Respiri. Sussurri. Accenni di presenze che rimangono ben nascoste nella penombra di questa stanza. Accendo una candela per vedere un po’ più chiaramente. Ombre. Sagome impercettibili che si muovono sinuosamente e maliziosamente. Facendo molta attenzione a non mostrarsi più del dovuto. Giocano con me. Con la mia visione distorta della realtà. Le vedo ondeggiare tra la luce e l’oscurità. In un perfetto equilibrio che mi ricorda vagamente il movimento di un’altalena. Si incrociano, si toccano, a volte sembrano ballare. Solo per il piacere di farsi osservare dai miei occhi. Ed io osservo con attenzione. Mi faccio coinvolgere dal loro virtuosismo. Dallo loro sfrontatezza, che poi a ben vedere, altro non è che pura e semplice naturalezza. Ombre. Sagome a cui non riesco a dare forma. Ma in fondo credo che sia giusto così. Perché bisogna sempre trovare una risposta? Non sarebbe meglio lasciare le cose così come sono? O come in questo caso, come non sono. E allora che sia così. Avete ragione voi. Ombre, Sagome, presenze silenziose che vogliono mostrarsi. Solo per quello che sono.

Pausa, Stop, Play, Pausa

E se alla fine la soluzione migliore fosse quella di prendermi un break? Sedermi comodo comodo sulla mia poltrona rosso di Marte, accendermi un ottimo sigaro cubano e gustarmi un doppio bourbon

In compagnia del camino che scoppiettante di sano calore, mi invita ad un estraniante rifugio dalla vita di tutti i giorni

Io, i miei sogni, le mie galassie sempre nuove da visitare, dove vivono esseri che a questo punto ne sono certo, altro non sono che il parto della mia fervida fantasia

Io e il grande spirito Manitou, colui che dal fato ha avuto origine, o forse è il contrario, ma davvero poco importa, O forse importa per davvero! Ah che bel dilemma!

Dovete sapere che Manitou in persona mi è venuto a cercare, vuole insistemente i miei talenti (quindi ho dei talenti! Questa si che è una notizia), grazie Manitou per fortuna che ci sei tu!

Lui è il fato sono la stessa entità, la stessa emozione, uno non può esistere senza l’altro, un po’ come lo yin-yang della dualità umana, ma sono abbastanza sicuro che tutta questa faccenda mi è alquanto difficile da capire

È come quando cerchi la risposta a tutte le domande della vita, che ti fai di quelle pippe mentali che ti serve un universo intero per contenerle tutte, ed alla fine sei costretto ad inventarti un universo tutto tuo, il tuo universo personale, con le tue leggi, le tue stelle, i tuoi pianeti, e tutti i cazzi e mazzi annessi, chiaro il concetto no?

Ah beati voi che avete compreso il concetto di tutto, del tutto, si insomma quella roba li della teoria del tutto

Come diceva?

Ah si, che tutto è in espansione, in perenne movimento, e che noi siamo un puntino piccolo piccolo, quasi insignificante, ma poi si scopre che siamo il pezzo mancante del puzzle

Ma che siamo un po’ sfigati, perché basta la scorreggia di una farfalla su Andromeda per far esplodere tutto il nostro mondo

E allora io mi chiedo e poi dico ad alta voce:

“Ma che fregatura è mai questa? Non c’è il benché minimo rispetto per noi umani, eh insomma dopotutto non siamo così male, siamo persino riusciti ad andare sulla luna! E poi ci siamo così evoluti al punto che riusciamo a toccarci il naso con la lingua!

Ma chi voglio prendere in giro! Ci meritiamo la puzzetta della farfalla che ci estingue tutti!”

