Una sera di settembre di un anno pari, un po’ prima di addormentarmi, il caos è passato a trovarmi, era stranamente calmo, non era il solito caos, sembrava quasi pensieroso, allora ho preso coraggio e mi sono buttato, con un tono autoritario ho chiesto al mio ospite inatteso quale era l’annoso dilemma, mi aspettavo chissà quale rivelazione, invece alla fine della fiera, il problema era che si era stufato di quella vita:

“Sempre con il coltello tra i denti, sempre in prima linea a fare un gran casino, la verità è che non ce la faccio più! ho bisogno di FERIE!! una bella vacanza rilassante, magari in un hotel cinque stelle, con la Spa ovviamente e la cucina deve essere il top, a me piace molto quello chef robustello che sta sempre in TV, Panzavacciulo mi sembra che si chiami, ecco lui sarebbe perfetto!! Eppoi non possono assolutissimanente mancare i massaggi rilassanti, eh con quelli sì che mi rilasso alla grande…

Ecco insomma sono fortemente stressato se non si era capito, tu che hai una faccia simpatica e mi sei simpatico, cosa ne pensi??

Mi puoi aiutare? suggerimenti ne hai da darmi?”

Vieni qui birbantello che non sei altro, certo che ti aiuto, lo farò con gran piacere, così tu avrai una bella vacanza super deluxe, ed io nel mio piccolo potrò finalmente dormire, sai oggi è stata una giornata bella pesante al lavoro, c’era un caos che non ti dico (segue fragorosa risata, non vi dico che faccia ha fatto il mio turbolento amico)

Poco dopo eccoci lì, la strana coppia al lavoro, che cercava su booking un’offerta adatta alla situazione, 105 minuti e svariate bestemmie dopo [quasi tutte mie, non è facile accontentare il caos, eh!] ecco che la vacanza perfetta, era {finalmente} stata trovata

Dopo aver preso visione della struttura e di tutti i comfort annessi, il caos decise che l’hotel “quiete&pace eterna” era esattamente ciò stava cercando

Evviva! Ce l’abbiamo fatta mio caro amico, avrai la tua meritata vacanza, per festeggiare che ne dici di un affettuoso abbraccio? Vieni qui da me dai non fare il timido, non ci vede nessuno!

Qualche istante più tardi, salutavo con la manina il mio amico, già bello pronto per l’imminente vacanza …

“Grazie di cuore per l’aiuto, lo so che non sono un tipo facile con cui trattare, ma sei stato paziente e mi hai consigliato bene, ti manderò una cartolina, questa è una promessa, inoltre ora sono in debito con te, quando ne senti la necessità chiamami e vedrò di sdebitarmi eh, ma adesso ti devo lasciare, vado a preparare la valigia, a presto amico mio e grazie ancora!”

E mentre si allontanava sentivo il mio stanco corpo che mandava chiari segnali, è ora di andare a dormire, oggi è stata una giornata molto molto caotica.

Assenza di te, quella fragranza fatta del nulla più assoluto, Il tuo lato del letto è vuoto, te ne sei andata, ma quando è successo? Non ti ho sentito, sicuramente è colpa mia, sai stanotte ero su Andromeda, a combattere dei mostri a cinque teste, sedici gambe e che al posto delle mani avevano delle sciabole, ma tranquilla eh, alla fine con l’aiuto di Capitan Harlock, li abbiamo fatti fuori

Dunque, dove eravamo rimasti? Ah sì, ora ricordo, Essenza, la tua che se ne è andata via, insieme a te, lasciando solo la scia del tuo odore, Non mi hai mandato nemmeno una faccina, con gli occhi a cuore su WhatsApp, questo si che è un colpo basso mia cara, Ancora assonnato mi rigiro nel letto, nessuna voglia di alzarmi, guardo la mia sveglia di Doctor Who, sono le 7.22, È presto, troppo presto anche per rimanere da solo nel letto, che fare?

Ci vorrebbe un maggiordomo, tipo il mio amato Lurch che mi porta un buon caffè nero fumante, insieme alla sua straripante simpatia, ma niente di Lurch neanche l’ombra, Allora rimango qui nel letto, mi giro dalla parte vuota, quella che di solito è occupata da te, in compagnia della tua Assenza e di quello che rimane della tua Essenza

E fisso il vuoto cosmico, così vuoto che vedo passare il tempo e lo spazio davanti ai miei occhi ancora semichiusi, Poi all’improvviso sento tirare lo sciacquone del bagno, mi giro in direzione della porta e ti vedo apparire, ancora provata dalla riunione di gabinetto

Tu che mi guardi con gli occhi ancora assonnati, con tutti i capelli stropicciato, Infine con uno scatto felino (dovuto al freddo del mattino) ti fiondi nel letto e vieni ad abbracciarmi, Ma allora non te ne eri andata amore mio, eri solo di là in bagno, Ah che bello! Mi ero spaventato assai, poi mi ricordo che oggi sei di libero al lavoro, Allora avvicino il mio viso al tuo, apro la bocca per baciarti, ma tu indietreggi schifata, poi con fare perentorio e minacciosio mi dici:

“Ehi senti un po’ amore mio, se mi vuoi baciare, vai a lavarti i denti, arriva un odore da lì, che te lo raccomando, Fila!”

