Lascia andare.Tutto

Non trattenere. Tutto.

È così materiale. Tutto.

Non ti appartiene. Tutto.

È un concetto errato.Tutto.

È effimero. È il morso della mela. È l’isola che non c’è.

È al di fuori di te.

A te che importa tutto. Se hai te stesso.

L’amore per te stesso.

Il Tutto è oblio impersonale di distorti messaggi che ti costringono a guardare all’esterno di te.

Che è il nulla.

Che è fallace struttura di una realtà proiettata dall’inganno della mente.

Lascia andare. Tutto.

Lascia al vento. Lascia alla terra. Il Tutto.

Lascia andare un peso che erroneamente credevi ti appartenesse.

Ora che ne sei consapevole non è più così importante il Tutto. Vero?

Hai te stesso e questo è ciò di cui hai bisogno.

Da questo istante e per sempre.

ÀMATI.

P. S. : Questo scritto è per una persona che sta passando un momento non proprio felice, che sia un augurio per ritrovare presto il sereno nella sua vita.

Quel continuo ondeggiare su e giù, fluttuante andirivieni di lontana memoria, ondivaga espressione delle verità ineluttabili del tuo costante disinteresse nei confronti delle regole preimpostate di questa malsana società, di cui tu sei da sempre estremo oppositore, che sfocia in un estremismo che indosso a te, diventa la sublimazione della pura e semplice libertà.

Quel continuo danzare una musica antica di cui solo tu conosci l’origine, reminiscenza delle vite vissute, ancestrali ricordi della tua anima antica, che appena chiudi gli occhi, vedi scorrere segmento dopo segmento, come lo scorrere di un vecchio film in bianco e nero, tu ne hai il pieno e totale controllo. E lo ammiri e lo rivivi, e lo senti su di te come una seconda pelle. E sai che ti appartiene, e sai che sei tu, e lo custodisci gelosamente in fondo al tuo cuore.

Quel continuo che è LA vita, la tua. Ma che può diventare la mia, e allora io ti chiedo un enorme favore. Spiegami come si fa ad essere una stella luminosa come lo sei tu.

Una foglia che vola sospinta dal vento

Si lascia trasportare senza un lamento

Sinuosa si muove lungo il percorso

Sospinta con passione dal vento

Leggera come solo una foglia può essere

Vaga in cerca di un posto da chiamare casa

E così dopo un lungo girovagare

Vede un’immensa quercia che le fa l’occhiolino

Di tutta risposta la foglia si agita e si gira su se stessa

Per far capire il suo gradimento alla quercia che la osserva

A questo punto rallenta il suo volo

Saluta e ringrazia il vento

E si appoggia dolcemente ai piedi dell’albero

Con grande sorpresa vede intorno a lei centinaia di altre foglie

Quella è la conferma che il suo viaggio è giunto alla sua conclusione

Ora può assaporare il dolce riposo

Circondata dalle foglie sue sorelle

Coccolata ed accudita dall’amore della sua madre quercia.

Sogni antichi che turbano le mie notti, di giganteschi universi che collassano, che si scontrano, di enormi esplosioni che generano milioni di detriti. Galassie lontane e remote che muoiono, infinite dimensioni che cessano di esistere, il passato che viene riscritto in continuazione.Vedo centinaia anzi migliaia di immagini di vite vissute, che vengono cancellate per sempre. Così al mattino i nostri ricordi, le nostre memorie, non sono le stesse che abbiamo portato con noi a dormire la sera prima. Succede di notte, quando l’attività onirica è padrona del tempo presente nei sogni. È lì che avviene il rimescolamento delle carte, il mazzo viene buttato per aria e niente è uguale a prima, è stato modificato per sempre. Così noi possiamo avere il ricordo di una gita di quando eravamo adolescenti, di cui non avevamo memoria. Il Passato si può riscrivere eccome. Viene riscritto in continuazione ogni notte e lasciato morire in enormi buchi neri, che inghiottiscono il tempo che fu e che non sarà mai più. E così che accade quello che io chiamo. La nascita, la vita e la morte degli errori senza nome, della caleidoscopica visione della vita.