Lascia andare.Tutto

Non trattenere. Tutto.

È così materiale. Tutto.

Non ti appartiene. Tutto.

È un concetto errato.Tutto.

È effimero. È il morso della mela. È l’isola che non c’è.

È al di fuori di te.

A te che importa tutto. Se hai te stesso.

L’amore per te stesso.

Il Tutto è oblio impersonale di distorti messaggi che ti costringono a guardare all’esterno di te.

Che è il nulla.

Che è fallace struttura di una realtà proiettata dall’inganno della mente.

Lascia andare. Tutto.

Lascia al vento. Lascia alla terra. Il Tutto.

Lascia andare un peso che erroneamente credevi ti appartenesse.

Ora che ne sei consapevole non è più così importante il Tutto. Vero?

Hai te stesso e questo è ciò di cui hai bisogno.

Da questo istante e per sempre.

ÀMATI.

P. S. : Questo scritto è per una persona che sta passando un momento non proprio felice, che sia un augurio per ritrovare presto il sereno nella sua vita.

… Potrebbe essere utile guardare dentro e cercare l’orologio del tempo interiore e rimettere le lancette sull’ora giusta, Potrebbe bastare se solo mi tornasse alla memoria come si fa, Già perché in tutto questo continuum correre all’infinito, per raggiungere un traguardo che ogni volta che ti avvicini si sposta un po’ più là, Mi sono completamente scordato di come si raggiunge il centro dell’anima

Se ricordo bisogna scendere per una scala buia e traballante fino al cuore, Poi proseguire per un intricato labirinto che ha la stranezza di avere le indicazioni per trovare l’uscita, Una volta fuori c’è un cartello con scritto sopra “Vai a sinistra che è la direzione giusta” {Indicazioni a prova d’idiota eh}

Ed è qui che arriva il bello o il brutto, perché da quel punto il panorama che mi si palesa davanti è desolante, nel vero senso della parola eh, C’è solo tanta ma tanta sabbia, insomma per raggiungere l’anima bisogna attraversare un deserto! Con tutti i cazzi e mazzi annessi!

E quello è l’istante in cui va fatto un vero atto di fede, nei confronti di un qualcosa di superiore, di un qualcosa di non manifesto, così etereo e impalpabile che potrebbe spaventare

E allora mi lascio andare, Mi affido all’istinto, ed inizio ad essere nel presente dei miei passi, che senza esitazione procedono verso l’orologio, Nessuna resistenza, nessun tentennamento

Così avviene la magia, più avanzo più mi sento leggero, E subito dopo una piccola duna, ecco che appare l’orologio del mio tempo interiore, mi avvicino a lui, mi dirigo verso l’ingranaggio, e lo faccio ripartire

Poi rimango ad ammirare l’orologio che si è rimesso in moto, posso tirare un sospiro di sollievo, il problema è sistemato

Sul mio viso è tornato il sereno

E sapete una cosa buffa? Proprio mentre scrivevo l’articolo per cercare di ricordare il da farsi, Beh l’ho fatto veramente! Si insomma ho fatto ripartire l’orologio e non me ne sono neanche reso conto!

Ah che meraviglia quando mi lascio andare e seguo l’istinto!

È sempre la soluzione migliore, Almeno lo è per me.

Viandante tu che sei in cerca di quei passi che ti condurranno sulla retta via

Viandante tu che avevi compreso il duro cammino che ti stava aspettando, ma che solo nel momento in cui lo hai intrapreso, hai percepito l’importanza del portare un tale fardello

Viandante tu che sei sulla via che ti conduce oltre le possenti colonne di pietra, cosa si cela al di là di quelle maestose colonne? Forse la tanta agognata terra promessa? O più probabilmente il tanto atteso riposo in un luogo che potrai finalmente chiamare casa…. Qualunque esso sia questo posto

Viandante tu che cammini e mentre cerchi di lasciare andare la mente, vedi scorrere davanti ai tuoi occhi il vecchio te, oramai stanco, con lo sguardo perso, con l’incedere pesante, con il cuore lacerato da una rivelazione che ti ha sconvolto la vita. Per sempre!

Viandante tu che ora rivivi quel ricordo, quell’istante in cui hai ascoltato per la prima volta la tua anima, e lei come ricompensa ti ha stravolto l’esistenza

Viandante tu che dal quel momento tutto il mondo intorno a te si è sgretolato, ed hai potuto vedere chi in realtà sei, essenza rimasta celata sotto innumerevoli maschere che hai indossato per molto molto tempo

Viandante tu che ora sei il padrone del tuo corpo, signore della tua anima, dimmi una cosa:

“Come è vivere la vita e camminare i passi che vuoi tu? È una sensazione appagante vero? Oserei dire che è illuminante! Perché ora hai realizzato cosa vuol dire Vivere in piena consapevolezza la propria esistenza.”

