Esterno giorno… In campo aperto…

Il Pomeriggio volge verso la sera aspetta con impazienza il momento del suo comiato, la Notte è in attesa di entrare in scena e seduta davanti allo specchio si trucca e si ammira, prende in mano lo spartito e ripassa le battute perché questa sarà una Notte speciale, due, tre colpi di tosse per schiarirsi la voce, ecco quasi ci siamo.

Nel frattempo il Pomeriggio è in fremente attesa dell’ora stabilità, in cui ci sarà il passaggio di consegne tra lui e la Notte, questa per il caro Pomeriggio sarà una sera unica, infatti ha chiesto a quella bella figliola dell’Alba un appuntamento e sorpresa sopresa lei ha detto sì!

Il Pomeriggio è talmente emozionato che non vede l’ora in cui porterà fuori a cena la sua donzella, no sul serio è cosi su di giri e con gli occhi a cuore che quasi si dimentica di guardare l’orologio! Ah l’amore!

Il nostro smemorato ha prenotato un tavolo da “Alla fine del Mondo” il miglior ristorante dell’intera galassia.

Nel frattempo la Notte che finalmente ha finito di prepararsi, si avvia al check point in cui darà il cambio al baldo giovanotto, meglio conosciuto come:

“Aitante Pomeriggio in attesa di una romantica serata, In trepidante attesa che giunga l’Alba e con essa una miriade di emozioni.”

Alle 18.00 sotto un’enorme orologio svizzero, in presenza di un tizio barbuto e piuttosto brontolone, il Pomeriggio e la Notte si danno un cinque con la mano destra che poi è il segno convenuto per il cambio della guardia.

La Notte entra in scena, controlla che tutto sia in ordine e poi accende le luci delle stelle, controlla che tutti i pianeti, tutte le costellazioni siano al loro posto e da inizio alla sfavillante serata.

Il Pomeriggio tutto di corsa si precipita a casa, e dopo una doccia veloce e due boccette di acqua di Dio, indossa il vestito per il gran appuntamento.

Un possente fischio ed ecco apparire un taxi fiammante che in un batti baleno lo porta al ristorante, dove la sua bella è già in attesa del suo arrivo.

In un abito rosso da far invidia a Jessica Rabbit (le curve sono più o meno le stesse) Alba accoglie il suo compagno con un ammaliante sorriso, lui il Pomeriggio rimane estasiato da tanta bellezza e come quel gran signore che è le bacia la mano.

I loro sguardi si incontrano a mezz’aria, sospesi in vuoto cosmico che molto presto verrà riempito da tanto Amore.

Ma prima è tempo di gustare una deliziosa cena preparata dallo chef stellato Cristus.

Poi arriverà la Notte e per i due piccioncini sarà uno di quegli appuntamenti da incorniciare.

E allora adesso lasciamoli pure da soli, lasciamo che la magia della Notte faccia il suo lavoro.

Tutti insieme a tifare per il Pomeriggio e l’Alba che sia l’inizio di una nuova ed eccitante avventura.

Shhhhhh ha inizio lo spettacolo!

No niente non ci siamo, non escono parole dalla mia bocca, si fermano un istante prima di uscire, fanno fatica a venire fuori, regna la confusione, la testa è pesante, mi devo sdraiare, appoggiare la testa su un morbido cuscino, so che mi darà sollievo, ecco dai così va meglio, ora sento le mie gambe, sono stanche, pesanti come macigni, le allungo, le distendo, va decisamente meglio, perché?

Perché all’improvviso mi percepisco come se tutto il mio essere stesse per implodere, cosa mi vuole dire questa situazione? Aspetta ora mi focalizzo sul mio fuoco sacro, lui conosce la risposta, ehi tu, mi dici per favore cosa sta succedendo? Non voglio fare stupide congetture, mi affido a te, sono in ascolto, parla pure

Silenzio, c’è silenzio, tutto tace, tutto tranne il cuore, lui batte forte nel mio petto, prima non riuscivo a sentirlo, che macchina meravigliosa ed incredibile che è, pulsa in continuazione, è sempre più insistente, mi emoziono, ho i brividi, sento il calore del sangue, sì che strano, ma è così, come posso dire, ah giusto, è bello sanguigno il mio sangue, ok ci sono, forse ho compreso, era tempo di fermarmi, di rilassarmi, me lo dico sempre “cazzo corri a fare? dietro a cosa poi? a questa frenetica realtà?”

