Trascendente

Sono giorni di lontananza dalla caotica e virtuosa realtà in cui ho deciso di vivere questa esperienza da essere umano, sono ore così piene di me che se io fossi una vasca da bagno a questo punto l’acqua sarebbe uscita già da un po’, sono incessanti minuti di vita scandita dai passi che ad uno ad uno si manifestano con una precisione svizzera da fare impallidire il più preciso degli orologi, eppure… Eppure sento la mia essenza che di certo calma non è, come è possibile? Ero sicuro di essere riuscito a staccare da tutto, ma evidentemente mi sbagliavo, errore mio lo ammetto!

È che tutto ad un tratto, così di punto in bianco una macchia nera se ne è venuta fuori da un angolo di me, è sempre lei, la riconosco come la parte più irrequieta ma sincera della mia essenza, lei arriva quando la noia nella mia vita è ai massimi livelli, senza essere invitata si presenta al bancone del bar, si siede di fianco a me, poi inizia a parlarmi:

“Ehi amico come te la passi? Quanto tempo è passato vero? Ti posso offrire da bere in memoria dei vecchi tempi? Sì? Ehi barista portaci due spremuta d’arancia per favore amico! Grazie!”

Di solito a questo punto scrollo il capo mi metto a ridere e gli appoggio la mano destra sulla schiena, poi rimaniamo li in silenzio a fissare il vuoto cosmico davanti a noi, ci beviamo la nostra spremuta d’arancia ci giriamo io verso destra e lei verso sinistra, ci guardiamo fisso negli occhi e non abbiamo bisogno di parlare, oh no!

Le parole sono superflue in questi frangenti in cui la comunicazione tra di noi avviene ad un livello superiore, non so esattamente come chiamare questa cosa ma vi assicuro che è qualcosa di Trascendente, si ecco finalmente ho trovato il termine corretto,era da secoli che lo stavo pensando!

Terminato questo istante in cui lo spazio tempo è stato riempito da una criticità appurata di situazioni ed esperienze superiori, io e la macchia nera siamo in sintonia, a quel punto realizzo che la noia che mi attanaglia è la missiva urgente che è arrivato il momento di procedere alla ricerca di un qualcosa di più stimolante dell’esperienza vissuta fino ad ora che si può definire conclusa

Quello è il momento in cui mi alzo dal bancone del bar mi avvio verso l’uscita apro la porta e vado incontro ad un nuovo entusiasmante capitolo della mia esistenza umana.

“Nessuno mi può costringere ad essere felice a suo modo (come cioè egli si immagina il benessere degli altri uomini), ma ognuno può ricercare la sua felicità per la via che a lui sembra buona, purché non rechi pregiudizio alla libertà degli altri di tendere allo stesso scopo, in guisa (modo) che la sua libertà possa coesistere con la libertà di ogni altro secondo una possibile legge universale (cioè non leda questo diritto degli altri).“

Immanuel Kant