casa, a Scottogatto tornò alla mente una filastrocca che il suo amato padre usava raccontare nelle notti buie di luna piena. Un brivido di freddo percorse tutto il suo minuto corpo, e fece irrigidire i suoi adorati baffi.

Quella filastrocca è meglio lasciarla ben sepolta nei miei ricordi, farfugliò alla notte e al vento il buon Scottogatto, porta una sfiga che è meglio evitare! Il mio caro amico Cantacane si è rotto un braccio e una gamba un attimo dopo averla cantata, per non parlare del panettiere che ci ha lasciato le penne! No no no e ancora no! Vattene via fetente d’una filastrocca, devo assolutamente pensare a qualcos’altro.

Neanche il tempo di finire la frase nella sua testa, che Scottogatto si accorse di aver camminato un po’ troppo, di essersi spinto ben oltre l’abituale percorso, ma dove sono finito si domandò? In più l’oscurità ora era la padrona di casa. E come se non bastasse non aveva con sé la sua torcia, l’aveva dimenticata sul tavolo di casa!

“Uno esce a fare due passi per digerire in santa pace la cena e per colpa di una vecchia filastrocca si perde, ma che razza di scherzo è questo?”

Le parole uscirono dalla sua bocca senza il benché minimo avviso, sorprendendo lo stesso Scottogatto, caspita la situazione deve essere proprio delicata, rimuginò tra sé e sé, come posso uscire da questo momento e tornare a casa senza rischiare nulla?

Ehi tu strano umano con dei baffi davvero notevoli, io forse conosco la soluzione migliore, la vuoi sentire caro umano baffuto?”

Scottogatto rimase sorpreso, anzi interdetto, non poteva credere ai suoi occhi, davanti a lui c’era una stella! Una stella che dal cielo era scesa per aiutarlo, non si era mai vista una cosa del genere, questo è un miracolo pensò il caro umano baffuto.

La stella si presentò, disse di chiamarsi Starlight (ma pensa te eh) poi aggiunse le seguenti parole:

Devi sapere che ogni essere vivente dell’universo ha la sua stella, dal cielo vi osserviamo e vi aiutiamo ogni volta che è possibile e ogni volta che ci è concesso, come avrai intuito io sono la tua! Devi anche sapere che ti seguo tutte le sere quando esci a fare la tua camminata proprio per assicurarmi che non ti succeda niente di brutto, ma stasera è successo qualcosa di stano, ti sei distratto oltremodo per qualcosa che ti turbava e così ti sei perso, anzi per un attimo ti ho perso anch’io! Ero nel panico più totale, ma poi ho sentito la tua voce e sono riuscita a ritrovarti, ma è stato bruttissimo perché credevo ti fosse successo qualcosa beh dai hai capito!

Ora stammi a sentire, ecco cosa faremo, io ti indicherò la strada da seguire, tu non perdermi mai di visto ok? È fondamentale che il tuo sguardo e la tua attenzione siano sempre su di me

Fammi un cenno con la testa se è tutto chiaro.

Bene! Ah un’ultima cosa, non parlare, non dire una parola, è fondamentale per la buona riuscita!”

E così ebbe inizio il viaggio di ritorno della strana coppia, Scottogatto seguiva ad una distanza di 5 piedi circa la stella, lei ogni tanto si voltava per assicurarsi che fosse tutto ok, e dopo circa 15 minuti ecco che la strada battuta si incominciò ad intravvedere, alla sua vista Scottogatto lanciò un urlo di gioia, ce l’avevano fatta!

Scottogatto era così felice che cercò invano di abbracciare Starlight, ma ovviamente questo non era possibile, allora chiese alla stella di accompagnarlo nel tragitto verso casa, lei acconsentì e fecero insieme un bel pezzo di strada fino alla casa di Scottogatto

Una volta giunti a destinazione i due erano ormai diventati grandi amici, d’altronde l’avventura che avevano vissuto era stata davvero notevole, Scottogatto fece una proposta alla stella, ogni volta che lui fosse uscito a fare due passi, lei lo avrebbe raggiunto ed insieme avrebbero camminato come due ottimi amici, inutile dire che Starlight accettò con entusiasmo la proposta, si salutarono e si diedero appuntamento alla sera successiva.

Quella sera ebbe inizio una grande amicizia ed io cari amici sono un po’ invidisio del loro legame speciale, vorrei anch’io incontrare e diventare amico della mia stella, sapete cosa vi dico, siccome ho finito di cenare esco a fare due passi, magari potrebbe essere la mia sera fortunata.