Pausa, Stop, Play, Pausa, Stop

Si è meglio che mi fermo qua, io, il camino, la mia poltrona, il sigaro, il doppio bourbon e quel pizzico di sana pazzia che vive dentro di me, e quando si rilassa se ne esce con di quelle perle che te le raccomando proprio

Ma d’altronde un po’ è colpa di questo mondo, no non è una scusa, è la verità, almeno lo è per me, IO QUESTO MONDO LO TOLLERO A GRAN FATICA, UN POSTO DOVE I MEDIOCRI E MAGARI FIGLI DI PAPÀ SONO QUASI TUTTO NEI POSTI CHE CONTANO, MENTRE CHI HA IL TALENTO NECESSARIO PER POTER MIGLIORARE LA VITA DI TUTTI VIENE RELEGATO IN SECONDA O TERZA FILA

In fondo in fondo sto aspettando la farfalla e la sua scorreggia, e mentre attendo che giunga quel momento, me ne rimango qui a godermi quel che rimane del mio tempo.

Manitou aspettami che sto arrivando!

È stato davanti alle onde del mare che ti ho visto ballare l’ultimo valzer della sera. È stato un momento di pura e grandiosa catarsi. Ti muovevi sinuosa come solo una navigata ballerina sa fare. Ero incantato dai tuoi movimenti che si univano con le onde del mare, in una ballata al chiaro di luna. Per un attimo che sembrava eterno, hai fermato il tempo, hai attirato su di sé l’attenzione di tutto ciò che è. E quando hai avuto tutti gli occhi su di te, per un istante ti sei fermata. Ti sei messa in posizione sulle punte dei piedi. Per poi riprendere il volo, accompagnata dalle onde del mare. In quello che senza alcun dubbio è stata la performance più elettrizzante che io abbia mai visto. E credimi se ti dico che tutte le stelle e tutti i pianeti erano estasiati almeno quanti me. E quando è giunto il gran finale siamo rimasti a bocca aperta nel vedere il tuo inchino rivolto a noi. Ed è lì che tutti noi all’unisono abbiamo applaudito il grande spettacolo dell’ultimo valzer della sera. Che eri tu con l’onda del mare e l’infinita bellezza di una ballata al chiaro di luna.

Ganimede guardava con sguardo perso aldilà del vetro del bar, con occhi sognanti immaginava quel posto meraviglioso che aveva visto la notte prima, in quello che sembrava a tutti gli effetti un sogno, ma che in realtà in cuor suo sperava non fosse così

Ma dove mai si è visto un luogo in cui la parola “Perfezione” regnava di casa, probabilmente era anche il suo nome, perché quel posto magico, ai suoi occhi era perfetto, si doveva chiamare così, non c’era alcun dubbio!

Così mentre mescolava il suo cappuccino con latte di soia, cercava di immaginare la sua vita a “Perfezione”, in mezzo a tutta quella natura, quel verde così verde da fargli strabuzzare gli occhi, con l’acqua limpida e trasparente in cui si poteva specchiare ad ammirare il cielo immenso sopra la sua testa

Poi c’erano le creature che abitavano quel luogo, autentiche perle di bellezza che rendevano “Perfezione” il posto più morbido dove mettere al sicuro il suo cuore sensibile

Guardandosi riflesso nel vetro del bar si accorse che un sorriso di soddisfazione era apparso sul suo viso, per fortuna in quel momento il bar era vuoto, solo lui e la cameriera, meglio così pensò tra di sé

Stava ancora mescolando il suo cappuccino quando si accorse di una cosa incredibile, guardando dentro la tazza era apparso al suo interno un biglietto del treno, cosa???? com’era possibile tutto ciò??? lo prese e con suo sommo stupore notò che era integro! lo aveva estratto dalla sua tazza, ancora con tutto il cappucibo, eppure era asciutto, non poteva credere ai suoi occhi!!

Il suo stupore aumentò quando lesse la destinazione del biglietto, stazione centrale di “Perfezione” ora di arrivo 11.43, luogo di partenza la stazione dei treni della sua città, ore 11.11, biglietto di sola andata!

