Soffia forte il vento sui campi di grano

C’è una strada di terra battuta che ci passa proprio in mezzo

Segui quel sentiero che sale verso la cima e una volta arrivato, noti alla tua sinistra che c’è un’entrata, non temere, oltrepassala, lo so è buio, ma è normale, è una grotta, prima di avventurarti nell’oscurità di questo luogo guarda sempre alla tua sinistra, lì all’ingresso c’è una lanterna, prendila con te

Avanza senza timore, vedrai come per incanto o forse per magia, una luce che prende vita, quando sarà bella luminosa, diverrà come un faro nella notte, ti indicherà la strada, seguila senza indugio, ti porterà ad una scala a chiocciola di pietra, ecco bravo proprio quella che hai davanti a te, scendi pure, stai contando i gradini vero?

Arrivato al gradino 72 la scala è terminata, ci sono 3 porte di legno quale prenderai? sei indeciso? ti do un consiglio, chiedi alla lanterna quale devi attraversare, lei sa cosa è giusto per te, bene ha scelto quella sulla destra, aprila vedi cosa c’è dall’altra parte

Un meraviglioso mare limpido che riflette l’azzurro del cielo ti attende a braccia aperte, una spiaggetta di sabbia soffice soffice ti invita ad accomodarti, ah visto che ci sei, puoi chiudere la porta? grazie!

Ora sei tu e questo panorama, e lo osservi con il cuore pulsante, letteralmente conquistato da tanta bellezza

Che mi dici dei tuoi occhi sognanti che si perdono a guardare quanto è grande ed immenso il mare?

Sei tu, e tutto il ben di Dio che hai intorno, sei sicuro, sei protetto, forse non era quello che pensavi quando hai iniziato quella passeggiata sul sentiero, forse pensavi di andare da qualche altra parte, ma ti sei fidato di te, del tuo istinto, hai affrontato l’oscurità di una grotta ed infine eccoti qui, in questo luogo paradisiaco, scusa cosa hai detto? ah sì hai ragione, non ce l’hai fatta da solo, per fortuna che sul tuo cammino hai trovato una compagna speciale, un’amica che ti ha indicato la giusta rotta, per fortuna che hai incontrato, la lanterna che porta al mare.

Oltre le colonne di Tofu e Seitan, si estendono dei meravigliosi campi di Tempeh, i cui fermenti a base di soia gialla si possono ammirare in tutto il loro splendore, ad accudire e vegliare su di loro c’è da oltre un ventennio quel buon uomo del Cipolla, che in compagnia della dolce compagna Aglina sono i custodi amorevoli dei campi di Tempeh

La vita nei campi non è semplice, eh no cari miei, il Cipolla si sveglia tutte le mattine al sorgere del Sole, e mentre la cara Aglina ancora dorme, lui dopo una frugale colazione a base di un frullato di 8 banane, esce di casa per avviarsi verso i suoi amati campi di Tempeh, non prima di aver chiamato a sé il suo fido ed amato Fragolino, un bassotto di 3 anni e mezzo, a cui il Cipolla vuole un mondo di bene

Durante i 5 minuti di tragitto che li conduce al lavoro, il Cipolla e il Fragolino si dilettano in vari giochi, dal più comune lancio del bastone che il Cipolla va a riprendere lui stesso tutte le volte, visto che il suo amato bassotto non ci pensa neanche lontanamente a correre, al più serio e difficile fischia che ti passa, un gioco che a dire il vero ha poco senso, non perché il Fragolino sia totalmente incapace di fischiare per ovvi motivi, ma perché il Cipolla è un tremendo fischiatore

Finiti questi inutili e poco professionali giochi, il dinamico duo giunge finalmente ai campi di Tempeh, e tutte le sante volte al Cipolla scende una lacrima di commozione nel vedere un simile spettacolo, il Fragolino invece se ne frega bellamente, e come ogni mattina va nella sua postazione, che si trova a ridosso di un bellissimo albero di ciliegio

La mattinata prosegue senza sosta, con il dolce russare del bassotto che si mescola con le immani fatiche del Cipolla, che si sobbarca da solo il lavoro nei campi

Poi per fortuna arriva l’ora di pranzo, e con essa anche quella bella donzella dell’Aglina, che porta con sé la prelibatezza del giorno, che oggi è uno stufato di ceci e lenticchie con brodo di cipolla (già!) con chiodi di garofano e spezie varie, un’assoluta bontà amici miei!