Allora con tutto il cuore ti auguro buon viaggio amico mio!

Sono stato. Sì, sono stato tante vite (molte meno della gente comune però) Sono stato molti corpi, ma sempre una sola anima. Sono stato baciato da Ra il sole per secoli e secoli. Sono stato in ogni parte conosciuta di questo pianeta. Sono stato in luoghi remoti ed inaccessibili che per visitarli era necessario fare un atto di fede, in me stesso. Sono stato a bordo di astronavi che potrebbero essere considerate vere e proprie pianeti. Sono stato nel presente così a lungo, tanto che alla fine ero io stesso il qui e ora. Sono stato giudicato per le azioni che ho compiuto, ma non ho mai chiesto a nessuno di farlo, ed alla fine ho fatto sempre di testa mia, anzi di cuore mio. Sono stato in uno stato alterato che mi ha fatto catapultare in realtà e dimensioni, che sono speculari di una realtà che se solo venisse scoperta, darebbe inizio al Ragnarok. Sono stato in cima al mondo e da lì ho governato un popolo obbediente, ma ero circondato da una corte di serpi che non ha resistito alla tentazione di usurparmi il potere. Sono stato così in alto tanto che mi sono chiesto, come sarà laggiù all’inferno? Sono stato all’inferno, ed una volta giunto davanti al suo ingresso, sono stato accolto da un cane uno e trino. Sono stato avvicinato dal signore di quel luogo e quando ha visto la disperazione scolpita sul mio volto, mi ha detto.

“Benvenuto a casa, benvenuto all’inferno, dove le azioni e le situazioni sono esattamente quello che sembrano.”

Poco più in là. Non è lontano. Qualche passo e sei arrivato. In un luogo dove il profumo del miele al mattino è così dolce e profondo, che ha un effetto terapeutico.

È un posto che ti mette di buon umore. Rilassa i muscoli di tutto il tuo corpo. La mente poi, si convince di essere in paradiso.

Il sole albeggia con una delicatezza, che ricorda l’abbraccio amorevole della persona amata.

Il paesaggio circostante sembra uscito direttamente dalla fabbrica di cioccolato (occhio a non fare indigestione eh) Se ti guardi bene bene, puoi notare la presenza degli umpa lumpa

È un bel quadretto vero? Ti piacerebbe esistesse davvero? E se ti dicessi che esiste e che per raggiungerlo.

C’è solo una cosa da fare

Al mattino poco prima dell’alba, esci di casa. Chiudi gli occhi e fai un gran respiro. Svuota la mente e in quello stato di calma, attendi l’arrivo del profumo del miele. Una volta che lo senti, inizia a camminare seguendo la scia. Ti porterà in un battibaleno a destinazione.

In una dimensione magica e senza tempo, dove puoi trovare il tuo equilibrio interiore…

OPPURE UNA BRIOCHE AL SAPORE DI MIELE, CHE ALLA FINE TI SEMBRA DI STARE IN PARADISO.

È già successo

Succederà anche in futuro

E sta succedendo ora

Di perdere la bussola, trovarmi in alto mare, in piena tempesta, avere timore di non uscirne vivo, di morire in mezzo al nulla, lontano dalla terra ferma, dai propri cari, è spaventoso, è qualcosa che non si può fermare, c’è una forza più grande e più forte di me dietro a questo che è puro accadimento, qualcuno ha buttato per aria i dadi del destino, e non c’è via di scampo.

Cosa fare? Come reagire? Posso uscire da questa tremenda, assurda ed incomprensibile agonia?

Se esiste una forza superiore, una misteriosa fonte divina che si faccia avanti ora.

Lo imploro in nome di Dio!

È già successo

Succederà anche in futuro

E sta succedendo ora

Di trasformare la disperazione in qualcosa di utile alla mia causa, di metterla al mio servizio per superare questo terribile momento, è la mia salvezza! Non l’avrei mai detto.

Ed ora che sono arrivato a riva, stremato e oramai senza più un briciolo di forza, mi inginocchio ed alzando la testa verso il cielo che finalmente ha svoltato verso il sereno, ringrazio la mia disperazione che mi ha portato fin qui.

Su un’isola cosi cupa che non promette niente di buono.

Come aveva detta quel tizio strano con il mantello e la falce che ho incontrato all’inizio di tutto?