Guardò l’ora, mancava poco più di mezz’ora, doveva muoversi, si alzò di scatto dalla sedie, lasciò la sua colazione intatta, si diresse al bancone, estrasse il portafogli e pagò il cappuccino, uscì dal bar e cominciò a camminare, con un’andatura decisa si diresse alla stazione, aveva un appuntamento imprescindibile con il destino!

Arrivò con qualche minuto di anticipo, si guardò in giro in cerca del binario, poi si accorse che sul biglietto il numero del binario non c’era, panico e ora??

In quell’istante andò leggermente fuori giri, la sudorazione arrivò a toccare picchi inimmaginabili, il cuore, beh il cuore batteva così forte che per un attimo…..

Gli si avvicinò un uomo sulla quarantina, faccia sveglia, orecchie leggermente a punta, portava una bombetta in testa ed aveva con sé un ombrello, come ciliegina sulla torta indossava un vestito di un color kaki improponibile

Con una gentilezza che non sembrava appartenere a questo mondo, chiese se poteva aiutarlo in qualche modo

Ganimede gli mostrò il biglietto del treno, allora il tipo gli disse che c’era un binario speciale subito dopo la biglietteria, gli indicò con precisione estrema come doveva fare, si perché una volta superata la biglietteria doveva fare 8 passi in avanti, 4 indietro poi 7 passi verso sinistra, lì avrebbe trovato il binario, ma doveva fare in fretta che il treno stava per partire!

Ganimede ringraziò e salutò lo strano tipo è si diresse il più velocemente possibile alla sua destinazione, passò la biglietteria e si fermò ma non c’era nulla, ecco lo sapeva era stato preso per il culo!

Imprecò, ma alla fine eseguì quasi senza rendersene conto le istruzioni che il tipo gli aveva detto, quando fece il settimo passo verso sinistra ecco che quasi dal nulla apparve il binario con il treno pronto a partire in direzione di “Perfezione”

Dopo un esclamazione di stupore che non si può dire, salì sul treno e si accomodò vicino al finestrino, voleva gustarsi al meglio l’imminente viaggio

Guardò l’orologio proprio nel momento esatto in cui scattarono le 11.11, il treno partì e Ganimede finalmente iniziò a rilassarsi, si gustò tutto il viaggio con un sorriso ebete sul viso, ad un certo punto si rese conto di essere l’unico passeggero a bordo del treno!

Ancora meglio pensò tra di se, guardò di nuovo l’orologio, segnava le 11.43, lanciò uno sguardo fuori dal finestrino e vide la stazione d’arrivo, ce l’aveva fatta era arrivato! allora non era solo un sogno, no era tutto reale, quel luogo esisteva e lui lo aveva trovato

Un cartello poco prima dell’arrivo gli diede la conferma definitiva, era arrivato a “Perfezione”

….. La cameriera del bar prese il telefono, compose un numero ed attese con impazienza che qualcuno dall’altra parte si decidesse a rispondere, alla fine riuscì a parlare con una gentile signora:

“Mandate un’ambulanza al bar del centro quello sotto ai portici, c’è un uomo morto seduto vicino alla finestra che dà sulla piazza, stava bevendo il suo cappuccino quando all’improvviso la sua testa è caduta pesantemente sul tavolo, credo abbia avuto un infarto, non ho potuto fare niente per luì.”

Pronto e Attento erano molto insoddisfatti della loro vita attuale, la solita e noiosa routine era diventata troppo opprimente, stavano cercando entrambi qualcosa che potesse risvegliare quella voglia di mettersi di nuovo in gioco

Pronto e Attento non si conoscevano di persona, frequentavano la stessa palestra, andavano alla stessa biblioteca, inoltre prendevano il caffè alla stesso bar in centro, ma non si erano mai e dico mai incontrati!

