E il vento generò una tempesta di dimensioni cosi estese che non si sapeva da dove avesse avuto origine, Soffiava così forte che la mente dell’uomo ne rimase sconvolta, Era come se il vento stesso avesse abbattuto le barriere delle mente, ed ora stava spazzando via tutte le memorie sia buone che cattive che vivevano al suo interno, Mai si era vista una tale forza, dirompente e distruttiva stava seminando il panico, la mente stava impazzendo, non aveva la benché minima idea di come fare a placare questo fenomeno, Alla fine la mente si arrese, così il vento tempestoso portò a termine il compito di spazzare tutte le tossine che c’erano, Fu così potente da lasciare a terra tramortito ciò che rimaneva della mente, Ci vollero giorni ed in alcuni casi delle settimane prima di tornare alla normalità, Ma ora la mente sapeva e soprattutto temeva che potesse succedere di nuovo, Non poteva tollerare un altro evento del genere, Perché la mente ne era certa, la prossima volta lei non si sarebbe mai più alzata, sarebbe stata la sua morte, Allora decise che ci sarebbe voluta una tregua, fare un compromesso che le avrebbe risparmiato la vita, Così chiamò il vento e fece un patto con lui, e il vento in tutta risposta ricordò alla mente che se fosse venuta meno alla parola data, sarebbe tornato per un’ultima volta e l’avrebbe spazzata via per sempre, La mente accettò di buon grado e da parte sua promise al vento che da questo momento sarebbe stata più buona e meno stronza nei confronti dell’essere umano, Il vento se ne andò via non prima di aver soffiato così intensamente da aver fatto tremare per bene la mente, così giusto per ricordarle chi comandava, Ancora una volta la natura si era ribellata alla stupidità della mente umana, ed aveva ristabilito l’ordine gerarchico.

Tutto è bene ciò che finisce bene.

Pausa, Stop, Play, Pausa

E se alla fine la soluzione migliore fosse quella di prendermi un break? Sedermi comodo comodo sulla mia poltrona rosso di Marte, accendermi un ottimo sigaro cubano e gustarmi un doppio bourbon

In compagnia del camino che scoppiettante di sano calore, mi invita ad un estraniante rifugio dalla vita di tutti i giorni

Io, i miei sogni, le mie galassie sempre nuove da visitare, dove vivono esseri che a questo punto ne sono certo, altro non sono che il parto della mia fervida fantasia

Io e il grande spirito Manitou, colui che dal fato ha avuto origine, o forse è il contrario, ma davvero poco importa, O forse importa per davvero! Ah che bel dilemma!

Dovete sapere che Manitou in persona mi è venuto a cercare, vuole insistemente i miei talenti (quindi ho dei talenti! Questa si che è una notizia), grazie Manitou per fortuna che ci sei tu!

Lui è il fato sono la stessa entità, la stessa emozione, uno non può esistere senza l’altro, un po’ come lo yin-yang della dualità umana, ma sono abbastanza sicuro che tutta questa faccenda mi è alquanto difficile da capire

È come quando cerchi la risposta a tutte le domande della vita, che ti fai di quelle pippe mentali che ti serve un universo intero per contenerle tutte, ed alla fine sei costretto ad inventarti un universo tutto tuo, il tuo universo personale, con le tue leggi, le tue stelle, i tuoi pianeti, e tutti i cazzi e mazzi annessi, chiaro il concetto no?

Ah beati voi che avete compreso il concetto di tutto, del tutto, si insomma quella roba li della teoria del tutto

Come diceva?

Ah si, che tutto è in espansione, in perenne movimento, e che noi siamo un puntino piccolo piccolo, quasi insignificante, ma poi si scopre che siamo il pezzo mancante del puzzle

Ma che siamo un po’ sfigati, perché basta la scorreggia di una farfalla su Andromeda per far esplodere tutto il nostro mondo

E allora io mi chiedo e poi dico ad alta voce:

“Ma che fregatura è mai questa? Non c’è il benché minimo rispetto per noi umani, eh insomma dopotutto non siamo così male, siamo persino riusciti ad andare sulla luna! E poi ci siamo così evoluti al punto che riusciamo a toccarci il naso con la lingua!