Inutile dirvi che sia il Cipolla che il Fragolino, risvegliatosi per l’occasione, spazzolano in men che non si dica il delizioso manicaretto preparato con tanto amore dalla Aglina

Una volta terminato il pranzo e dopo aver salutato la cara Aglina, ecco che arriva il momento della pennichella, e così i nostri due amici si rintanano ai piedi dell’albero di ciliegio per il meritato riposo

Di solito ci vogliono circa 4/5 ore prima che il Cipolla ritorni dal mondo dei sogni, giusto in tempo per un ultimo controllo prima di tornare a casa, il Fragolino nel frattempo semmai ve lo state chiedendo continua beatamente a dormire

Una volta terminato il giro di controllo ed aver salutato il suo amato Tempeh, il Cipolla chiama a sé il fido amico a quatto zampe, anche oggi il duro lavoro nei campi è terminato, è ora di far rientro al focolare dove ad attenderli ci sarà una deliziosa cena, chissà quale prelibatezza avrà preparato la Aglina, magari qualcosa con il Tempeh dentro, perché sarebbe davvero un’ottima idea.

… Potrebbe essere utile guardare dentro e cercare l’orologio del tempo interiore e rimettere le lancette sull’ora giusta, Potrebbe bastare se solo mi tornasse alla memoria come si fa, Già perché in tutto questo continuum correre all’infinito, per raggiungere un traguardo che ogni volta che ti avvicini si sposta un po’ più là, Mi sono completamente scordato di come si raggiunge il centro dell’anima

Se ricordo bisogna scendere per una scala buia e traballante fino al cuore, Poi proseguire per un intricato labirinto che ha la stranezza di avere le indicazioni per trovare l’uscita, Una volta fuori c’è un cartello con scritto sopra “Vai a sinistra che è la direzione giusta” {Indicazioni a prova d’idiota eh}

Ed è qui che arriva il bello o il brutto, perché da quel punto il panorama che mi si palesa davanti è desolante, nel vero senso della parola eh, C’è solo tanta ma tanta sabbia, insomma per raggiungere l’anima bisogna attraversare un deserto! Con tutti i cazzi e mazzi annessi!

E quello è l’istante in cui va fatto un vero atto di fede, nei confronti di un qualcosa di superiore, di un qualcosa di non manifesto, così etereo e impalpabile che potrebbe spaventare

E allora mi lascio andare, Mi affido all’istinto, ed inizio ad essere nel presente dei miei passi, che senza esitazione procedono verso l’orologio, Nessuna resistenza, nessun tentennamento

Così avviene la magia, più avanzo più mi sento leggero, E subito dopo una piccola duna, ecco che appare l’orologio del mio tempo interiore, mi avvicino a lui, mi dirigo verso l’ingranaggio, e lo faccio ripartire

Poi rimango ad ammirare l’orologio che si è rimesso in moto, posso tirare un sospiro di sollievo, il problema è sistemato

Sul mio viso è tornato il sereno

E sapete una cosa buffa? Proprio mentre scrivevo l’articolo per cercare di ricordare il da farsi, Beh l’ho fatto veramente! Si insomma ho fatto ripartire l’orologio e non me ne sono neanche reso conto!

Ah che meraviglia quando mi lascio andare e seguo l’istinto!

È sempre la soluzione migliore, Almeno lo è per me.

Ma dove va a finire il tempo che passa? Esiste un posto specifico in cui va a confluire oppure semplicemente si perde in qualche buco nero?

Il tempo che si esaurisce come un fiammifero, lascia andare i ricordi, si perdono nella vastità dell’infinito spazio, il tempo che una volta nel suo scorrere era lineare, mentre ora che si spegne diventa come i coriandoli che si buttano per aria a carnevale, si disperdono magari in uno di quei buchi neri di cui parlavo sopra, e vanno a finire in un qualche inceneritore ai confini più remoti della galassia

Una volta ricordo che il tempo si è fermato a fare quattro chiacchere con me, era piuttosto preoccupato, continuava a dirmi di avere cura di lui, di non buttarmi via come un ferro vecchio, perché in fondo il tempo così male proprio non è, ed io a rassicurare il tempo che non ero un tizio senza cuore, che non avrei mai permesso che succedesse una situazione del genere, ma ahimè non è stato proprio così, a volte l’ho trattato male, ho dato a lui tutte le colpe dei miei (pochi) fallimenti, mi sono arrabbiato con lui perché non era mai nel tempo giusto per quella determinata situazione, e quante imprecazioni per i suoi ritardi cronici ogni qual volta ne avevo bisogno….

