C’è la pasta al ragù che oramai è pronta, c’è la bottiglia di vino sul tavolo, c’è il bicchiere vuoto, ma ancora per poco, c’è il pane, mordibo e saporito pronto per essere tagliato, ci sono le posate e il tovagliolo pulito, rimarrà tale anche dopo il ragù?

C’è il Bombetta che dopo un estenuante giornata di lavoro come direttore alle vendite di una nota marca di lavatrice (di cui non si può dire il nome perché il bombetta non vuole) non vede l’ora di sedersi e gustare con la giusta dose di voracità, il suo strameritato piatto di pasta al ragù, magari fare anche il bis!

E come dolce c’è il tiramisù della Gisella, lei l’unica che riesce a tirarlo su come nessuna donna ha mai fatto, la Gisella è la pasticceria con la P maiuscola per eccellenza

È giusto sottolineare che la Gisella ha iniziato a sfornare deliziosi tiramisù fin dalla tenera età, erano autentici capolavori, ed è grazie a questo talento nell’arte del tiramisù, che aveva conquistato il cuore del Bombetta fin dai tempi delle scuole medie

La Gisella e il tiramisù, due dei tre grandi amori del Bombetta, ma uno dei due aveva un posto speciale nel suo cuore, e credo che avrete intuito a cosa mi riferisco

Ma torniamo per un attimo al momento in cui il Bombetta si siede a tavola, prende il pane e lo spezza in due e prima di mangiare un boccone rende grazie a Dio, poi eccolo che si versa un po’ di vino nel bicchiere, ancora un po’, ecco così può bastare, e voilà giù tutto in un fiato, appena posato il bicchiere vuoto sul tavolo, i suoi occhi vengono rapiti da una visione celestiale, un piatto bello fumante di pasta al ragù, eccolo il terzo amore del Bombetta che si palesa davanti a lui, nelle mani salde e sicure di quella santa donna della Gisella, la sua adorata moglie da quasi 30 anni, un applauso accompagna l’entrata in scena della pietanza, il Bombetta è in estasi, si fionda sul piatto con la forchetta nella mano sinistra, un pezzo di pane grande come la Groenlandia nella destra, e poi ha inizio il rituale quotidiano della cena a casa Bombetta

Inutile dirvi che c’è stato un bis, e ci sarebbe stato molto probabilmente anche il tris, ma come dolce c’era il tiramisù e quindi il Bombetta ha pensato bene di non esagerare con il primo

Per farla breve il tiramisù della Gisella era spaziale, come confermato dal possente rutto finale emesso dal Bombetta, era così pieno e sazio che ha rinunciato al suo Fernet branca!

Una volta terminata la cena il bombetta si è sdraiato sul divano, e dopo circa 10 secondi già dormiva con un espressione felice sul volto

Chissà forse stava sognando di trovarsi in un mondo dove tutto era fatto di pasta al ragù e tiramisù!

Ah caro Bombetta continua a sognare, che i sogni come questi purtroppo per te, sono destinati a rimare tali.

P. S. : Forse vi state chiedendo che fine abbia fatto la Gisella, no?

Bene state tranquilli, ha cenato regolarmente in compagnia del marito, poi una volta finito le pulizie in cucina si è accomodata sul divano con il suo amato consorte, ha preso il telecomando e si è guardata l’ultima puntata di Masterchef, con quel gran figo del Bastianich, che le fa battere forte forte il suo cuore, ed ogni volta si ritrova a pensare:

“Oh quanto mi piacerebbe fargli assaggiare una fetta del mio tiramisù a quel bel pelato!”

Insomma, c’è chi sogna ad occhi aperti come la Gisella e chi invece come il Bombetta sogna beatamente tra le braccia di Morfeo.

Ci sono delle notti in cui i posti che visito sono così belli, così autentici che vorrei rimanere per sempre in quei luoghi.

Questa notte è stata una di quelle notti.

Non so se è stata la neve che ha iniziato a scendere verso mezzanotte, che ha zittito il fastidioso rumore dei pneumatici sull’asfalto. Credo di sì, è stata la neve, è come se avesse fermato il tempo, messo sull’attenti il mondo intero.

E così sono andato a dormire sognando di camminare su una strada di terra battuta.