Noi siamo Vivi. Vivi! Comprendi questa parola? Le lettere che la compongono? Siamo le emozioni di cui parlano i grandi scrittori. Siamo il segreto meno segreto dell’universo. Siamo la risposta a tutte le domande del cosmo. Sai che anche il creatore, ogni tanto si chiede come abbia potuto partorire un essere così unico? Pieno zeppo di difetti eppure l’essere umano è perfetto, anche grazie ai suoi difetti! Vivi. Siamo l’emanazione stessa dei nostri sogni, li ricorriamo continuamente, e quando riusciamo ad afferrarli ce li teniamo stretti a noi. In quell’istante preciso noi siamo Vivi. E lo gridiamo ai quattro venti, con una forza tale che tutti e quattro i venti si mettono a ballare. E ci facciamo trascinare in una danza sfrenata, e balliamo, balliamo come se fosse l’unica cosa che conta.

E quando i nostri sogni ci sfuggono ci buttiamo giù. Ma solo per un po’, perché poi ci ricordiamo che siamo Vivi, e allora diventiamo uno spettacolo, perché andiamo in cerca di sogni nuovi. E quando ne troviamo uno che ci ispira, lo inseguiamo fino a raggiungerlo. E di nuovo ci sentiamo realizzati, ci sentiamo in pace. Ma soprattutto ci sentiamo Vivi!

Che ore sono?

È quasi mezzanotte

Ma non è troppo tardi sai

Che tempo fa fuori? Sta forse piovendo?

A dire il vero ha iniziato a nevicare

Sei sorpreso eh

Se ti affacci alla finestra e tiri le tende, puoi vedere con i tuoi occhi questo miracolo

Nel silenzio di questa notte anche i fiocchi di neve intonano una sinfonia che lascia senza fiato

Coraggio dai alzati dal letto e guarda

Che ne dici eh, è entusiasmante vero? Ti viene voglia di urlare a squarciagola la tua gratitudine

Ma è meglio di no, non vorrai spaventare quei meravigliosi, delicati fiocchi di neve

Lasciali cadere al suolo, lasciali posare sugli alberi, sul prato di casa, lasciali fare la loro magia

In cambio vogliono solo una cosa da te, che tu li guardi come quando eri un bambino, e rimanevi a bocca aperta davanti a questo spettacolo

Esatto amico mio, cerca dentro di te quel fanciullo e fallo avvicinare alla finestra con te

Prendilo per mano, non avere timore, dai su forza, non farti problemi

… E guarda con occhi pieni di vita la vita stessa che si manifesta davanti a te

Questo è quello che io chiamo, il grande circolo del rinnovamento eterno che non avrà mai fine

Almeno fino a quando non cesserà di nevicare.

Panni stesi a gocciolare

… E poi contare ogni singola goccia caduta

Il panorama delle stoviglie ancora lì dalla sera prima

Il dolce e rassicurante suono di un giradischi

Con una musica che per certo è assolutamente divina

Il rumore che fanno le persiane quando vengono aperte

La finestra spalancata sul mondo

Che di riflesso ti manda. Il lento ed inesorabile sapore del mattino

Quella estrema facilità con cui il sole fa capolino per il primo caldo saluto

La sedia che striscia sul pavimento nel momento in cui la sposti dal tavolo

Tu che ti accomodi e ti avvicini al tavolo portandoti appresso la sedia

Il profumo del caffè che solennemente esce fuori dalla caffettiera

Che ti fa sospirare ed apprezzare ancor di più la situazione

Le tue mani intrecciate che giocano tra di loro

Quello sbadiglio di chi sa che tutto questo è ciò che chiami casa

E ti rimane una cosa sola da fare

Un’unica ma fondamentale azione per far si che tutto sia perfetto

Alzarti dal letto ed iniziare a vivere questa emozione che ti sei immaginato.

Freddi inverni ghiacciati, lasciano tracce di indimenticabili aurore al calar della sera.

Freddi sono i sospiri emessi da un uomo alla ricerca di un rifugio dove sostare per la notte, Una taverna nel bel mezzo del nulla offre al viandante un posto dove riposare, tra muri di pietra e comode poltrone, e un camino scoppiettante che accudisce l’umano viaggiatore.

È ora di cenare, accomodarsi vicino alla finestra, spostare la sedia e mettersi comodo, aspettare pazientemente l’arrivo della cameriera, Ma prima di tutto arriva l’olfatto che anticipa il piatto, e decreta l’assoluta bontà della pietanza che sta per fare capolino dalla cucina, È una calda e succulenta zuppa al sapore di cipolla, con verdure e pezzi di manzo, il viandante è soddisfatto, e ricambia il sorriso della graziosa cameriera.

A quel punto il viandante prende saldamente in mano il cucchiaio, affonda senza esitazione il primo colpo, un sussulto che arriva dallo stomaco decreta l’inizio delle ostilità.