Ed io di corsa vado in bagno, mi lavo i denti e mi fiondo di nuovo nel letto con te, Ed un turbine di amore e passione ci travolge e coinvolge in un flusso di pura energia e vibrazione sessuale

E pensare che mi ero svegliato con il cuore in subbuglio, pensando che te ne eri andata senza salutare, Invece tutto si è sistemato, ora è tornato il sereno, Ora la vita ha di nuovo un senso …

IL MIO SENSO.

Poco più in là. Non è lontano. Qualche passo e sei arrivato. In un luogo dove il profumo del miele al mattino è così dolce e profondo, che ha un effetto terapeutico.

È un posto che ti mette di buon umore. Rilassa i muscoli di tutto il tuo corpo. La mente poi, si convince di essere in paradiso.

Il sole albeggia con una delicatezza, che ricorda l’abbraccio amorevole della persona amata.

Il paesaggio circostante sembra uscito direttamente dalla fabbrica di cioccolato (occhio a non fare indigestione eh) Se ti guardi bene bene, puoi notare la presenza degli umpa lumpa

È un bel quadretto vero? Ti piacerebbe esistesse davvero? E se ti dicessi che esiste e che per raggiungerlo.

C’è solo una cosa da fare

Al mattino poco prima dell’alba, esci di casa. Chiudi gli occhi e fai un gran respiro. Svuota la mente e in quello stato di calma, attendi l’arrivo del profumo del miele. Una volta che lo senti, inizia a camminare seguendo la scia. Ti porterà in un battibaleno a destinazione.

In una dimensione magica e senza tempo, dove puoi trovare il tuo equilibrio interiore…

OPPURE UNA BRIOCHE AL SAPORE DI MIELE, CHE ALLA FINE TI SEMBRA DI STARE IN PARADISO.

Noi siamo Vivi. Vivi! Comprendi questa parola? Le lettere che la compongono? Siamo le emozioni di cui parlano i grandi scrittori. Siamo il segreto meno segreto dell’universo. Siamo la risposta a tutte le domande del cosmo. Sai che anche il creatore, ogni tanto si chiede come abbia potuto partorire un essere così unico? Pieno zeppo di difetti eppure l’essere umano è perfetto, anche grazie ai suoi difetti! Vivi. Siamo l’emanazione stessa dei nostri sogni, li ricorriamo continuamente, e quando riusciamo ad afferrarli ce li teniamo stretti a noi. In quell’istante preciso noi siamo Vivi. E lo gridiamo ai quattro venti, con una forza tale che tutti e quattro i venti si mettono a ballare. E ci facciamo trascinare in una danza sfrenata, e balliamo, balliamo come se fosse l’unica cosa che conta.

E quando i nostri sogni ci sfuggono ci buttiamo giù. Ma solo per un po’, perché poi ci ricordiamo che siamo Vivi, e allora diventiamo uno spettacolo, perché andiamo in cerca di sogni nuovi. E quando ne troviamo uno che ci ispira, lo inseguiamo fino a raggiungerlo. E di nuovo ci sentiamo realizzati, ci sentiamo in pace. Ma soprattutto ci sentiamo Vivi!

Mi sveglio da un sogno che non è un sogno, sono ancora nel mio letto con gli occhi che non ne vogliono sapere di stare aperti, mi sento ancora tutto stropicciato, cercho di distendermi, ma niente il mio corpo non collabora, come se fosse autonomo da me ritorna in posizione fetale, perché lì lui sta bene e non gli interessa di cosa voglio io!

Allora un sorriso si stampa sul mio viso, come a voler dire “ok hai vinto tu, rimaniamo ancora un po’ qui”

Ed è lì in quello stato di rincoglionimento totale che mi ricordo del sogno che non era un sogno, del posto in cui sono stato e che ho riconosciuto, della gente che ho incontrato, delle sensazioni che ho provato sulla pelle e che mi hanno fatto sentire vivo, di quella persona che appena ho visto mi ha fatto emozionare, il suo abbraccio che tanto mi è mancato e che mi ha scaldato il cuore, le parole che mi ha detto, quasi sussurrate, parole che sono solo mie e di nessun altro, quella passeggiata nei giardini del parco e nelle vie della città sempre in compagnia di qursto prezioso amico, respirando aria di casa, respirando le inebrianti sensazioni del mattino che piano piano facevano breccia in questo posto di pura magia, ah che meraviglia!

Abbracciare metaforicamente e cullare tra le braccia questo posto, che vorrei portare con me, ma ahimè non è possibile, ho voglia di restare e non tornare, ma una forza a me sconosciuta mi sta richiamando, è tempo di tornare in quella dimensione, in una realtà che si chiama vita!

E così mi sveglio nel mio letto tutto stropicciato e poco propenso ad alzarmi, già so che alla fine mi alzerò, ma dentro di me conosco la verità, quella in cui mi sono sentito vivo, quella in cui mi sono sentito amato, quella in cui mi sono sentito a casa.