Ah già ora ricordo, aveva detto più o meno così:

“Benvenuto negli inferi caro essere, vediamo fin dove riesci ad arrivare, quanti fiumi sarai in grado di passare, e ricorda mai nessuno fino ad ora è giunto fino all’ultimo, il flegetonte, se ci arriverai ti chiamerò Flegias”

E quindi da questo momento in avanti il mio nome è Flegias! Il primo essere che ha attraversato l’inferno!

No davvero, non prendetemi sul serio, sono solo uno straniero che passando di qua, si è fermato ad ammirare il cielo e colpito dalle sue virtù, ha deciso di mettere un freno al suo girovagare senza meta

Perché il mio vecchio cuore ha sentito qualcosa in questo strano posto e siccome sono un gran curiosone, ho dato retta all’istinto sempre arguto del mio amato amico cuore

Così mi ritrovo un po’ stranito, ma anche molto incuriosito in una terra a me sconosciuta, dove di giorno c’è fin troppo rumore, ma poi al calar della sera, arriva madame notte

E son sempre grandi chiacchierate quelle al chiaro di luna, io vecchio orso brontolone, bisognoso di compagnia, rivolgo i miei pensieri troppo audaci ad orecchie che sanno ascoltare

Sussurro i miei segreti più importanti, i segreti di uno straniero che nel suo girovagare si è scoperto innamorato di questo mondo un po’ troppo caotico e bizzarro

E che ha deciso di raccontare questo amore ad un cielo stellato

Quindi non prendetemi troppo sul serio

È che l’amore si sa, ti porta a fare cose che non hanno niente a che fare con la logica umana.

Scottogatto subito dopo cena come sua abitudine uscì di casa per la solita camminata al chiaro di luna, la temperatura gradevole unita ad un venticello che gli accarezzava i baffi, tanto da fargli spuntare un malizioso sorriso, erano la compagnia perfetta, quella di cui lui aveva bisogno. E così mentre camminava con leggiadria su un sentiero di terra battuta non lontano da casa, a Scottogatto tornò alla mente una filastrocca che il suo amato padre usava raccontare nelle notti buie di luna piena. Un brivido di freddo percorse tutto il suo minuto corpo, e fece irrigidire i suoi adorati baffi.

Quella filastrocca è meglio lasciarla ben sepolta nei miei ricordi, farfugliò alla notte e al vento il buon Scottogatto, porta una sfiga che è meglio evitare! Il mio caro amico Cantacane si è rotto un braccio e una gamba un attimo dopo averla cantata, per non parlare del panettiere che ci ha lasciato le penne! No no no e ancora no! Vattene via fetente d’una filastrocca, devo assolutamente pensare a qualcos’altro.

Neanche il tempo di finire la frase nella sua testa, che Scottogatto si accorse di aver camminato un po’ troppo, di essersi spinto ben oltre l’abituale percorso, ma dove sono finito si domandò? In più l’oscurità ora era la padrona di casa. E come se non bastasse non aveva con sé la sua torcia, l’aveva dimenticata sul tavolo di casa!

“Uno esce a fare due passi per digerire in santa pace la cena e per colpa di una vecchia filastrocca si perde, ma che razza di scherzo è questo?”

Le parole uscirono dalla sua bocca senza il benché minimo avviso, sorprendendo lo stesso Scottogatto, caspita la situazione deve essere proprio delicata, rimuginò tra sé e sé, come posso uscire da questo momento e tornare a casa senza rischiare nulla?

Ehi tu strano umano con dei baffi davvero notevoli, io forse conosco la soluzione migliore, la vuoi sentire caro umano baffuto?”

Scottogatto rimase sorpreso, anzi interdetto, non poteva credere ai suoi occhi, davanti a lui c’era una stella! Una stella che dal cielo era scesa per aiutarlo, non si era mai vista una cosa del genere, questo è un miracolo pensò il caro umano baffuto.

La stella si presentò, disse di chiamarsi Starlight (ma pensa te eh) poi aggiunse le seguenti parole:

Devi sapere che ogni essere vivente dell’universo ha la sua stella, dal cielo vi osserviamo e vi aiutiamo ogni volta che è possibile e ogni volta che ci è concesso, come avrai intuito io sono la tua! Devi anche sapere che ti seguo tutte le sere quando esci a fare la tua camminata proprio per assicurarmi che non ti succeda niente di brutto, ma stasera è successo qualcosa di stano, ti sei distratto oltremodo per qualcosa che ti turbava e così ti sei perso, anzi per un attimo ti ho perso anch’io! Ero nel panico più totale, ma poi ho sentito la tua voce e sono riuscita a ritrovarti, ma è stato bruttissimo perché credevo ti fosse successo qualcosa beh dai hai capito!