Inutile dire che la zuppa è squisita, goduriosa ed appagante, ogni cucchiaiata è una sinfonia di gioia, mista ad eccitazione, stomaco , pancia, e parenti stretti sono letteralmente in festa, Ma il viandante sa che una porzione di zuppa non potrà bastare, Chiama la cameriera e la mette al corrente del fatto che sarà necessario un altro giro di zuppa, Lei annuisce e con passo affrettato si precipita in cucina, per uscirne qualche istante più tardi con un vassoio, con sopra la ciotola più grande che il viandante abbia mai visto!

E come un bambino al luna park il viandante si fionda sulla zuppa, e giù di cucchiaiate come se non ci fosse un domani!

Solo più tardi seduto sulla poltrona vicino al camino, mentre si gode la sua pipa in compagnia di un ottimo bourbon d’annata, ora che è al sicuro nella taverna, gli torna in mente del suo compagno di viaggio, un uomo che aveva incontrato lungo il suo tragitto, e che per un po’ aveva condiviso con il viandante un pezzo di quel viaggio, E di quel gigantesco animale che sbucato fuori dal nulla lo ha afferrato e smembrato con un unico colpo, e di come sia stato fortunato a non farsi catturare anche lui…. Dell’assennata corsa nel buio della foresta in cerca di un uscita, dell’aurora apparsa quasi a segnare il suo cammino, ed infine di quella luce che per sua fortuna è stata la sua salvezza.

Seduto all’interno di una taverna il viandante ringrazia la buona sorte che gli ha risparmiato la vita, Alla fine esausto si lascia andare ad un pianto liberatorio che sa di rinascita.

Quel continuo ondeggiare su e giù, fluttuante andirivieni di lontana memoria, ondivaga espressione delle verità ineluttabili del tuo costante disinteresse nei confronti delle regole preimpostate di questa malsana società, di cui tu sei da sempre estremo oppositore, che sfocia in un estremismo che indosso a te, diventa la sublimazione della pura e semplice libertà.

Quel continuo danzare una musica antica di cui solo tu conosci l’origine, reminiscenza delle vite vissute, ancestrali ricordi della tua anima antica, che appena chiudi gli occhi, vedi scorrere segmento dopo segmento, come lo scorrere di un vecchio film in bianco e nero, tu ne hai il pieno e totale controllo. E lo ammiri e lo rivivi, e lo senti su di te come una seconda pelle. E sai che ti appartiene, e sai che sei tu, e lo custodisci gelosamente in fondo al tuo cuore.

Quel continuo che è LA vita, la tua. Ma che può diventare la mia, e allora io ti chiedo un enorme favore. Spiegami come si fa ad essere una stella luminosa come lo sei tu.

Siamo qui, siamo noi, ci siamo quasi tutti, manca qualcuno, sai chi è quello che manca???? TU!

Sei l’anello mancante, una parte di un disegno così complesso che l’uomo non può e non deve decifrare, solo ammirare, solo contemplare

I giorni della settimana, le case dell’oroscopo con i segni zodiacali, è come un dipinto, il dipinto della creazione, che è perfezione, che è il tutto manifesto, in un mondo, quello umano, Beh TU lo sai giusto?

L’Imperfezione come una via,come unica soluzione all’annoso problema, non vi è ritorno da ciò che è stato stabilito all’inizio, prestabilito che l’essere umano ci è inferiore, per il semplice fatto che è nostra creazione, plasmato nelle menti di chi siede e presiede questa assemblea, ognuno di noi ha fatto la sua parte, ognuno ha dato un qualcosa, un tassello per ognuno di noi, da mettere nell’insieme di una creatura imperfetta e poco divina, L’UOMO.

Inutile ora rivangare gli errori commessi, inutile ora parlare di questo e di quello che non funziona, realtà che incontrano altre realtà, informazioni che si mescolano con altre informazioni, confusione a tutti i livelli, c’è troppa linearità nella vita dell’uomo, c’è troppa e bisogna togliere la erre per poter dare un barlume di speranza a questa versione di noi stessi

Perché abbiamo scelto questo modo? Perché abbiamo deciso di fare le cose in questo modo? Oh tu lo sai, anche se i ricordi sono un po’ confusi ed ancora in divenire, tu eri lì, eri già stato tradito una volta, stavi per essere tradito di nuovo, promesse non mantenute, generano grandi tumulti, vendette, tremende vendette

Esilio forzato nel deserto di un luogo che con il tempo hai potuto chiamare casa, ma ti è costato molto tutto ciò, il prezzo da pagare è stato altissimo, così come altissimo sul trono eri tu ai tempi della tua gloria, ricordi quei giorni? TU ci hai messo la faccia lassù e te ne siamo grati!!!