Avevo decisamente bisogno di trovare un bel cartello con scritto STOP! Ho fatto reboot, ora, non dico che la situazione è migliorata, mentirei se lo dicessi, quel senso di inquietudine è ancora lì, si fa sentire forte, la mia inadeguatezza a questa vita c’è sempre, mi ricordo di una frase che ho sentito una volta in sogno, diceva più o meno così …

Ti sei mai fermato a pensare che forse è questa società che ha fallito? e non il contrario, no perché se fosse così, forse e dico forse, non sei tu inadeguato, ma è questa società ad esserlo, questa è la mia visione e percezione, ma siccome noi due siamo simili, anzi direi che siamo uguali, forse queste mie parole in realtà sono le tue”.

Quando sento queste parole e il potere che hanno su di me, sto meglio, sono una scossa, un brivido freddo che corre lungo la schiena e che prende tutto il mio corpo, fino a raggiungere il mio centro vitale, è la legna che serve al mio fuoco sacro per ardere, riesce ad arrivare nelle viscere più profonde del mio spirito, si fermano un attimo e poi ripartono, si espandono in me, si trasformano in centinaia, migliaia filamenti di luce, che vibrano all’infinito, che sono e diventano pura essenza del mio essere.

Soffia forte il vento sui campi di grano

C’è una strada di terra battuta che ci passa proprio in mezzo

Segui quel sentiero che sale verso la cima e una volta arrivato, noti alla tua sinistra che c’è un’entrata, non temere, oltrepassala, lo so è buio, ma è normale, è una grotta, prima di avventurarti nell’oscurità di questo luogo guarda sempre alla tua sinistra, lì all’ingresso c’è una lanterna, prendila con te

Avanza senza timore, vedrai come per incanto o forse per magia, una luce che prende vita, quando sarà bella luminosa, diverrà come un faro nella notte, ti indicherà la strada, seguila senza indugio, ti porterà ad una scala a chiocciola di pietra, ecco bravo proprio quella che hai davanti a te, scendi pure, stai contando i gradini vero?

Arrivato al gradino 72 la scala è terminata, ci sono 3 porte di legno quale prenderai? sei indeciso? ti do un consiglio, chiedi alla lanterna quale devi attraversare, lei sa cosa è giusto per te, bene ha scelto quella sulla destra, aprila vedi cosa c’è dall’altra parte

Un meraviglioso mare limpido che riflette l’azzurro del cielo ti attende a braccia aperte, una spiaggetta di sabbia soffice soffice ti invita ad accomodarti, ah visto che ci sei, puoi chiudere la porta? grazie!

Ora sei tu e questo panorama, e lo osservi con il cuore pulsante, letteralmente conquistato da tanta bellezza

Che mi dici dei tuoi occhi sognanti che si perdono a guardare quanto è grande ed immenso il mare?

Sei tu, e tutto il ben di Dio che hai intorno, sei sicuro, sei protetto, forse non era quello che pensavi quando hai iniziato quella passeggiata sul sentiero, forse pensavi di andare da qualche altra parte, ma ti sei fidato di te, del tuo istinto, hai affrontato l’oscurità di una grotta ed infine eccoti qui, in questo luogo paradisiaco, scusa cosa hai detto? ah sì hai ragione, non ce l’hai fatta da solo, per fortuna che sul tuo cammino hai trovato una compagna speciale, un’amica che ti ha indicato la giusta rotta, per fortuna che hai incontrato, la lanterna che porta al mare.

Ma dove va a finire il tempo che passa? Esiste un posto specifico in cui va a confluire oppure semplicemente si perde in qualche buco nero?