Ma poi un giorno ho compreso che …

Il tempo sono io, e chi altri se non io? Io decido il tempo, io sono l’unico responsabile del mio tempo, io e soltanto io sono il colpevole del mio tempo che ho sprecato, ci dovrei finire io in qualche buco nero a bruciare dimenticato in qualche sperduto inceneritore!

Già, sarebbe un buon inizio assumermi le mie responsabilità, e che diamine mica posso sempre dare la colpa agli altri

Quindi caro amico tempo, ora che ho compreso chi in realtà sei, ti prometto che avrò cura di te, ti prometto che inizierò a fidarmi di te, e chissà forse un domani sarò anche in grado di amarti!

Già, forse chissà questa è la volta buona che sarà il tempo giusto.

È essenza di un battito costante di emozioni che non giudicano

È esperienza di un infinito ritorno allo stato primordiale

Tagli, cuci, sbucci, pulisci, lavi, sbadigli, gioisci, gridi, ascolti

Destini distanti di un improbabile umanità

Osservi lo spostamento inusuale di un mappamondo che alberga nella tua testa

Un centro distorto per una mente fallace, che induce all’errore

Ti fermi, sposti l’attenzione verso il mondo che hai dentro

Cambi le insegne, mischi i colori, sistemi la sedia davanti alla finestra

Ora il panorama è qualcosa che ti appartiene

Creato dal cuore, sì è da lì che è nata la magia

La mente fallace bussa alla porta, non gli dai attenzione

Continui a disegnare il dipinto della tua vita

Silenzio, non c’è rumore, solo uno spiffero di vento che chiede attenzione

La mente ha ceduto non bussa più, ha mollato la presa, se ne è andata sconfitta dalla contesa

Una sensazione diventa emozione, ricordi una frase che giunge da dentro

È come un mantra eterno senza la costante del tempo

Che fa più o meno così…

QUANDO IL CUORE PARLA, LA MENTE TACE E ASCOLTA.

C’è la pasta al ragù che oramai è pronta, c’è la bottiglia di vino sul tavolo, c’è il bicchiere vuoto, ma ancora per poco, c’è il pane, mordibo e saporito pronto per essere tagliato, ci sono le posate e il tovagliolo pulito, rimarrà tale anche dopo il ragù?

C’è il Bombetta che dopo un estenuante giornata di lavoro come direttore alle vendite di una nota marca di lavatrice (di cui non si può dire il nome perché il bombetta non vuole) non vede l’ora di sedersi e gustare con la giusta dose di voracità, il suo strameritato piatto di pasta al ragù, magari fare anche il bis!

E come dolce c’è il tiramisù della Gisella, lei l’unica che riesce a tirarlo su come nessuna donna ha mai fatto, la Gisella è la pasticceria con la P maiuscola per eccellenza

È giusto sottolineare che la Gisella ha iniziato a sfornare deliziosi tiramisù fin dalla tenera età, erano autentici capolavori, ed è grazie a questo talento nell’arte del tiramisù, che aveva conquistato il cuore del Bombetta fin dai tempi delle scuole medie

La Gisella e il tiramisù, due dei tre grandi amori del Bombetta, ma uno dei due aveva un posto speciale nel suo cuore, e credo che avrete intuito a cosa mi riferisco

Ma torniamo per un attimo al momento in cui il Bombetta si siede a tavola, prende il pane e lo spezza in due e prima di mangiare un boccone rende grazie a Dio, poi eccolo che si versa un po’ di vino nel bicchiere, ancora un po’, ecco così può bastare, e voilà giù tutto in un fiato, appena posato il bicchiere vuoto sul tavolo, i suoi occhi vengono rapiti da una visione celestiale, un piatto bello fumante di pasta al ragù, eccolo il terzo amore del Bombetta che si palesa davanti a lui, nelle mani salde e sicure di quella santa donna della Gisella, la sua adorata moglie da quasi 30 anni, un applauso accompagna l’entrata in scena della pietanza, il Bombetta è in estasi, si fionda sul piatto con la forchetta nella mano sinistra, un pezzo di pane grande come la Groenlandia nella destra, e poi ha inizio il rituale quotidiano della cena a casa Bombetta

Inutile dirvi che c’è stato un bis, e ci sarebbe stato molto probabilmente anche il tris, ma come dolce c’era il tiramisù e quindi il Bombetta ha pensato bene di non esagerare con il primo

Per farla breve il tiramisù della Gisella era spaziale, come confermato dal possente rutto finale emesso dal Bombetta, era così pieno e sazio che ha rinunciato al suo Fernet branca!