Ma un lunedì pomeriggio di pioggia ecco che il fato ci mise lo zampino, entrambi si trovavano al famoso bar del centro, chiamato appunto “bar del centro”

Arrivarono insieme ed ordinarono uno dietro l’altro, poi si accomodarono allo stesso tavolo, visto che il locale era pieno di gente, causa l’improvvisa pioggia

Fu così che iniziarono a parlare tra di loro, dopo circa mezz’ora erano già diventati buoni amici, un’ora dopo si ritrovarono a dire quasi all’unisono la seguente frase : “eh si, ci vorrebbe una bella botta di vita, sai quella cosa che arriva all’improvviso e ti sconvolge la vita? Ecco una roba del genere!”

Sospirarono entrambi, poi il loro sguardo si perse a guardare la pioggia che copiosa scendeva al di fuori del bar

Quello che i due amici ancora non sapevano, è che con quella frase avevano attirato l’attenzione del signor fato, che si palesò davanti a loro come se fosse uscito dal nulla

“Salve, mi presento, mi chiamo Anima in cerca di validi aiutanti per un’avventura incredibile che vi farà sentire vivi, sì insomma quella roba sconvolgente di cui stavate parlando prima, chiamatemi pure Anima se volete, non ci sono problemi, posso sedermi al vostro tavolo, così posso spiegarvi di cosa si tratta? ”

I due amici si guardarono basiti l’un l’altro, cosa diavolo stava succedendo? Era davvero chi diceva di essere oppure era una colossale presa per il culo? Dopo un breve conciliabolo decisero di dare ascolto alla vocina che arrivava da dentro e lo fecero sedere

Anima in cerca etc. etc. etc. spiegò loro nei minimi dettagli il lavoro ai due amici, si accorse da subito che aveva davanti due soggetti molto determinati, che credevano a quello che stava dicendo, d’altronde non stava vendendo fumo, no no stava proponendo loro l’affare della loro vita!

Mezz’ora e tre spremute d’arancia dopo, ecco che i tre raggiunsero un accordo, Pronto e Attento firmarono i contratti e Anima in cerca etc. etc. etc. diede loro appuntamento per la mattina seguente, alle 8.00 sarebbero partiti per la missione!

“portate con voi il minimo indispensabile, il viaggio sarà un po’ turbolento, ma una volta arrivati a destinazione vedrete che tutto quello che vi ho detto corrisponde a realtà, ora andate a casa a preparavi e riposare, che domani sarà una giornata storica e impegnativa”

Strinse la mano a Pronto e Attento e si congedò da loro, i due amici si salutarono con un caloroso abbraccio e si diedero appuntamento all’indomani mattina al posto concordato

Il mattino seguente arrivarono praticamente insieme all’hangar 1973 dell’aeroporto intercontinentale, pronti ed eccitati come due bambini davanti all’entrata di un parco giochi

Anima in cerca etc. etc. etc. accolse con una fragorosa stretta di mano i due amici, fece sistemare i pochi bagagli e li fece salire a bordo del jet SA2805 che li avrebbe portati a destinazione

Una volta a bordo Pronto e Attento trovarono altri compagni di viaggio, c’era la simpatia che li accolse con un sorriso, la timidezza che strinse loro la mano con molta timidezza (eh), il coraggio dalla stretta di mano sicura e decisa, la paura che li salutò con sufficienza (ma va detto che fece così con tutti eh)

E tanti altri compagni di viaggio, tutti entusiasti per l’imminente partenza ed ansiosi di vivere questa nuova e meravigliosa avventura

Poi i due amici si accomodarono ai loro posti, si allacciarono le cinture di sicurezza e si prepararono alla partenza

Prima di spiccare il volo ecco che Anima in cerca etc. etc. etc. chiese un attimo di silenzio perché aveva un’ultima considerazione da fare, ecco di seguito quello che disse:

“Molto bene, innanzitutto volevo ringraziarvi per aver accettato con così poco preavviso questo lavoro, ammetto che non mi aspettavo tutto questo entusiasmo e ne sono sinceramente felice, ma bando alle ciance, ho spiegato ad ognuno di voi in cosa consiste questa missione, in più ho lasciato di fianco al vostro sedile una brochure con tutti i dettagli, con le specifiche delle vostre mansioni.

