Freddi inverni ghiacciati, lasciano tracce di indimenticabili aurore al calar della sera.

Freddi sono i sospiri emessi da un uomo alla ricerca di un rifugio dove sostare per la notte, Una taverna nel bel mezzo del nulla offre al viandante un posto dove riposare, tra muri di pietra e comode poltrone, e un camino scoppiettante che accudisce l’umano viaggiatore.

È ora di cenare, accomodarsi vicino alla finestra, spostare la sedia e mettersi comodo, aspettare pazientemente l’arrivo della cameriera, Ma prima di tutto arriva l’olfatto che anticipa il piatto, e decreta l’assoluta bontà della pietanza che sta per fare capolino dalla cucina, È una calda e succulenta zuppa al sapore di cipolla, con verdure e pezzi di manzo, il viandante è soddisfatto, e ricambia il sorriso della graziosa cameriera.

A quel punto il viandante prende saldamente in mano il cucchiaio, affonda senza esitazione il primo colpo, un sussulto che arriva dallo stomaco decreta l’inizio delle ostilità.

Inutile dire che la zuppa è squisita, goduriosa ed appagante, ogni cucchiaiata è una sinfonia di gioia, mista ad eccitazione, stomaco , pancia, e parenti stretti sono letteralmente in festa, Ma il viandante sa che una porzione di zuppa non potrà bastare, Chiama la cameriera e la mette al corrente del fatto che sarà necessario un altro giro di zuppa, Lei annuisce e con passo affrettato si precipita in cucina, per uscirne qualche istante più tardi con un vassoio, con sopra la ciotola più grande che il viandante abbia mai visto!

E come un bambino al luna park il viandante si fionda sulla zuppa, e giù di cucchiaiate come se non ci fosse un domani!

Solo più tardi seduto sulla poltrona vicino al camino, mentre si gode la sua pipa in compagnia di un ottimo bourbon d’annata, ora che è al sicuro nella taverna, gli torna in mente del suo compagno di viaggio, un uomo che aveva incontrato lungo il suo tragitto, e che per un po’ aveva condiviso con il viandante un pezzo di quel viaggio, E di quel gigantesco animale che sbucato fuori dal nulla lo ha afferrato e smembrato con un unico colpo, e di come sia stato fortunato a non farsi catturare anche lui…. Dell’assennata corsa nel buio della foresta in cerca di un uscita, dell’aurora apparsa quasi a segnare il suo cammino, ed infine di quella luce che per sua fortuna è stata la sua salvezza.

Seduto all’interno di una taverna il viandante ringrazia la buona sorte che gli ha risparmiato la vita, Alla fine esausto si lascia andare ad un pianto liberatorio che sa di rinascita.