Una volta terminata la cena il bombetta si è sdraiato sul divano, e dopo circa 10 secondi già dormiva con un espressione felice sul volto

Chissà forse stava sognando di trovarsi in un mondo dove tutto era fatto di pasta al ragù e tiramisù!

Ah caro Bombetta continua a sognare, che i sogni come questi purtroppo per te, sono destinati a rimare tali.

P. S. : Forse vi state chiedendo che fine abbia fatto la Gisella, no?

Bene state tranquilli, ha cenato regolarmente in compagnia del marito, poi una volta finito le pulizie in cucina si è accomodata sul divano con il suo amato consorte, ha preso il telecomando e si è guardata l’ultima puntata di Masterchef, con quel gran figo del Bastianich, che le fa battere forte forte il suo cuore, ed ogni volta si ritrova a pensare:

“Oh quanto mi piacerebbe fargli assaggiare una fetta del mio tiramisù a quel bel pelato!”

Insomma, c’è chi sogna ad occhi aperti come la Gisella e chi invece come il Bombetta sogna beatamente tra le braccia di Morfeo.

E il vento generò una tempesta di dimensioni cosi estese che non si sapeva da dove avesse avuto origine, Soffiava così forte che la mente dell’uomo ne rimase sconvolta, Era come se il vento stesso avesse abbattuto le barriere delle mente, ed ora stava spazzando via tutte le memorie sia buone che cattive che vivevano al suo interno, Mai si era vista una tale forza, dirompente e distruttiva stava seminando il panico, la mente stava impazzendo, non aveva la benché minima idea di come fare a placare questo fenomeno, Alla fine la mente si arrese, così il vento tempestoso portò a termine il compito di spazzare tutte le tossine che c’erano, Fu così potente da lasciare a terra tramortito ciò che rimaneva della mente, Ci vollero giorni ed in alcuni casi delle settimane prima di tornare alla normalità, Ma ora la mente sapeva e soprattutto temeva che potesse succedere di nuovo, Non poteva tollerare un altro evento del genere, Perché la mente ne era certa, la prossima volta lei non si sarebbe mai più alzata, sarebbe stata la sua morte, Allora decise che ci sarebbe voluta una tregua, fare un compromesso che le avrebbe risparmiato la vita, Così chiamò il vento e fece un patto con lui, e il vento in tutta risposta ricordò alla mente che se fosse venuta meno alla parola data, sarebbe tornato per un’ultima volta e l’avrebbe spazzata via per sempre, La mente accettò di buon grado e da parte sua promise al vento che da questo momento sarebbe stata più buona e meno stronza nei confronti dell’essere umano, Il vento se ne andò via non prima di aver soffiato così intensamente da aver fatto tremare per bene la mente, così giusto per ricordarle chi comandava, Ancora una volta la natura si era ribellata alla stupidità della mente umana, ed aveva ristabilito l’ordine gerarchico.

Tutto è bene ciò che finisce bene.

Assenza di te, quella fragranza fatta del nulla più assoluto, Il tuo lato del letto è vuoto, te ne sei andata, ma quando è successo? Non ti ho sentito, sicuramente è colpa mia, sai stanotte ero su Andromeda, a combattere dei mostri a cinque teste, sedici gambe e che al posto delle mani avevano delle sciabole, ma tranquilla eh, alla fine con l’aiuto di Capitan Harlock, li abbiamo fatti fuori

Dunque, dove eravamo rimasti? Ah sì, ora ricordo, Essenza, la tua che se ne è andata via, insieme a te, lasciando solo la scia del tuo odore, Non mi hai mandato nemmeno una faccina, con gli occhi a cuore su WhatsApp, questo si che è un colpo basso mia cara, Ancora assonnato mi rigiro nel letto, nessuna voglia di alzarmi, guardo la mia sveglia di Doctor Who, sono le 7.22, È presto, troppo presto anche per rimanere da solo nel letto, che fare?