Ora stammi a sentire, ecco cosa faremo, io ti indicherò la strada da seguire, tu non perdermi mai di visto ok? È fondamentale che il tuo sguardo e la tua attenzione siano sempre su di me

Fammi un cenno con la testa se è tutto chiaro.

Bene! Ah un’ultima cosa, non parlare, non dire una parola, è fondamentale per la buona riuscita!”

E così ebbe inizio il viaggio di ritorno della strana coppia, Scottogatto seguiva ad una distanza di 5 piedi circa la stella, lei ogni tanto si voltava per assicurarsi che fosse tutto ok, e dopo circa 15 minuti ecco che la strada battuta si incominciò ad intravvedere, alla sua vista Scottogatto lanciò un urlo di gioia, ce l’avevano fatta!

Scottogatto era così felice che cercò invano di abbracciare Starlight, ma ovviamente questo non era possibile, allora chiese alla stella di accompagnarlo nel tragitto verso casa, lei acconsentì e fecero insieme un bel pezzo di strada fino alla casa di Scottogatto

Una volta giunti a destinazione i due erano ormai diventati grandi amici, d’altronde l’avventura che avevano vissuto era stata davvero notevole, Scottogatto fece una proposta alla stella, ogni volta che lui fosse uscito a fare due passi, lei lo avrebbe raggiunto ed insieme avrebbero camminato come due ottimi amici, inutile dire che Starlight accettò con entusiasmo la proposta, si salutarono e si diedero appuntamento alla sera successiva.

Quella sera ebbe inizio una grande amicizia ed io cari amici sono un po’ invidisio del loro legame speciale, vorrei anch’io incontrare e diventare amico della mia stella, sapete cosa vi dico, siccome ho finito di cenare esco a fare due passi, magari potrebbe essere la mia sera fortunata.

Noi siamo Vivi. Vivi! Comprendi questa parola? Le lettere che la compongono? Siamo le emozioni di cui parlano i grandi scrittori. Siamo il segreto meno segreto dell’universo. Siamo la risposta a tutte le domande del cosmo. Sai che anche il creatore, ogni tanto si chiede come abbia potuto partorire un essere così unico? Pieno zeppo di difetti eppure l’essere umano è perfetto, anche grazie ai suoi difetti! Vivi. Siamo l’emanazione stessa dei nostri sogni, li ricorriamo continuamente, e quando riusciamo ad afferrarli ce li teniamo stretti a noi. In quell’istante preciso noi siamo Vivi. E lo gridiamo ai quattro venti, con una forza tale che tutti e quattro i venti si mettono a ballare. E ci facciamo trascinare in una danza sfrenata, e balliamo, balliamo come se fosse l’unica cosa che conta.

E quando i nostri sogni ci sfuggono ci buttiamo giù. Ma solo per un po’, perché poi ci ricordiamo che siamo Vivi, e allora diventiamo uno spettacolo, perché andiamo in cerca di sogni nuovi. E quando ne troviamo uno che ci ispira, lo inseguiamo fino a raggiungerlo. E di nuovo ci sentiamo realizzati, ci sentiamo in pace. Ma soprattutto ci sentiamo Vivi!

Che ore sono?

È quasi mezzanotte

Ma non è troppo tardi sai

Che tempo fa fuori? Sta forse piovendo?

A dire il vero ha iniziato a nevicare

Sei sorpreso eh

Se ti affacci alla finestra e tiri le tende, puoi vedere con i tuoi occhi questo miracolo

Nel silenzio di questa notte anche i fiocchi di neve intonano una sinfonia che lascia senza fiato

Coraggio dai alzati dal letto e guarda

Che ne dici eh, è entusiasmante vero? Ti viene voglia di urlare a squarciagola la tua gratitudine

Ma è meglio di no, non vorrai spaventare quei meravigliosi, delicati fiocchi di neve

Lasciali cadere al suolo, lasciali posare sugli alberi, sul prato di casa, lasciali fare la loro magia

In cambio vogliono solo una cosa da te, che tu li guardi come quando eri un bambino, e rimanevi a bocca aperta davanti a questo spettacolo

Esatto amico mio, cerca dentro di te quel fanciullo e fallo avvicinare alla finestra con te

Prendilo per mano, non avere timore, dai su forza, non farti problemi

… E guarda con occhi pieni di vita la vita stessa che si manifesta davanti a te

Questo è quello che io chiamo, il grande circolo del rinnovamento eterno che non avrà mai fine

Almeno fino a quando non cesserà di nevicare.