Guardavo il cielo grigio e pensavo anzi speravo di vedere nevicare, cosa che qualche minuto dopo è accaduto. Ora immaginate un panorama di questo tipo, alberi innevati, colline innevate, la strada che sto percorrendo innevata, bello vero?

Io in mezzo alla natura mentre sta nevicando, lasciatemelo dire. È UNA FIGATA PAZZESCA!!!

Non volevo più tornare indietro, quel magico luogo era reale, lo sentivo sotto ai piedi, lo sentivo dai fiocchi di neve sul mio volto. Per quale motivo avrei dovuto svegliarmi? Per quale motivo dovevo tornare alla vita di prima? Ma soprattutto chi decide cosa è giusto oppure no?

Così ho urlato al sogno di tenermi in questo posto, mi sono rotolato nella neve per dimostrare che ci tenevo veramente, mi sono persino nascosto dietro ad un albero, pensando di farla franca.

Ma niente il sogno non mi ha ascoltato, o forse non sono stato convincente fino in fondo, forse non ci ho creduto per davvero. Eppure a me sembrava di sì.

Morale della favola, anzi morale del sogno, mi sono svegliato nel mio letto, con una pesantezza incredibile e zero voglia di questo mondo.

Poi mi sono alzato dal letto ed ho aperto le persiane, la neve ci aveva dato dentro di brutto, tutto il panorama circostante era sommerso da un bianco mantello.

Bello per carità, però quanto vorrei tornare nel sogno, in quel luogo in cui il respiro della vita era così leggero che sembrava come un fiocco di neve che scende giù dal cielo.

No davvero, non prendetemi sul serio, sono solo uno straniero che passando di qua, si è fermato ad ammirare il cielo e colpito dalle sue virtù, ha deciso di mettere un freno al suo girovagare senza meta

Perché il mio vecchio cuore ha sentito qualcosa in questo strano posto e siccome sono un gran curiosone, ho dato retta all’istinto sempre arguto del mio amato amico cuore

Così mi ritrovo un po’ stranito, ma anche molto incuriosito in una terra a me sconosciuta, dove di giorno c’è fin troppo rumore, ma poi al calar della sera, arriva madame notte

E son sempre grandi chiacchierate quelle al chiaro di luna, io vecchio orso brontolone, bisognoso di compagnia, rivolgo i miei pensieri troppo audaci ad orecchie che sanno ascoltare

Sussurro i miei segreti più importanti, i segreti di uno straniero che nel suo girovagare si è scoperto innamorato di questo mondo un po’ troppo caotico e bizzarro

E che ha deciso di raccontare questo amore ad un cielo stellato

Quindi non prendetemi troppo sul serio

È che l’amore si sa, ti porta a fare cose che non hanno niente a che fare con la logica umana.

La decisione riguarda il fiume

Che intanto beatamente se ne frega e continua a svolgere il suo compito

A dire il vero per il fiume questo è puro divertimento

È l’uomo che è convinto da sempre di sapere cosa è meglio per il fiume

Ma il fiume non sta ad ascoltare chi ne sa meno di lui, non inizia nemmeno a giocare ad un gioco che semplicemente non ha motivo di esistere

È l’uomo che ha la presunzione di pensare che l’ultima parola spetti a lui

Ma il fiume sotto sotto se la ride e se la gode

Perché arriverà il giorno in cui l’uomo non abitera più queste terre

Mentre il fiume che è saggezza e equilibrio, trasparente realtà di come la natura ha sempre l’ultima parola

Sarà ancora qui. Sarà sempre qui

Per l’eternità.

Foto presa dal web, Fiume Isonzo.

Panni stesi a gocciolare

… E poi contare ogni singola goccia caduta

Il panorama delle stoviglie ancora lì dalla sera prima

Il dolce e rassicurante suono di un giradischi

Con una musica che per certo è assolutamente divina

Il rumore che fanno le persiane quando vengono aperte

La finestra spalancata sul mondo

Che di riflesso ti manda. Il lento ed inesorabile sapore del mattino

Quella estrema facilità con cui il sole fa capolino per il primo caldo saluto

La sedia che striscia sul pavimento nel momento in cui la sposti dal tavolo

Tu che ti accomodi e ti avvicini al tavolo portandoti appresso la sedia

Il profumo del caffè che solennemente esce fuori dalla caffettiera

Che ti fa sospirare ed apprezzare ancor di più la situazione

Le tue mani intrecciate che giocano tra di loro

Quello sbadiglio di chi sa che tutto questo è ciò che chiami casa

E ti rimane una cosa sola da fare

Un’unica ma fondamentale azione per far si che tutto sia perfetto

Alzarti dal letto ed iniziare a vivere questa emozione che ti sei immaginato.

