No niente non ci siamo, non escono parole dalla mia bocca, si fermano un istante prima di uscire, fanno fatica a venire fuori, regna la confusione, la testa è pesante, mi devo sdraiare, appoggiare la testa su un morbido cuscino, so che mi darà sollievo, ecco dai così va meglio, ora sento le mie gambe, sono stanche, pesanti come macigni, le allungo, le distendo, va decisamente meglio, perché?

Perché all’improvviso mi percepisco come se tutto il mio essere stesse per implodere, cosa mi vuole dire questa situazione? Aspetta ora mi focalizzo sul mio fuoco sacro, lui conosce la risposta, ehi tu, mi dici per favore cosa sta succedendo? Non voglio fare stupide congetture, mi affido a te, sono in ascolto, parla pure

Silenzio, c’è silenzio, tutto tace, tutto tranne il cuore, lui batte forte nel mio petto, prima non riuscivo a sentirlo, che macchina meravigliosa ed incredibile che è, pulsa in continuazione, è sempre più insistente, mi emoziono, ho i brividi, sento il calore del sangue, sì che strano, ma è così, come posso dire, ah giusto, è bello sanguigno il mio sangue, ok ci sono, forse ho compreso, era tempo di fermarmi, di rilassarmi, me lo dico sempre “cazzo corri a fare? dietro a cosa poi? a questa frenetica realtà?”

Avevo decisamente bisogno di trovare un bel cartello con scritto STOP! Ho fatto reboot, ora, non dico che la situazione è migliorata, mentirei se lo dicessi, quel senso di inquietudine è ancora lì, si fa sentire forte, la mia inadeguatezza a questa vita c’è sempre, mi ricordo di una frase che ho sentito una volta in sogno, diceva più o meno così …

Ti sei mai fermato a pensare che forse è questa società che ha fallito? e non il contrario, no perché se fosse così, forse e dico forse, non sei tu inadeguato, ma è questa società ad esserlo, questa è la mia visione e percezione, ma siccome noi due siamo simili, anzi direi che siamo uguali, forse queste mie parole in realtà sono le tue”.

Quando sento queste parole e il potere che hanno su di me, sto meglio, sono una scossa, un brivido freddo che corre lungo la schiena e che prende tutto il mio corpo, fino a raggiungere il mio centro vitale, è la legna che serve al mio fuoco sacro per ardere, riesce ad arrivare nelle viscere più profonde del mio spirito, si fermano un attimo e poi ripartono, si espandono in me, si trasformano in centinaia, migliaia filamenti di luce, che vibrano all’infinito, che sono e diventano pura essenza del mio essere.