Scottogatto subito dopo cena come sua abitudine uscì di casa per la solita camminata al chiaro di luna, la temperatura gradevole unita ad un venticello che gli accarezzava i baffi, tanto da fargli spuntare un malizioso sorriso, erano la compagnia perfetta, quella di cui lui aveva bisogno. E così mentre camminava con leggiadria su un sentiero di terra battuta non lontano da casa, a Scottogatto tornò alla mente una filastrocca che il suo amato padre usava raccontare nelle notti buie di luna piena. Un brivido di freddo percorse tutto il suo minuto corpo, e fece irrigidire i suoi adorati baffi.

Quella filastrocca è meglio lasciarla ben sepolta nei miei ricordi, farfugliò alla notte e al vento il buon Scottogatto, porta una sfiga che è meglio evitare! Il mio caro amico Cantacane si è rotto un braccio e una gamba un attimo dopo averla cantata, per non parlare del panettiere che ci ha lasciato le penne! No no no e ancora no! Vattene via fetente d’una filastrocca, devo assolutamente pensare a qualcos’altro.

Neanche il tempo di finire la frase nella sua testa, che Scottogatto si accorse di aver camminato un po’ troppo, di essersi spinto ben oltre l’abituale percorso, ma dove sono finito si domandò? In più l’oscurità ora era la padrona di casa. E come se non bastasse non aveva con sé la sua torcia, l’aveva dimenticata sul tavolo di casa!

“Uno esce a fare due passi per digerire in santa pace la cena e per colpa di una vecchia filastrocca si perde, ma che razza di scherzo è questo?”

Le parole uscirono dalla sua bocca senza il benché minimo avviso, sorprendendo lo stesso Scottogatto, caspita la situazione deve essere proprio delicata, rimuginò tra sé e sé, come posso uscire da questo momento e tornare a casa senza rischiare nulla?

Ehi tu strano umano con dei baffi davvero notevoli, io forse conosco la soluzione migliore, la vuoi sentire caro umano baffuto?”

Scottogatto rimase sorpreso, anzi interdetto, non poteva credere ai suoi occhi, davanti a lui c’era una stella! Una stella che dal cielo era scesa per aiutarlo, non si era mai vista una cosa del genere, questo è un miracolo pensò il caro umano baffuto.

La stella si presentò, disse di chiamarsi Starlight (ma pensa te eh) poi aggiunse le seguenti parole:

Devi sapere che ogni essere vivente dell’universo ha la sua stella, dal cielo vi osserviamo e vi aiutiamo ogni volta che è possibile e ogni volta che ci è concesso, come avrai intuito io sono la tua! Devi anche sapere che ti seguo tutte le sere quando esci a fare la tua camminata proprio per assicurarmi che non ti succeda niente di brutto, ma stasera è successo qualcosa di stano, ti sei distratto oltremodo per qualcosa che ti turbava e così ti sei perso, anzi per un attimo ti ho perso anch’io! Ero nel panico più totale, ma poi ho sentito la tua voce e sono riuscita a ritrovarti, ma è stato bruttissimo perché credevo ti fosse successo qualcosa beh dai hai capito!

Ora stammi a sentire, ecco cosa faremo, io ti indicherò la strada da seguire, tu non perdermi mai di visto ok? È fondamentale che il tuo sguardo e la tua attenzione siano sempre su di me

Fammi un cenno con la testa se è tutto chiaro.

Bene! Ah un’ultima cosa, non parlare, non dire una parola, è fondamentale per la buona riuscita!”

E così ebbe inizio il viaggio di ritorno della strana coppia, Scottogatto seguiva ad una distanza di 5 piedi circa la stella, lei ogni tanto si voltava per assicurarsi che fosse tutto ok, e dopo circa 15 minuti ecco che la strada battuta si incominciò ad intravvedere, alla sua vista Scottogatto lanciò un urlo di gioia, ce l’avevano fatta!

Scottogatto era così felice che cercò invano di abbracciare Starlight, ma ovviamente questo non era possibile, allora chiese alla stella di accompagnarlo nel tragitto verso casa, lei acconsentì e fecero insieme un bel pezzo di strada fino alla casa di Scottogatto

Una volta giunti a destinazione i due erano ormai diventati grandi amici, d’altronde l’avventura che avevano vissuto era stata davvero notevole, Scottogatto fece una proposta alla stella, ogni volta che lui fosse uscito a fare due passi, lei lo avrebbe raggiunto ed insieme avrebbero camminato come due ottimi amici, inutile dire che Starlight accettò con entusiasmo la proposta, si salutarono e si diedero appuntamento alla sera successiva.