Il tempo che si esaurisce come un fiammifero, lascia andare i ricordi, si perdono nella vastità dell’infinito spazio, il tempo che una volta nel suo scorrere era lineare, mentre ora che si spegne diventa come i coriandoli che si buttano per aria a carnevale, si disperdono magari in uno di quei buchi neri di cui parlavo sopra, e vanno a finire in un qualche inceneritore ai confini più remoti della galassia

Una volta ricordo che il tempo si è fermato a fare quattro chiacchere con me, era piuttosto preoccupato, continuava a dirmi di avere cura di lui, di non buttarmi via come un ferro vecchio, perché in fondo il tempo così male proprio non è, ed io a rassicurare il tempo che non ero un tizio senza cuore, che non avrei mai permesso che succedesse una situazione del genere, ma ahimè non è stato proprio così, a volte l’ho trattato male, ho dato a lui tutte le colpe dei miei (pochi) fallimenti, mi sono arrabbiato con lui perché non era mai nel tempo giusto per quella determinata situazione, e quante imprecazioni per i suoi ritardi cronici ogni qual volta ne avevo bisogno….

Ma poi un giorno ho compreso che …

Il tempo sono io, e chi altri se non io? Io decido il tempo, io sono l’unico responsabile del mio tempo, io e soltanto io sono il colpevole del mio tempo che ho sprecato, ci dovrei finire io in qualche buco nero a bruciare dimenticato in qualche sperduto inceneritore!

Già, sarebbe un buon inizio assumermi le mie responsabilità, e che diamine mica posso sempre dare la colpa agli altri

Quindi caro amico tempo, ora che ho compreso chi in realtà sei, ti prometto che avrò cura di te, ti prometto che inizierò a fidarmi di te, e chissà forse un domani sarò anche in grado di amarti!

Già, forse chissà questa è la volta buona che sarà il tempo giusto.

Sono stato. Sì, sono stato tante vite (molte meno della gente comune però) Sono stato molti corpi, ma sempre una sola anima. Sono stato baciato da Ra il sole per secoli e secoli. Sono stato in ogni parte conosciuta di questo pianeta. Sono stato in luoghi remoti ed inaccessibili che per visitarli era necessario fare un atto di fede, in me stesso. Sono stato a bordo di astronavi che potrebbero essere considerate vere e proprie pianeti. Sono stato nel presente così a lungo, tanto che alla fine ero io stesso il qui e ora. Sono stato giudicato per le azioni che ho compiuto, ma non ho mai chiesto a nessuno di farlo, ed alla fine ho fatto sempre di testa mia, anzi di cuore mio. Sono stato in uno stato alterato che mi ha fatto catapultare in realtà e dimensioni, che sono speculari di una realtà che se solo venisse scoperta, darebbe inizio al Ragnarok. Sono stato in cima al mondo e da lì ho governato un popolo obbediente, ma ero circondato da una corte di serpi che non ha resistito alla tentazione di usurparmi il potere. Sono stato così in alto tanto che mi sono chiesto, come sarà laggiù all’inferno? Sono stato all’inferno, ed una volta giunto davanti al suo ingresso, sono stato accolto da un cane uno e trino. Sono stato avvicinato dal signore di quel luogo e quando ha visto la disperazione scolpita sul mio volto, mi ha detto.

“Benvenuto a casa, benvenuto all’inferno, dove le azioni e le situazioni sono esattamente quello che sembrano.”

No davvero, non prendetemi sul serio, sono solo uno straniero che passando di qua, si è fermato ad ammirare il cielo e colpito dalle sue virtù, ha deciso di mettere un freno al suo girovagare senza meta

Perché il mio vecchio cuore ha sentito qualcosa in questo strano posto e siccome sono un gran curiosone, ho dato retta all’istinto sempre arguto del mio amato amico cuore

Così mi ritrovo un po’ stranito, ma anche molto incuriosito in una terra a me sconosciuta, dove di giorno c’è fin troppo rumore, ma poi al calar della sera, arriva madame notte

E son sempre grandi chiacchierate quelle al chiaro di luna, io vecchio orso brontolone, bisognoso di compagnia, rivolgo i miei pensieri troppo audaci ad orecchie che sanno ascoltare

Sussurro i miei segreti più importanti, i segreti di uno straniero che nel suo girovagare si è scoperto innamorato di questo mondo un po’ troppo caotico e bizzarro

E che ha deciso di raccontare questo amore ad un cielo stellato

Quindi non prendetemi troppo sul serio

È che l’amore si sa, ti porta a fare cose che non hanno niente a che fare con la logica umana.