Assenza di te, quella fragranza fatta del nulla più assoluto, Il tuo lato del letto è vuoto, te ne sei andata, ma quando è successo? Non ti ho sentito, sicuramente è colpa mia, sai stanotte ero su Andromeda, a combattere dei mostri a cinque teste, sedici gambe e che al posto delle mani avevano delle sciabole, ma tranquilla eh, alla fine con l’aiuto di Capitan Harlock, li abbiamo fatti fuori

Dunque, dove eravamo rimasti? Ah sì, ora ricordo, Essenza, la tua che se ne è andata via, insieme a te, lasciando solo la scia del tuo odore, Non mi hai mandato nemmeno una faccina, con gli occhi a cuore su WhatsApp, questo si che è un colpo basso mia cara, Ancora assonnato mi rigiro nel letto, nessuna voglia di alzarmi, guardo la mia sveglia di Doctor Who, sono le 7.22, È presto, troppo presto anche per rimanere da solo nel letto, che fare?

Ci vorrebbe un maggiordomo, tipo il mio amato Lurch che mi porta un buon caffè nero fumante, insieme alla sua straripante simpatia, ma niente di Lurch neanche l’ombra, Allora rimango qui nel letto, mi giro dalla parte vuota, quella che di solito è occupata da te, in compagnia della tua Assenza e di quello che rimane della tua Essenza

E fisso il vuoto cosmico, così vuoto che vedo passare il tempo e lo spazio davanti ai miei occhi ancora semichiusi, Poi all’improvviso sento tirare lo sciacquone del bagno, mi giro in direzione della porta e ti vedo apparire, ancora provata dalla riunione di gabinetto

Tu che mi guardi con gli occhi ancora assonnati, con tutti i capelli stropicciato, Infine con uno scatto felino (dovuto al freddo del mattino) ti fiondi nel letto e vieni ad abbracciarmi, Ma allora non te ne eri andata amore mio, eri solo di là in bagno, Ah che bello! Mi ero spaventato assai, poi mi ricordo che oggi sei di libero al lavoro, Allora avvicino il mio viso al tuo, apro la bocca per baciarti, ma tu indietreggi schifata, poi con fare perentorio e minacciosio mi dici:

“Ehi senti un po’ amore mio, se mi vuoi baciare, vai a lavarti i denti, arriva un odore da lì, che te lo raccomando, Fila!”

Ed io di corsa vado in bagno, mi lavo i denti e mi fiondo di nuovo nel letto con te, Ed un turbine di amore e passione ci travolge e coinvolge in un flusso di pura energia e vibrazione sessuale

E pensare che mi ero svegliato con il cuore in subbuglio, pensando che te ne eri andata senza salutare, Invece tutto si è sistemato, ora è tornato il sereno, Ora la vita ha di nuovo un senso …

IL MIO SENSO.

Poco più in là. Non è lontano. Qualche passo e sei arrivato. In un luogo dove il profumo del miele al mattino è così dolce e profondo, che ha un effetto terapeutico.

È un posto che ti mette di buon umore. Rilassa i muscoli di tutto il tuo corpo. La mente poi, si convince di essere in paradiso.

Il sole albeggia con una delicatezza, che ricorda l’abbraccio amorevole della persona amata.

Il paesaggio circostante sembra uscito direttamente dalla fabbrica di cioccolato (occhio a non fare indigestione eh) Se ti guardi bene bene, puoi notare la presenza degli umpa lumpa

È un bel quadretto vero? Ti piacerebbe esistesse davvero? E se ti dicessi che esiste e che per raggiungerlo.

C’è solo una cosa da fare

Al mattino poco prima dell’alba, esci di casa. Chiudi gli occhi e fai un gran respiro. Svuota la mente e in quello stato di calma, attendi l’arrivo del profumo del miele. Una volta che lo senti, inizia a camminare seguendo la scia. Ti porterà in un battibaleno a destinazione.

In una dimensione magica e senza tempo, dove puoi trovare il tuo equilibrio interiore…

OPPURE UNA BRIOCHE AL SAPORE DI MIELE, CHE ALLA FINE TI SEMBRA DI STARE IN PARADISO.

Ci sono delle notti in cui i posti che visito sono così belli, così autentici che vorrei rimanere per sempre in quei luoghi.

Questa notte è stata una di quelle notti.