Quella sera ebbe inizio una grande amicizia ed io cari amici sono un po’ invidisio del loro legame speciale, vorrei anch’io incontrare e diventare amico della mia stella, sapete cosa vi dico, siccome ho finito di cenare esco a fare due passi, magari potrebbe essere la mia sera fortunata.

Quel continuo ondeggiare su e giù, fluttuante andirivieni di lontana memoria, ondivaga espressione delle verità ineluttabili del tuo costante disinteresse nei confronti delle regole preimpostate di questa malsana società, di cui tu sei da sempre estremo oppositore, che sfocia in un estremismo che indosso a te, diventa la sublimazione della pura e semplice libertà.

Quel continuo danzare una musica antica di cui solo tu conosci l’origine, reminiscenza delle vite vissute, ancestrali ricordi della tua anima antica, che appena chiudi gli occhi, vedi scorrere segmento dopo segmento, come lo scorrere di un vecchio film in bianco e nero, tu ne hai il pieno e totale controllo. E lo ammiri e lo rivivi, e lo senti su di te come una seconda pelle. E sai che ti appartiene, e sai che sei tu, e lo custodisci gelosamente in fondo al tuo cuore.

Quel continuo che è LA vita, la tua. Ma che può diventare la mia, e allora io ti chiedo un enorme favore. Spiegami come si fa ad essere una stella luminosa come lo sei tu.

Siamo qui, siamo noi, ci siamo quasi tutti, manca qualcuno, sai chi è quello che manca???? TU!

Sei l’anello mancante, una parte di un disegno così complesso che l’uomo non può e non deve decifrare, solo ammirare, solo contemplare

I giorni della settimana, le case dell’oroscopo con i segni zodiacali, è come un dipinto, il dipinto della creazione, che è perfezione, che è il tutto manifesto, in un mondo, quello umano, Beh TU lo sai giusto?

L’Imperfezione come una via,come unica soluzione all’annoso problema, non vi è ritorno da ciò che è stato stabilito all’inizio, prestabilito che l’essere umano ci è inferiore, per il semplice fatto che è nostra creazione, plasmato nelle menti di chi siede e presiede questa assemblea, ognuno di noi ha fatto la sua parte, ognuno ha dato un qualcosa, un tassello per ognuno di noi, da mettere nell’insieme di una creatura imperfetta e poco divina, L’UOMO.

Inutile ora rivangare gli errori commessi, inutile ora parlare di questo e di quello che non funziona, realtà che incontrano altre realtà, informazioni che si mescolano con altre informazioni, confusione a tutti i livelli, c’è troppa linearità nella vita dell’uomo, c’è troppa e bisogna togliere la erre per poter dare un barlume di speranza a questa versione di noi stessi

Perché abbiamo scelto questo modo? Perché abbiamo deciso di fare le cose in questo modo? Oh tu lo sai, anche se i ricordi sono un po’ confusi ed ancora in divenire, tu eri lì, eri già stato tradito una volta, stavi per essere tradito di nuovo, promesse non mantenute, generano grandi tumulti, vendette, tremende vendette

Esilio forzato nel deserto di un luogo che con il tempo hai potuto chiamare casa, ma ti è costato molto tutto ciò, il prezzo da pagare è stato altissimo, così come altissimo sul trono eri tu ai tempi della tua gloria, ricordi quei giorni? TU ci hai messo la faccia lassù e te ne siamo grati!!!

Quel posto lontano che per te era casa viveva tempi di incertezza, la corte del re era piena di cupidigia, il re troppo debole e poco propenso all’azione, i principi o principì stavano cadendo in disuso, serviva l’azione, serviva qualcuno che avesse il coraggio di osare, di prendere l’iniziativa, così è stato che un principe ha dato inizio alla ribellione e salito sul trono voleva cambiare il fato del suo popolo, che poi è il fato stesso della creazione, perché diciamocela tutta, sodoma e gomorra era una litigata tra adolescenti in confronto a quello che stava succedendo a quei tempi alla corte del debole re.

Stiamo saltando un po’ qua e un po’ là vero? La storia non è lineare tu lo sai, proprio tu che dal tuo pianeta hai ATTRAVERSATO innumerevoli insidie, pericoli di cui nemmeno tu eri a conoscenza, solo per arrivare su un pianeta, risorto da poco a nuova vita, solo da poter chiamare casa e per un po’ così è stato, quanti ricordi vero?

Ma ora che tutto questo è stato, che il processo è in atto, direi irreversibile, sei pronto a tornare da noi?

