Quel continuo ondeggiare su e giù, fluttuante andirivieni di lontana memoria, ondivaga espressione delle verità ineluttabili del tuo costante disinteresse nei confronti delle regole preimpostate di questa malsana società, di cui tu sei da sempre estremo oppositore, che sfocia in un estremismo che indosso a te, diventa la sublimazione della pura e semplice libertà.

Quel continuo danzare una musica antica di cui solo tu conosci l’origine, reminiscenza delle vite vissute, ancestrali ricordi della tua anima antica, che appena chiudi gli occhi, vedi scorrere segmento dopo segmento, come lo scorrere di un vecchio film in bianco e nero, tu ne hai il pieno e totale controllo. E lo ammiri e lo rivivi, e lo senti su di te come una seconda pelle. E sai che ti appartiene, e sai che sei tu, e lo custodisci gelosamente in fondo al tuo cuore.

Quel continuo che è LA vita, la tua. Ma che può diventare la mia, e allora io ti chiedo un enorme favore. Spiegami come si fa ad essere una stella luminosa come lo sei tu.

Un violino che suona

Una musica che ti cattura

Ti prende per mano

E ti porta via con sé

Si libra in volo come un aquila

Veleggia in terre selvagge

Sopra un immenso cielo azzurro

Gioca con le nuvole

E poi su sempre più in alto

Sempre più musica

Sempre più libera

Una virtuosa sensazione di infinito

Senza catene

Senza l’assillo della mente

Un’emozione di note

Un caleidoscopio di colori

Un’estasi di energia

Tutto racchiuso

In un assolo di violino

Che ti prende per mano

Ti porta a viaggiare

In un tempo senza eguali

In cui puoi percepire

L’essenza senza conflitti

Della vibrazione universale

Di un violino che è la melodia

Della vita che si anima

Di un’autentica magia.