Non so se è stata la neve che ha iniziato a scendere verso mezzanotte, che ha zittito il fastidioso rumore dei pneumatici sull’asfalto. Credo di sì, è stata la neve, è come se avesse fermato il tempo, messo sull’attenti il mondo intero.

E così sono andato a dormire sognando di camminare su una strada di terra battuta.

Guardavo il cielo grigio e pensavo anzi speravo di vedere nevicare, cosa che qualche minuto dopo è accaduto. Ora immaginate un panorama di questo tipo, alberi innevati, colline innevate, la strada che sto percorrendo innevata, bello vero?

Io in mezzo alla natura mentre sta nevicando, lasciatemelo dire. È UNA FIGATA PAZZESCA!!!

Non volevo più tornare indietro, quel magico luogo era reale, lo sentivo sotto ai piedi, lo sentivo dai fiocchi di neve sul mio volto. Per quale motivo avrei dovuto svegliarmi? Per quale motivo dovevo tornare alla vita di prima? Ma soprattutto chi decide cosa è giusto oppure no?

Così ho urlato al sogno di tenermi in questo posto, mi sono rotolato nella neve per dimostrare che ci tenevo veramente, mi sono persino nascosto dietro ad un albero, pensando di farla franca.

Ma niente il sogno non mi ha ascoltato, o forse non sono stato convincente fino in fondo, forse non ci ho creduto per davvero. Eppure a me sembrava di sì.

Morale della favola, anzi morale del sogno, mi sono svegliato nel mio letto, con una pesantezza incredibile e zero voglia di questo mondo.

Poi mi sono alzato dal letto ed ho aperto le persiane, la neve ci aveva dato dentro di brutto, tutto il panorama circostante era sommerso da un bianco mantello.

Bello per carità, però quanto vorrei tornare nel sogno, in quel luogo in cui il respiro della vita era così leggero che sembrava come un fiocco di neve che scende giù dal cielo.

Noi siamo Vivi. Vivi! Comprendi questa parola? Le lettere che la compongono? Siamo le emozioni di cui parlano i grandi scrittori. Siamo il segreto meno segreto dell’universo. Siamo la risposta a tutte le domande del cosmo. Sai che anche il creatore, ogni tanto si chiede come abbia potuto partorire un essere così unico? Pieno zeppo di difetti eppure l’essere umano è perfetto, anche grazie ai suoi difetti! Vivi. Siamo l’emanazione stessa dei nostri sogni, li ricorriamo continuamente, e quando riusciamo ad afferrarli ce li teniamo stretti a noi. In quell’istante preciso noi siamo Vivi. E lo gridiamo ai quattro venti, con una forza tale che tutti e quattro i venti si mettono a ballare. E ci facciamo trascinare in una danza sfrenata, e balliamo, balliamo come se fosse l’unica cosa che conta.

E quando i nostri sogni ci sfuggono ci buttiamo giù. Ma solo per un po’, perché poi ci ricordiamo che siamo Vivi, e allora diventiamo uno spettacolo, perché andiamo in cerca di sogni nuovi. E quando ne troviamo uno che ci ispira, lo inseguiamo fino a raggiungerlo. E di nuovo ci sentiamo realizzati, ci sentiamo in pace. Ma soprattutto ci sentiamo Vivi!

Che ore sono?

È quasi mezzanotte

Ma non è troppo tardi sai

Che tempo fa fuori? Sta forse piovendo?

A dire il vero ha iniziato a nevicare

Sei sorpreso eh

Se ti affacci alla finestra e tiri le tende, puoi vedere con i tuoi occhi questo miracolo

Nel silenzio di questa notte anche i fiocchi di neve intonano una sinfonia che lascia senza fiato

Coraggio dai alzati dal letto e guarda

Che ne dici eh, è entusiasmante vero? Ti viene voglia di urlare a squarciagola la tua gratitudine

Ma è meglio di no, non vorrai spaventare quei meravigliosi, delicati fiocchi di neve

Lasciali cadere al suolo, lasciali posare sugli alberi, sul prato di casa, lasciali fare la loro magia

In cambio vogliono solo una cosa da te, che tu li guardi come quando eri un bambino, e rimanevi a bocca aperta davanti a questo spettacolo

Esatto amico mio, cerca dentro di te quel fanciullo e fallo avvicinare alla finestra con te

Prendilo per mano, non avere timore, dai su forza, non farti problemi

… E guarda con occhi pieni di vita la vita stessa che si manifesta davanti a te

Questo è quello che io chiamo, il grande circolo del rinnovamento eterno che non avrà mai fine

Almeno fino a quando non cesserà di nevicare.