Ci vorrebbe un maggiordomo, tipo il mio amato Lurch che mi porta un buon caffè nero fumante, insieme alla sua straripante simpatia, ma niente di Lurch neanche l’ombra, Allora rimango qui nel letto, mi giro dalla parte vuota, quella che di solito è occupata da te, in compagnia della tua Assenza e di quello che rimane della tua Essenza

E fisso il vuoto cosmico, così vuoto che vedo passare il tempo e lo spazio davanti ai miei occhi ancora semichiusi, Poi all’improvviso sento tirare lo sciacquone del bagno, mi giro in direzione della porta e ti vedo apparire, ancora provata dalla riunione di gabinetto

Tu che mi guardi con gli occhi ancora assonnati, con tutti i capelli stropicciato, Infine con uno scatto felino (dovuto al freddo del mattino) ti fiondi nel letto e vieni ad abbracciarmi, Ma allora non te ne eri andata amore mio, eri solo di là in bagno, Ah che bello! Mi ero spaventato assai, poi mi ricordo che oggi sei di libero al lavoro, Allora avvicino il mio viso al tuo, apro la bocca per baciarti, ma tu indietreggi schifata, poi con fare perentorio e minacciosio mi dici:

“Ehi senti un po’ amore mio, se mi vuoi baciare, vai a lavarti i denti, arriva un odore da lì, che te lo raccomando, Fila!”

Ed io di corsa vado in bagno, mi lavo i denti e mi fiondo di nuovo nel letto con te, Ed un turbine di amore e passione ci travolge e coinvolge in un flusso di pura energia e vibrazione sessuale

E pensare che mi ero svegliato con il cuore in subbuglio, pensando che te ne eri andata senza salutare, Invece tutto si è sistemato, ora è tornato il sereno, Ora la vita ha di nuovo un senso …

IL MIO SENSO.

Viandante tu che sei in cerca di quei passi che ti condurranno sulla retta via

Viandante tu che avevi compreso il duro cammino che ti stava aspettando, ma che solo nel momento in cui lo hai intrapreso, hai percepito l’importanza del portare un tale fardello

Viandante tu che sei sulla via che ti conduce oltre le possenti colonne di pietra, cosa si cela al di là di quelle maestose colonne? Forse la tanta agognata terra promessa? O più probabilmente il tanto atteso riposo in un luogo che potrai finalmente chiamare casa…. Qualunque esso sia questo posto

Viandante tu che cammini e mentre cerchi di lasciare andare la mente, vedi scorrere davanti ai tuoi occhi il vecchio te, oramai stanco, con lo sguardo perso, con l’incedere pesante, con il cuore lacerato da una rivelazione che ti ha sconvolto la vita. Per sempre!

Viandante tu che ora rivivi quel ricordo, quell’istante in cui hai ascoltato per la prima volta la tua anima, e lei come ricompensa ti ha stravolto l’esistenza

Viandante tu che dal quel momento tutto il mondo intorno a te si è sgretolato, ed hai potuto vedere chi in realtà sei, essenza rimasta celata sotto innumerevoli maschere che hai indossato per molto molto tempo

Viandante tu che ora sei il padrone del tuo corpo, signore della tua anima, dimmi una cosa:

“Come è vivere la vita e camminare i passi che vuoi tu? È una sensazione appagante vero? Oserei dire che è illuminante! Perché ora hai realizzato cosa vuol dire Vivere in piena consapevolezza la propria esistenza.”

Allora con tutto il cuore ti auguro buon viaggio amico mio!

Ti ho sentito sai. Anche se hai fatto di tutto per non far rumore. Sei entrata in punta di piedi. Piano piano. Io ero lì seduto sprofondato sulla poltrona. Assorto nei miei pensieri. Pensavo tra me e me. Ma quando arriverà? Allora mi sono tirato un po’ su. Mi sono messo comodo. E mi sono preparato. Al tuo caldo abbraccio. Al tuo viso che si è appoggiato sulla mia spalla. E con la coda dell’occhio ho visto. I tuoi occhi sorridere. Si è così, sorridevano l’ho visto chiaramente. E quel bacio che hai stampato con ardore sulla mia guancia. Ha fatto ribollire il sangue dentro me. Ed è stato allora che ti sei seduta sulle mie gambe. Le braccia sempre ben salde intorno al mio collo. Il tuo viso appoggiato sulla spalla. E li in quel istante ricco di complicità. Si è consumato il vero amore. Abbracciati, coccolati ci siamo sentiti amati. Lì in quel momento una musica silenziosa. Ha cominciato a suonare una canzone celestiale. Che è risuonata. Con tutta la sua forza. In ogni angolo della stanza. In ogni cellula dei nostri corpi. Che al culmine della passione. Ha generato un’infinito amore.