Un’ultima cosa, tu che hai fatto quello che hai fatto, che sei stato usurpato ed esiliato, che sei stato spogliato del tuo trono, che hai compreso quale senso è il senso giusto, che sei temuto così tanto che i tuoi avversari si scansano ed evitano la sfida, che custodisci segreti che possono fare male, che sei stato altissimo sul trono e che ora non cerchi un trono perché hai trovato alleati sinceri con cui condividere battaglie e vincere le guerre, sei pronto a tornare con noi?

TU che riconosci chi è meritevole e chi invece porta con sé intenzioni poco sincere, TU che hai sperimentato su di te tutte le imperfezioni dell’essere umano, non sei stato il primo a farle eh, mah a differenza di altri sei andato fino alla fine, come un abile giocatore, hai scoperto il bluff che si cela dietro a questo gioco secolare della vita

Ora i tempi sono i tempi che da tempo si stavano aspettando, nuovi alleati all’orizzonte, vecchi amici che tornano per rinsaldare una volta e per sempre i legami

Saluta chi devi salutare, ricorda chi va ricordato, infine accendi la fiamma dorata che scorre nelle tue vene, indossa vestiti comodi, prendi gli attrezzi adatti a ciò che dovrai fare, porta con te le emozioni del tuo passato, sia belle, sia brutte (ah la dualità!)

Ricorda IL PASSATO È IL FUTURO, quanto al presente beh, quello esiste perché è il ciambellano degli altri due e deve fare la sua parte
TU, ahhhh che bello ritrovarti ora, che gioia per noi averti con noi, io che di questo consiglio, sono in questa sacra occasione il fortunato ed onorato oratore, ti porgo i miei saluti a di tutti i presenti

Prima della conclusione di questa breve comunicazione ho solo una domanda da porti…..

Ricordi il tuo nome??

Mi sveglio da un sogno che non è un sogno, sono ancora nel mio letto con gli occhi che non ne vogliono sapere di stare aperti, mi sento ancora tutto stropicciato, cercho di distendermi, ma niente il mio corpo non collabora, come se fosse autonomo da me ritorna in posizione fetale, perché lì lui sta bene e non gli interessa di cosa voglio io!

Allora un sorriso si stampa sul mio viso, come a voler dire “ok hai vinto tu, rimaniamo ancora un po’ qui”

Ed è lì in quello stato di rincoglionimento totale che mi ricordo del sogno che non era un sogno, del posto in cui sono stato e che ho riconosciuto, della gente che ho incontrato, delle sensazioni che ho provato sulla pelle e che mi hanno fatto sentire vivo, di quella persona che appena ho visto mi ha fatto emozionare, il suo abbraccio che tanto mi è mancato e che mi ha scaldato il cuore, le parole che mi ha detto, quasi sussurrate, parole che sono solo mie e di nessun altro, quella passeggiata nei giardini del parco e nelle vie della città sempre in compagnia di qursto prezioso amico, respirando aria di casa, respirando le inebrianti sensazioni del mattino che piano piano facevano breccia in questo posto di pura magia, ah che meraviglia!

Abbracciare metaforicamente e cullare tra le braccia questo posto, che vorrei portare con me, ma ahimè non è possibile, ho voglia di restare e non tornare, ma una forza a me sconosciuta mi sta richiamando, è tempo di tornare in quella dimensione, in una realtà che si chiama vita!

E così mi sveglio nel mio letto tutto stropicciato e poco propenso ad alzarmi, già so che alla fine mi alzerò, ma dentro di me conosco la verità, quella in cui mi sono sentito vivo, quella in cui mi sono sentito amato, quella in cui mi sono sentito a casa.

Sogni antichi che turbano le mie notti, di giganteschi universi che collassano, che si scontrano, di enormi esplosioni che generano milioni di detriti. Galassie lontane e remote che muoiono, infinite dimensioni che cessano di esistere, il passato che viene riscritto in continuazione.Vedo centinaia anzi migliaia di immagini di vite vissute, che vengono cancellate per sempre. Così al mattino i nostri ricordi, le nostre memorie, non sono le stesse che abbiamo portato con noi a dormire la sera prima. Succede di notte, quando l’attività onirica è padrona del tempo presente nei sogni. È lì che avviene il rimescolamento delle carte, il mazzo viene buttato per aria e niente è uguale a prima, è stato modificato per sempre. Così noi possiamo avere il ricordo di una gita di quando eravamo adolescenti, di cui non avevamo memoria. Il Passato si può riscrivere eccome. Viene riscritto in continuazione ogni notte e lasciato morire in enormi buchi neri, che inghiottiscono il tempo che fu e che non sarà mai più. E così che accade quello che io chiamo. La nascita, la vita e la morte degli errori senza nome, della caleidoscopica visione della vita.