Quel continuo ondeggiare su e giù, fluttuante andirivieni di lontana memoria, ondivaga espressione delle verità ineluttabili del tuo costante disinteresse nei confronti delle regole preimpostate di questa malsana società, di cui tu sei da sempre estremo oppositore, che sfocia in un estremismo che indosso a te, diventa la sublimazione della pura e semplice libertà.

Quel continuo danzare una musica antica di cui solo tu conosci l’origine, reminiscenza delle vite vissute, ancestrali ricordi della tua anima antica, che appena chiudi gli occhi, vedi scorrere segmento dopo segmento, come lo scorrere di un vecchio film in bianco e nero, tu ne hai il pieno e totale controllo. E lo ammiri e lo rivivi, e lo senti su di te come una seconda pelle. E sai che ti appartiene, e sai che sei tu, e lo custodisci gelosamente in fondo al tuo cuore.

Quel continuo che è LA vita, la tua. Ma che può diventare la mia, e allora io ti chiedo un enorme favore. Spiegami come si fa ad essere una stella luminosa come lo sei tu.

Mi sveglio da un sogno che non è un sogno, sono ancora nel mio letto con gli occhi che non ne vogliono sapere di stare aperti, mi sento ancora tutto stropicciato, cercho di distendermi, ma niente il mio corpo non collabora, come se fosse autonomo da me ritorna in posizione fetale, perché lì lui sta bene e non gli interessa di cosa voglio io!

Allora un sorriso si stampa sul mio viso, come a voler dire “ok hai vinto tu, rimaniamo ancora un po’ qui”

Ed è lì in quello stato di rincoglionimento totale che mi ricordo del sogno che non era un sogno, del posto in cui sono stato e che ho riconosciuto, della gente che ho incontrato, delle sensazioni che ho provato sulla pelle e che mi hanno fatto sentire vivo, di quella persona che appena ho visto mi ha fatto emozionare, il suo abbraccio che tanto mi è mancato e che mi ha scaldato il cuore, le parole che mi ha detto, quasi sussurrate, parole che sono solo mie e di nessun altro, quella passeggiata nei giardini del parco e nelle vie della città sempre in compagnia di qursto prezioso amico, respirando aria di casa, respirando le inebrianti sensazioni del mattino che piano piano facevano breccia in questo posto di pura magia, ah che meraviglia!

Abbracciare metaforicamente e cullare tra le braccia questo posto, che vorrei portare con me, ma ahimè non è possibile, ho voglia di restare e non tornare, ma una forza a me sconosciuta mi sta richiamando, è tempo di tornare in quella dimensione, in una realtà che si chiama vita!

E così mi sveglio nel mio letto tutto stropicciato e poco propenso ad alzarmi, già so che alla fine mi alzerò, ma dentro di me conosco la verità, quella in cui mi sono sentito vivo, quella in cui mi sono sentito amato, quella in cui mi sono sentito a casa.

Sogni antichi che turbano le mie notti, di giganteschi universi che collassano, che si scontrano, di enormi esplosioni che generano milioni di detriti. Galassie lontane e remote che muoiono, infinite dimensioni che cessano di esistere, il passato che viene riscritto in continuazione.Vedo centinaia anzi migliaia di immagini di vite vissute, che vengono cancellate per sempre. Così al mattino i nostri ricordi, le nostre memorie, non sono le stesse che abbiamo portato con noi a dormire la sera prima. Succede di notte, quando l’attività onirica è padrona del tempo presente nei sogni. È lì che avviene il rimescolamento delle carte, il mazzo viene buttato per aria e niente è uguale a prima, è stato modificato per sempre. Così noi possiamo avere il ricordo di una gita di quando eravamo adolescenti, di cui non avevamo memoria. Il Passato si può riscrivere eccome. Viene riscritto in continuazione ogni notte e lasciato morire in enormi buchi neri, che inghiottiscono il tempo che fu e che non sarà mai più. E così che accade quello che io chiamo. La nascita, la vita e la morte degli errori senza nome, della caleidoscopica visione della vita.