Ma chi voglio prendere in giro! Ci meritiamo la puzzetta della farfalla che ci estingue tutti!”

Pausa, Stop, Play, Pausa, Stop

Si è meglio che mi fermo qua, io, il camino, la mia poltrona, il sigaro, il doppio bourbon e quel pizzico di sana pazzia che vive dentro di me, e quando si rilassa se ne esce con di quelle perle che te le raccomando proprio

Ma d’altronde un po’ è colpa di questo mondo, no non è una scusa, è la verità, almeno lo è per me, IO QUESTO MONDO LO TOLLERO A GRAN FATICA, UN POSTO DOVE I MEDIOCRI E MAGARI FIGLI DI PAPÀ SONO QUASI TUTTO NEI POSTI CHE CONTANO, MENTRE CHI HA IL TALENTO NECESSARIO PER POTER MIGLIORARE LA VITA DI TUTTI VIENE RELEGATO IN SECONDA O TERZA FILA

In fondo in fondo sto aspettando la farfalla e la sua scorreggia, e mentre attendo che giunga quel momento, me ne rimango qui a godermi quel che rimane del mio tempo.

Manitou aspettami che sto arrivando!

Ci sono delle notti in cui i posti che visito sono così belli, così autentici che vorrei rimanere per sempre in quei luoghi.

Questa notte è stata una di quelle notti.

Non so se è stata la neve che ha iniziato a scendere verso mezzanotte, che ha zittito il fastidioso rumore dei pneumatici sull’asfalto. Credo di sì, è stata la neve, è come se avesse fermato il tempo, messo sull’attenti il mondo intero.

E così sono andato a dormire sognando di camminare su una strada di terra battuta.

Guardavo il cielo grigio e pensavo anzi speravo di vedere nevicare, cosa che qualche minuto dopo è accaduto. Ora immaginate un panorama di questo tipo, alberi innevati, colline innevate, la strada che sto percorrendo innevata, bello vero?

Io in mezzo alla natura mentre sta nevicando, lasciatemelo dire. È UNA FIGATA PAZZESCA!!!

Non volevo più tornare indietro, quel magico luogo era reale, lo sentivo sotto ai piedi, lo sentivo dai fiocchi di neve sul mio volto. Per quale motivo avrei dovuto svegliarmi? Per quale motivo dovevo tornare alla vita di prima? Ma soprattutto chi decide cosa è giusto oppure no?

Così ho urlato al sogno di tenermi in questo posto, mi sono rotolato nella neve per dimostrare che ci tenevo veramente, mi sono persino nascosto dietro ad un albero, pensando di farla franca.

Ma niente il sogno non mi ha ascoltato, o forse non sono stato convincente fino in fondo, forse non ci ho creduto per davvero. Eppure a me sembrava di sì.

Morale della favola, anzi morale del sogno, mi sono svegliato nel mio letto, con una pesantezza incredibile e zero voglia di questo mondo.

Poi mi sono alzato dal letto ed ho aperto le persiane, la neve ci aveva dato dentro di brutto, tutto il panorama circostante era sommerso da un bianco mantello.

Bello per carità, però quanto vorrei tornare nel sogno, in quel luogo in cui il respiro della vita era così leggero che sembrava come un fiocco di neve che scende giù dal cielo.

La decisione riguarda il fiume

Che intanto beatamente se ne frega e continua a svolgere il suo compito

A dire il vero per il fiume questo è puro divertimento

È l’uomo che è convinto da sempre di sapere cosa è meglio per il fiume

Ma il fiume non sta ad ascoltare chi ne sa meno di lui, non inizia nemmeno a giocare ad un gioco che semplicemente non ha motivo di esistere

È l’uomo che ha la presunzione di pensare che l’ultima parola spetti a lui

Ma il fiume sotto sotto se la ride e se la gode

Perché arriverà il giorno in cui l’uomo non abitera più queste terre

Mentre il fiume che è saggezza e equilibrio, trasparente realtà di come la natura ha sempre l’ultima parola

Sarà ancora qui. Sarà sempre qui

Per l’eternità.

Foto presa dal web, Fiume Isonzo.