Bene, ora prima di partire vi devo chiedere una cosa, è buona usanza dare un nome alla missione, un po’ per scaramanzia ma soprattutto perché è la prassi corretta, dunque stavo pensando di chiamarlo (visto che sarà un maschietto) Simone

Che ne pensate vi piace?”

Tutti praticamente all’unisono (tranne quel fetente di Paura, che non disse nulla) dissero di sì

Allora, Anima in cerca etc. etc. etc. diede l’ordine al comandante di accendere i motori e partire in direzione di un pianeta chiamato Terra, nel sistema solare ribattezzato per l’occasione White Bison, la missione Saimon poteva finalmente avere inizio.

Buon viaggio!!!

Lacrime al vento, inclinazione di un momento vissuto fuori da ogni schema

Emozioni che lasciano il passato tormentato, per abbandonarsi ad un presente in evoluzione

Lacrime raccolte da un soffio di vento, che vengono trasportate su una nuvola per l’ultimo lamento

Lacrime di un dolore che non vive più nell’anima dell’uomo

Che ora finalmente può trarne giovamento

Rinascendo a nuova vita con un ritrovato e sincero sorriso.

Sono stato. Sì, sono stato tante vite (molte meno della gente comune però) Sono stato molti corpi, ma sempre una sola anima. Sono stato baciato da Ra il sole per secoli e secoli. Sono stato in ogni parte conosciuta di questo pianeta. Sono stato in luoghi remoti ed inaccessibili che per visitarli era necessario fare un atto di fede, in me stesso. Sono stato a bordo di astronavi che potrebbero essere considerate vere e proprie pianeti. Sono stato nel presente così a lungo, tanto che alla fine ero io stesso il qui e ora. Sono stato giudicato per le azioni che ho compiuto, ma non ho mai chiesto a nessuno di farlo, ed alla fine ho fatto sempre di testa mia, anzi di cuore mio. Sono stato in uno stato alterato che mi ha fatto catapultare in realtà e dimensioni, che sono speculari di una realtà che se solo venisse scoperta, darebbe inizio al Ragnarok. Sono stato in cima al mondo e da lì ho governato un popolo obbediente, ma ero circondato da una corte di serpi che non ha resistito alla tentazione di usurparmi il potere. Sono stato così in alto tanto che mi sono chiesto, come sarà laggiù all’inferno? Sono stato all’inferno, ed una volta giunto davanti al suo ingresso, sono stato accolto da un cane uno e trino. Sono stato avvicinato dal signore di quel luogo e quando ha visto la disperazione scolpita sul mio volto, mi ha detto.

“Benvenuto a casa, benvenuto all’inferno, dove le azioni e le situazioni sono esattamente quello che sembrano.”

Poco più in là. Non è lontano. Qualche passo e sei arrivato. In un luogo dove il profumo del miele al mattino è così dolce e profondo, che ha un effetto terapeutico.

È un posto che ti mette di buon umore. Rilassa i muscoli di tutto il tuo corpo. La mente poi, si convince di essere in paradiso.

Il sole albeggia con una delicatezza, che ricorda l’abbraccio amorevole della persona amata.

Il paesaggio circostante sembra uscito direttamente dalla fabbrica di cioccolato (occhio a non fare indigestione eh) Se ti guardi bene bene, puoi notare la presenza degli umpa lumpa

È un bel quadretto vero? Ti piacerebbe esistesse davvero? E se ti dicessi che esiste e che per raggiungerlo.

C’è solo una cosa da fare

Al mattino poco prima dell’alba, esci di casa. Chiudi gli occhi e fai un gran respiro. Svuota la mente e in quello stato di calma, attendi l’arrivo del profumo del miele. Una volta che lo senti, inizia a camminare seguendo la scia. Ti porterà in un battibaleno a destinazione.

In una dimensione magica e senza tempo, dove puoi trovare il tuo equilibrio interiore…

OPPURE UNA BRIOCHE AL SAPORE DI MIELE, CHE ALLA FINE TI SEMBRA DI STARE IN PARADISO.

