Che ore sono?

È quasi mezzanotte

Ma non è troppo tardi sai

Che tempo fa fuori? Sta forse piovendo?

A dire il vero ha iniziato a nevicare

Sei sorpreso eh

Se ti affacci alla finestra e tiri le tende, puoi vedere con i tuoi occhi questo miracolo

Nel silenzio di questa notte anche i fiocchi di neve intonano una sinfonia che lascia senza fiato

Coraggio dai alzati dal letto e guarda

Che ne dici eh, è entusiasmante vero? Ti viene voglia di urlare a squarciagola la tua gratitudine

Ma è meglio di no, non vorrai spaventare quei meravigliosi, delicati fiocchi di neve

Lasciali cadere al suolo, lasciali posare sugli alberi, sul prato di casa, lasciali fare la loro magia

In cambio vogliono solo una cosa da te, che tu li guardi come quando eri un bambino, e rimanevi a bocca aperta davanti a questo spettacolo

Esatto amico mio, cerca dentro di te quel fanciullo e fallo avvicinare alla finestra con te

Prendilo per mano, non avere timore, dai su forza, non farti problemi

… E guarda con occhi pieni di vita la vita stessa che si manifesta davanti a te

Questo è quello che io chiamo, il grande circolo del rinnovamento eterno che non avrà mai fine

Almeno fino a quando non cesserà di nevicare.

Se penso a quando ero piccolo, il primo ricordo che arriva riguarda mio nonno, nel suo orto a lavorare la terra, era un uomo di poche parole, un po’ burbero, aveva fatto la guerra e sapeva un po’ di cose sulla vita, per me lui era un esempio, tutto d’un pezzo, mi piaceva stare li vicino a giocare con la palla o a correre nel piccolo prato adiacente all’orto, ero al sicuro, sapevo che niente mi sarebbe mai successo, perché li a pochi metri da me c’era il mio angelo custode

Ci sarebbero tanti aneddoti tanti ricordi legati a noi due, ma a dire il vero sono geloso di quei momenti e me li tengo per me, quello che voglio condividere è l’amore incondizionato che provavo per il nonno e che lui provava per me, mai una parola fuori posto, mai esagerato nelle sue reazioni dopo una mia marachella, il fatto è che potevo combinare tutti i casini del mondo o fare una grande cazzata, tanto ero sicuro che lui mi avrebbe sempre accolto a braccia aperte, senza giudicare

Quanto mi manca quel bambino, che si divertiva a scorrazzare nel prato e quanto manca il “mio” nonno a quel a bambino.