Quel continuo ondeggiare su e giù, fluttuante andirivieni di lontana memoria, ondivaga espressione delle verità ineluttabili del tuo costante disinteresse nei confronti delle regole preimpostate di questa malsana società, di cui tu sei da sempre estremo oppositore, che sfocia in un estremismo che indosso a te, diventa la sublimazione della pura e semplice libertà.

Quel continuo danzare una musica antica di cui solo tu conosci l’origine, reminiscenza delle vite vissute, ancestrali ricordi della tua anima antica, che appena chiudi gli occhi, vedi scorrere segmento dopo segmento, come lo scorrere di un vecchio film in bianco e nero, tu ne hai il pieno e totale controllo. E lo ammiri e lo rivivi, e lo senti su di te come una seconda pelle. E sai che ti appartiene, e sai che sei tu, e lo custodisci gelosamente in fondo al tuo cuore.

Quel continuo che è LA vita, la tua. Ma che può diventare la mia, e allora io ti chiedo un enorme favore. Spiegami come si fa ad essere una stella luminosa come lo sei tu.

Una foglia che vola sospinta dal vento

Si lascia trasportare senza un lamento

Sinuosa si muove lungo il percorso

Sospinta con passione dal vento

Leggera come solo una foglia può essere

Vaga in cerca di un posto da chiamare casa

E così dopo un lungo girovagare

Vede un’immensa quercia che le fa l’occhiolino

Di tutta risposta la foglia si agita e si gira su se stessa

Per far capire il suo gradimento alla quercia che la osserva

A questo punto rallenta il suo volo

Saluta e ringrazia il vento

E si appoggia dolcemente ai piedi dell’albero

Con grande sorpresa vede intorno a lei centinaia di altre foglie

Quella è la conferma che il suo viaggio è giunto alla sua conclusione

Ora può assaporare il dolce riposo

Circondata dalle foglie sue sorelle

Coccolata ed accudita dall’amore della sua madre quercia.

Un violino che suona

Una musica che ti cattura

Ti prende per mano

E ti porta via con sé

Si libra in volo come un aquila

Veleggia in terre selvagge

Sopra un immenso cielo azzurro

Gioca con le nuvole

E poi su sempre più in alto

Sempre più musica

Sempre più libera

Una virtuosa sensazione di infinito

Senza catene

Senza l’assillo della mente

Un’emozione di note

Un caleidoscopio di colori

Un’estasi di energia

Tutto racchiuso

In un assolo di violino

Che ti prende per mano

Ti porta a viaggiare

In un tempo senza eguali

In cui puoi percepire

L’essenza senza conflitti

Della vibrazione universale

Di un violino che è la melodia

Della vita che si anima

Di un’autentica magia.

Se penso a quando ero piccolo, il primo ricordo che arriva riguarda mio nonno, nel suo orto a lavorare la terra, era un uomo di poche parole, un po’ burbero, aveva fatto la guerra e sapeva un po’ di cose sulla vita, per me lui era un esempio, tutto d’un pezzo, mi piaceva stare li vicino a giocare con la palla o a correre nel piccolo prato adiacente all’orto, ero al sicuro, sapevo che niente mi sarebbe mai successo, perché li a pochi metri da me c’era il mio angelo custode

Ci sarebbero tanti aneddoti tanti ricordi legati a noi due, ma a dire il vero sono geloso di quei momenti e me li tengo per me, quello che voglio condividere è l’amore incondizionato che provavo per il nonno e che lui provava per me, mai una parola fuori posto, mai esagerato nelle sue reazioni dopo una mia marachella, il fatto è che potevo combinare tutti i casini del mondo o fare una grande cazzata, tanto ero sicuro che lui mi avrebbe sempre accolto a braccia aperte, senza giudicare

Quanto mi manca quel bambino, che si divertiva a scorrazzare nel prato e quanto manca il “mio” nonno a quel a bambino.