È già successo

Succederà anche in futuro

E sta succedendo ora

Di perdere la bussola, trovarmi in alto mare, in piena tempesta, avere timore di non uscirne vivo, di morire in mezzo al nulla, lontano dalla terra ferma, dai propri cari, è spaventoso, è qualcosa che non si può fermare, c’è una forza più grande e più forte di me dietro a questo che è puro accadimento, qualcuno ha buttato per aria i dadi del destino, e non c’è via di scampo.

Cosa fare? Come reagire? Posso uscire da questa tremenda, assurda ed incomprensibile agonia?

Se esiste una forza superiore, una misteriosa fonte divina che si faccia avanti ora.

Lo imploro in nome di Dio!

È già successo

Succederà anche in futuro

E sta succedendo ora

Di trasformare la disperazione in qualcosa di utile alla mia causa, di metterla al mio servizio per superare questo terribile momento, è la mia salvezza! Non l’avrei mai detto.

Ed ora che sono arrivato a riva, stremato e oramai senza più un briciolo di forza, mi inginocchio ed alzando la testa verso il cielo che finalmente ha svoltato verso il sereno, ringrazio la mia disperazione che mi ha portato fin qui.

Su un’isola cosi cupa che non promette niente di buono.

Come aveva detta quel tizio strano con il mantello e la falce che ho incontrato all’inizio di tutto?

Ah già ora ricordo, aveva detto più o meno così:

“Benvenuto negli inferi caro essere, vediamo fin dove riesci ad arrivare, quanti fiumi sarai in grado di passare, e ricorda mai nessuno fino ad ora è giunto fino all’ultimo, il flegetonte, se ci arriverai ti chiamerò Flegias”

E quindi da questo momento in avanti il mio nome è Flegias! Il primo essere che ha attraversato l’inferno!

Ci sono delle notti in cui i posti che visito sono così belli, così autentici che vorrei rimanere per sempre in quei luoghi.

Questa notte è stata una di quelle notti.

Non so se è stata la neve che ha iniziato a scendere verso mezzanotte, che ha zittito il fastidioso rumore dei pneumatici sull’asfalto. Credo di sì, è stata la neve, è come se avesse fermato il tempo, messo sull’attenti il mondo intero.

E così sono andato a dormire sognando di camminare su una strada di terra battuta.

Guardavo il cielo grigio e pensavo anzi speravo di vedere nevicare, cosa che qualche minuto dopo è accaduto. Ora immaginate un panorama di questo tipo, alberi innevati, colline innevate, la strada che sto percorrendo innevata, bello vero?

Io in mezzo alla natura mentre sta nevicando, lasciatemelo dire. È UNA FIGATA PAZZESCA!!!

Non volevo più tornare indietro, quel magico luogo era reale, lo sentivo sotto ai piedi, lo sentivo dai fiocchi di neve sul mio volto. Per quale motivo avrei dovuto svegliarmi? Per quale motivo dovevo tornare alla vita di prima? Ma soprattutto chi decide cosa è giusto oppure no?

Così ho urlato al sogno di tenermi in questo posto, mi sono rotolato nella neve per dimostrare che ci tenevo veramente, mi sono persino nascosto dietro ad un albero, pensando di farla franca.

Ma niente il sogno non mi ha ascoltato, o forse non sono stato convincente fino in fondo, forse non ci ho creduto per davvero. Eppure a me sembrava di sì.

Morale della favola, anzi morale del sogno, mi sono svegliato nel mio letto, con una pesantezza incredibile e zero voglia di questo mondo.

Poi mi sono alzato dal letto ed ho aperto le persiane, la neve ci aveva dato dentro di brutto, tutto il panorama circostante era sommerso da un bianco mantello.

Bello per carità, però quanto vorrei tornare nel sogno, in quel luogo in cui il respiro della vita era così leggero che sembrava come un fiocco di neve che scende giù dal cielo.