Sogni antichi che turbano le mie notti, di giganteschi universi che collassano, che si scontrano, di enormi esplosioni che generano milioni di detriti. Galassie lontane e remote che muoiono, infinite dimensioni che cessano di esistere, il passato che viene riscritto in continuazione.Vedo centinaia anzi migliaia di immagini di vite vissute, che vengono cancellate per sempre. Così al mattino i nostri ricordi, le nostre memorie, non sono le stesse che abbiamo portato con noi a dormire la sera prima. Succede di notte, quando l’attività onirica è padrona del tempo presente nei sogni. È lì che avviene il rimescolamento delle carte, il mazzo viene buttato per aria e niente è uguale a prima, è stato modificato per sempre. Così noi possiamo avere il ricordo di una gita di quando eravamo adolescenti, di cui non avevamo memoria. Il Passato si può riscrivere eccome. Viene riscritto in continuazione ogni notte e lasciato morire in enormi buchi neri, che inghiottiscono il tempo che fu e che non sarà mai più. E così che accade quello che io chiamo. La nascita, la vita e la morte degli errori senza nome, della caleidoscopica visione della vita.

Se penso a quando ero piccolo, il primo ricordo che arriva riguarda mio nonno, nel suo orto a lavorare la terra, era un uomo di poche parole, un po’ burbero, aveva fatto la guerra e sapeva un po’ di cose sulla vita, per me lui era un esempio, tutto d’un pezzo, mi piaceva stare li vicino a giocare con la palla o a correre nel piccolo prato adiacente all’orto, ero al sicuro, sapevo che niente mi sarebbe mai successo, perché li a pochi metri da me c’era il mio angelo custode

Ci sarebbero tanti aneddoti tanti ricordi legati a noi due, ma a dire il vero sono geloso di quei momenti e me li tengo per me, quello che voglio condividere è l’amore incondizionato che provavo per il nonno e che lui provava per me, mai una parola fuori posto, mai esagerato nelle sue reazioni dopo una mia marachella, il fatto è che potevo combinare tutti i casini del mondo o fare una grande cazzata, tanto ero sicuro che lui mi avrebbe sempre accolto a braccia aperte, senza giudicare

Quanto mi manca quel bambino, che si divertiva a scorrazzare nel prato e quanto manca il “mio” nonno a quel a bambino.