Quel posto lontano che per te era casa viveva tempi di incertezza, la corte del re era piena di cupidigia, il re troppo debole e poco propenso all’azione, i principi o principì stavano cadendo in disuso, serviva l’azione, serviva qualcuno che avesse il coraggio di osare, di prendere l’iniziativa, così è stato che un principe ha dato inizio alla ribellione e salito sul trono voleva cambiare il fato del suo popolo, che poi è il fato stesso della creazione, perché diciamocela tutta, sodoma e gomorra era una litigata tra adolescenti in confronto a quello che stava succedendo a quei tempi alla corte del debole re.

Stiamo saltando un po’ qua e un po’ là vero? La storia non è lineare tu lo sai, proprio tu che dal tuo pianeta hai ATTRAVERSATO innumerevoli insidie, pericoli di cui nemmeno tu eri a conoscenza, solo per arrivare su un pianeta, risorto da poco a nuova vita, solo da poter chiamare casa e per un po’ così è stato, quanti ricordi vero?

Ma ora che tutto questo è stato, che il processo è in atto, direi irreversibile, sei pronto a tornare da noi?

Un’ultima cosa, tu che hai fatto quello che hai fatto, che sei stato usurpato ed esiliato, che sei stato spogliato del tuo trono, che hai compreso quale senso è il senso giusto, che sei temuto così tanto che i tuoi avversari si scansano ed evitano la sfida, che custodisci segreti che possono fare male, che sei stato altissimo sul trono e che ora non cerchi un trono perché hai trovato alleati sinceri con cui condividere battaglie e vincere le guerre, sei pronto a tornare con noi?

TU che riconosci chi è meritevole e chi invece porta con sé intenzioni poco sincere, TU che hai sperimentato su di te tutte le imperfezioni dell’essere umano, non sei stato il primo a farle eh, mah a differenza di altri sei andato fino alla fine, come un abile giocatore, hai scoperto il bluff che si cela dietro a questo gioco secolare della vita

Ora i tempi sono i tempi che da tempo si stavano aspettando, nuovi alleati all’orizzonte, vecchi amici che tornano per rinsaldare una volta e per sempre i legami

Saluta chi devi salutare, ricorda chi va ricordato, infine accendi la fiamma dorata che scorre nelle tue vene, indossa vestiti comodi, prendi gli attrezzi adatti a ciò che dovrai fare, porta con te le emozioni del tuo passato, sia belle, sia brutte (ah la dualità!)

Ricorda IL PASSATO È IL FUTURO, quanto al presente beh, quello esiste perché è il ciambellano degli altri due e deve fare la sua parte
TU, ahhhh che bello ritrovarti ora, che gioia per noi averti con noi, io che di questo consiglio, sono in questa sacra occasione il fortunato ed onorato oratore, ti porgo i miei saluti a di tutti i presenti

Prima della conclusione di questa breve comunicazione ho solo una domanda da porti…..

Ricordi il tuo nome??

Mi sveglio da un sogno che non è un sogno, sono ancora nel mio letto con gli occhi che non ne vogliono sapere di stare aperti, mi sento ancora tutto stropicciato, cercho di distendermi, ma niente il mio corpo non collabora, come se fosse autonomo da me ritorna in posizione fetale, perché lì lui sta bene e non gli interessa di cosa voglio io!

Allora un sorriso si stampa sul mio viso, come a voler dire “ok hai vinto tu, rimaniamo ancora un po’ qui”

Ed è lì in quello stato di rincoglionimento totale che mi ricordo del sogno che non era un sogno, del posto in cui sono stato e che ho riconosciuto, della gente che ho incontrato, delle sensazioni che ho provato sulla pelle e che mi hanno fatto sentire vivo, di quella persona che appena ho visto mi ha fatto emozionare, il suo abbraccio che tanto mi è mancato e che mi ha scaldato il cuore, le parole che mi ha detto, quasi sussurrate, parole che sono solo mie e di nessun altro, quella passeggiata nei giardini del parco e nelle vie della città sempre in compagnia di qursto prezioso amico, respirando aria di casa, respirando le inebrianti sensazioni del mattino che piano piano facevano breccia in questo posto di pura magia, ah che meraviglia!

Abbracciare metaforicamente e cullare tra le braccia questo posto, che vorrei portare con me, ma ahimè non è possibile, ho voglia di restare e non tornare, ma una forza a me sconosciuta mi sta richiamando, è tempo di tornare in quella dimensione, in una realtà che si chiama vita!

E così mi sveglio nel mio letto tutto stropicciato e poco propenso ad alzarmi, già so che alla fine mi alzerò, ma dentro di me conosco la verità, quella in cui mi sono sentito vivo, quella in cui mi sono sentito amato, quella in cui mi sono sentito a casa.